F1 | Ferrari, arriva la teoria che cambia tutto: “Così non si spiega” – GP Austria
- Postato il 29 giugno 2026
- Formula 1
- Di F1ingenerale
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Il GP d’Austria apre nuovi interrogativi: Ferrari in crisi o gara da interpretare?
Il Gran Premio d’Austria ha riaperto tutti gli interrogativi sulla Ferrari. Dopo il dominio mostrato a Barcellona, la SF-26 è sembrata improvvisamente incapace di replicare quel livello di competitività, alimentando dubbi anche tra gli addetti ai lavori. Del tema hanno discusso Giorgio Terruzzi, Stefano Nicoli e Pino Allievi nel podcast Terruzzi Racconta, provando a individuare le cause del brusco passo indietro.
Il primo a manifestare tutta la propria perplessità è stato Giorgio Terruzzi, che ha ammesso di non riuscire a trovare una spiegazione tecnica convincente. “Non riesco a capire come sia possibile passare da una situazione all’altra. A Barcellona la Ferrari era andata benissimo, poi in Austria improvvisamente fa così fatica. Non capisco cosa stia succedendo in termini di tecnica e prestazioni.”

Anche Pino Allievi ha parlato di un quadro estremamente difficile da interpretare. “La Ferrari è un mistero, ma probabilmente lo è anche per loro. Non si riesce a capire cosa sia questo problema ai freni che tormenta Leclerc dall’inizio della stagione. Se togliamo il giro di qualifica, la Ferrari non è mai stata protagonista.”
Secondo il giornalista, il nuovo aggiornamento della power unit non avrebbe modificato in modo sostanziale la situazione. “L’ADUO non ha dato i vantaggi che qualcuno si aspettava. Si parla di sette cavalli in più su una power unit da oltre mille cavalli: cambia davvero così poco?”
L’analisi tecnica più approfondita è arrivata da Stefano Nicoli, che ha parlato di una vera e propria “tempesta perfetta”. “In Austria la differenza di velocità sul rettilineo tra i motorizzati Mercedes e Red Bull rispetto ai Ferrari era impressionante, quasi 20 km/h nella parte finale. Questo costringe Ferrari a cercare prestazione nelle curve, ma così la coperta diventa corta.”
Nicoli ha poi spiegato come l’altitudine del Red Bull Ring possa aver accentuato il deficit della power unit di Maranello. “Con una turbina più piccola, caratteristica di cui si parla dall’inizio dell’anno, Ferrari soffre molto di più in quota rispetto ai motori Mercedes. È un limite che emerge soprattutto nella seconda parte dei rettilinei.”
Un’analisi che contribuisce ad alimentare i dubbi sul reale potenziale della SF-26, chiamata ora a dare risposte immediate già nel prossimo appuntamento di Silverstone.
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Crediti immagine di copertina: Antonio Spina per F1inGenerale.com
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