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F1, con Kimi Antonelli la Rai ha perso un'occasione milionaria: potevano rifarci dei Mondiali, e invece dobbiamo "accontentarci" di Sinner

  • Postato il 7 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
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F1, con Kimi Antonelli la Rai ha perso un'occasione milionaria: potevano rifarci dei Mondiali, e invece dobbiamo "accontentarci" di Sinner

Sognare a volte non costa nulla. Specie quando quel che si vuole è irrealizzabile o quasi. Niente e nessuno riescono a riportare la Formula 1 in chiaro sulle reti italiane. Un discorso anacronistico, è vero in un’etere che viaggia alla velocità della luce e dove la tv generalista è sempre più povera relegata a talent, reality, game show e poco altro. Con i Mondiali di calcio privi dell’Italia oramai da tre edizioni e con solo l’Olimpiade e qualche partita di Sinner a esistere e resistere.

Il rinnovo con Sky fino al 2032, la F1 non cambia casa

Niente di nuovo all’orizzonte. Sarà ancora la voce di Carlo Vanzini a raccontare la Formula 1 in tv in Italia. E lo farà fino al 2032. Rinnovato l’accordo tra Sky e F1 per i diritti in esclusiva di tutte le gare del Mondiale per i prossimi 5 anni (il precedente accordo in essere scadeva nel 2027). Lo streaming continuerà anche su NOW ed alcuni eventi andranno in chiaro su TV8, finora le Sprint e il Gp d’Italia, lo scorso anno anche Imola che però non è più in calendario, almeno per ora. La partnership include inoltre una copertura completa di Formula 2, Formula 3, Porsche Supercup e F1 Academy, che continueranno tutte a far parte dell’offerta di Sky.

Da Poltronieri a De Adamich, il passato che non torna

C’era una volta, ora non c’è più, la F1 in chiaro sulla Rai ma anche per un breve periodo anche sui canali Mediaset, all’epoca Fininvest. C’era un tempo in cui la Formula 1 si vedeva in chiaro, tutto l’anno, tutte le gare, tutti i GP, prove, qualifiche, gara e pure il warm up quando ancora si disputava.

Da sempre sulla Rai, poi un interregno Fininvest/Mediaset negli anni ’90. Voci più che facce che sanno di marcord, alcuni di loro non ci sono più come Mario Poltronieri e Andrea De Adamich, che la F1 l’hanno raccontata con garbo e passione. E poi il mitico Ezio Zermiani e Claudia Peroni dai box passando per il poliglotta Ettore Giovannelli e Stella Bruno, Guido Schittone. Nomi storici, soprattutto voci legate al racconto della F1 “free” in tv.

La corsa che Antonelli non è riuscito a (far) vincere

Riportare la F1 in Rai. Un discorso ciclico che si perde dalla notte dai tempi, da quel Gran Premio d’Italia 2018, trasmesso sulla Tv di Stato che è stata la prima e l’ultima di quella stagione e che non avrà mai più un seguito. Dal 2019 Sky si è preso tutto il pacchetto e in esclusiva, basta anche repliche a tarda sera, passate sulla proprio rete in chiaro Tv8.

Da allora solo chiacchiere, o comunque vorrei ma non posso. Un proclama di Stella Bruno qualche anno fa all’atto della nomina a vicedirettore di RaiSport, qualche rumors lo scorso anno sull’onda dell’effetto dell’arrivo di Lewis Hamilton alla Ferrari. Ecco, cavalcare l’onda di qualcosa o di qualcuno. Avrebbe potuto e dovuto essere Kimi Antonelli quello che è per il tennis Jannik Sinner.

Le tre vittorie consecutive, l’idea, non tanto utopistica di ritrovarci a fine anno un campione del mondo italiano dopo quasi un secolo o giù di lì. Questo doveva e poteva essere un volano per convincere qualcuno ai piani alti almeno a provarci, a trovare un tesoretto, a privarsi e privarci di qualche fiction, di qualche talent, di qualche pacco, di una serata del Festival.

Saremo anche di parte ma al dà di una Ferrari comunque competitiva e ritrovata, c’è proprio lui, Kimi e il suo effetto a 360° sulla concezione popolare dello sport e della F1 in Italia. Perchè badate bene, la mettiamo sulle citazioni, Antonelli val bene una messa.

La storia della F1 in tv

Il primo gran premio di cui si hanno notizie in tv è il Gran Premio d’Italia del 1953: esso venne trasmesso in diretta parziale col commento di Piero Casucci. Si trattava ancora di trasmissioni sperimentali. Negli anni successivi veniva trasmesso il Gp d’Italia e pochi altri resoconti e spezzoni di altre gare. Negli anni ’60 la F1 in tv sulla Rai si fa più presente, più gare per intero, anche Monaco oltre Monza mentre dal ’68 Mario Poltronieri ne diventa telecronista ufficiale.

Al suo fianco si alternarono nel tempo diversi opinionisti fino all’assetto permanente costituito dall’ingegnere Gianfranco Palazzoli e l’ex pilota Ferrari, Clay Regazzoni al commento con Ezio Zermiani simpaticissimo oltre che competente inviato dai box, dal 1981 al 1994. Parentesi importante la riveste Telemontecarlo, lontano parente di quella che adesso è La7, che sfruttando lo status di tv estera, del principato, ma con segnale irradiato anche in Italia riuscì a trasmettere sullo stivale le gare dall’87 al ’90 con la voce di Renato Ronco.

Dal ’91 dopo la legge Mammì anche la Fininvest di Berlusconi piombò sulla F1, prima in regime di duopolio con la Rai spartendosi equamente le gare, all’epoca il mondiale contava 16 gp, mentre nel ’96 l’esclusiva fu tutta del Biscione. Dal ’97 la Rai torna a prendersi tutta la F1 ma non in esclusiva. Si affaccia sul circus la paytv Tele+ che poi sarà assorbita dal gruppo Sky e che prenderà sempre più spazi mentre la Rai comincia a farsi da parte giudicando esorbitanti le richieste di Bernie Ecclestone per la trasmissione dei diritti in chiaro.

Dapprima in regima di duopolio per alcune stagioni, siamo negli anni 2000, dal 2010 al 2012, l’esclusiva dei gran premi torna appannaggio della Rai, per poi tornare a Sky che dal 2018 sarà esclusivista della F1 in Italia. L’ultima gara trasmessa dalla Rai è stato il Gran Premio d’Italia 2018. Mentre sempre il Gran Premio d’Italia viene trasmesso free tutti gli anni su Tv8 il canale in chiaro di Sky che però nell’ultimo anno ha trasmesso per tutti anche le Sprint Race al sabato.

Autore
Virgilio.it

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