F1 | Ferrari reagisce al motore Mercedes: secondo Turrini la contromossa è già partita
- Postato il 5 febbraio 2026
- A Tc
- Di F1ingenerale
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Il tema del motore Mercedes scuote ancora il paddock: Ferrari già pronta ad una nuova soluzione in vista del 2027
Il tema del motore Mercedes è destinato a diventare uno dei nodi centrali della F1 del futuro. A sollevare il caso, con il suo stile diretto e senza filtri, è stato Leo Turrini, che ha ricostruito uno scenario tecnico tanto complesso quanto potenzialmente esplosivo. Secondo quanto riportato da Turrini, a Maranello sarebbe ormai diffusa la convinzione che la FIA possa considerare regolare la soluzione sviluppata da Mercedes. Una decisione che, pur formalmente legittima, verrebbe percepita come favorevole alla squadra di Toto Wolff. Come scrive Turrini, “in Ferrari ritengono che la nobile FIA darà ragione agli uomini al servizio di Toto Wolff”, anche attraverso interpretazioni regolamentari piuttosto elastiche.
Proprio per questo, Ferrari avrebbe già iniziato a muoversi. La struttura motori guidata da Enrico Gualtieri avrebbe avviato un lavoro di sviluppo guardando addirittura al 2027, con l’obiettivo di replicare o compensare il vantaggio tecnico ipotizzato su Mercedes. Il fulcro del progetto sarebbe la ricerca di un rapporto di compressione dinamico, ottenibile intervenendo su componenti chiave come la biella, da riprogettare internamente.

Quanti cavalli si guadagnano con un rapporto di compressione dinamico
Il sospetto, sempre secondo Turrini, nasce dal fatto che la FIA abbia già ritenuto legale il cosiddetto “barbatrucco Mercedes”. Un sistema che garantirebbe un guadagno contenuto ma reale: “da un minimo di 5 CV a un massimo di 10 CV”. Numeri che, nella Formula 1 moderna, possono incidere eccome. In particolare, l’attenzione è rivolta alla biella, che tornerebbe a essere prodotta internamente e progettata con un coefficiente di dilatazione termica più elevato. L’obiettivo è compensare la perdita di compressione dovuta all’espansione termica durante il funzionamento, replicando di fatto il principio che avrebbe reso efficace la soluzione Mercedes.
Il vero limite, però, è il tempo. Turrini sottolinea come, anche nello scenario più ottimistico, questa soluzione Ferrari non arriverebbe al banco prima dell’estate 2026. Tradotto: se funzionerà, la vedremo in pista solo nel 2027. Il rischio? Che Mercedes stia volutamente mascherando il vantaggio nei test, rendendo ancora più difficile per i rivali reagire.
Crediti immagine di copertina: @ScuderiaFerrari
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