F1 | È ancora Mercedes-Ferrari in Cina: i 25 secondi sono reali? Cosa emerge dai dati – Analisi passo gara
- Postato il 15 marzo 2026
- Analisi Pista
- Di F1ingenerale
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l GP di Cina riaccende il confronto tra Mercedes e Ferrari: l’analisi del passo gara rivela i distacchi tra le due vetture.
Il Gran Premio di Shanghai si chiude con la prima vittoria in carriera di Kimi Antonelli, seguito dal compagno di squadra George Russell. Un’altra gara dominata dunque dalla Mercedes, con le Ferrari ancora una volta immediate inseguitrici. Il confronto tra le due scuderie si accende ulteriormente, con la prima delle Rosse che ha però accusato 25 secondi di distacco dalla vetta al termine della gara. Ma cosa raccontano realmente i dati? Andiamo ad analizzare più nel dettaglio il confronto attraverso l’analisi del passo gara del GP di Cina.

Mercedes trova ulteriori conferme
I dati confermano quanto emerso chiaramente durante il Gran Premio. La scuderia di Brackley rappresenta al momento la prima forza in pista anche sul passo gara. La power unit, indubbiamente il benchmark attuale, garantisce un vantaggio cronometrico non distante dal mezzo secondo al giro. A questo si aggiungono però un telaio e un pacchetto aerodinamico di altissimo livello, che permettono alla W17 di esprimere una consistenza notevole, mantenendo tempi competitivi anche negli stint più lunghi, come già intravisto nella prima tappa del mondiale.
Un’ulteriore conferma è arrivata nelle prime fasi del GP: dopo la consueta partenza a fionda dei cavallini, le Frecce d’Argento sono riuscite a riprendere rapidamente la vetta e ad aprire il gap, dimostrandosi la monoposto di riferimento anche a serbatoio pieno, aspetto che a Melbourne aveva lasciato qualche dubbio.
Grande nota di merito per Kimi Antonelli, alla sua prima vittoria in Formula 1. Il pilota italiano ha mostrato maturità e velocità impressionanti, gestendo inizialmente gli pneumatici mentre il compagno di squadra era impegnato nella lotta con le Ferrari, per poi liberare un ritmo eccezionale nella seconda parte di gara e assicurarsi una vittoria pienamente meritata.

Ferrari indietro, ma con segnali positivi
Gara a due facce per il team di Maranello, che si conferma seconda forza in pista con un margine netto sul resto del gruppo, ma conclude comunque la gara con 25 secondi di distacco dalla vetta, nonostante la presenza della Safety Car.
Il gap registrato, mediamente superiore ai 6 decimi al giro, non racconta però l’intera storia. Come si può osservare dal grafico, Leclerc e Hamilton hanno infatti segnato diversi tempi ben al di sopra della loro media a causa del loro spettacolare duello per il podio, che ha inevitabilmente influenzato il ritmo complessivo.
C’è però anche un aspetto positivo da sottolineare. La SF-26, pur risultando mediamente più lenta di circa tre decimi al giro, nella parte finale di gara ha mostrato una consistenza molto simile alla monoposto rivale. Un segnale importante, che evidenzia un ottimo utilizzo degli pneumatici, frutto di un telaio e di una dinamica del veicolo ben progettati, a conferma di una vettura decisamente “nata bene“.

Il distacco dalla Mercedes rimane tuttavia significativo e non consente, neppure con un tale vantaggio in partenza, di pensare realisticamente alla vittoria. Per colmare il gap servirà un miglioramento su più fronti: nella gestione dell’ibrido, dove la maggiore esperienza del team inglese con questo concetto di power unit al momento costituisce un vantaggio evidente e sullo sviluppo aerodinamico, per aprire il gap di prestazione in curva, in attesa di monitorare l’evoluzione del gap sulla potenza dell’unità a combustione interna, fattore destinato però a incidere su tempi più lunghi.
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Crediti immagine di copertina: l’Automobile
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