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F1 | Ciclismo, relax e andare a dormire alle 3 di notte: cosi i piloti si preparano al GP di Singapore

  • Postato il 8 ottobre 2026
  • Formula 1
  • Di F1ingenerale
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F1 | Ciclismo, relax e andare a dormire alle 3 di notte: cosi i piloti si preparano al GP di Singapore

Chi sceglie di fare ciclismo e chi di godersi il totale relax: ecco la diversa preparazione dei piloti verso Singapore

Singapore rappresenta una delle sfide più particolari dell’intero calendario di F1 per i piloti, che devono vivere una preparazione diversa al GP. Non soltanto per il caldo, l’umidità e le caratteristiche del circuito di Marina Bay, ma anche per una ragione molto più semplice: gli orari del weekend sono completamente diversi da quelli abituali.

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Siamo andati a vedere le previsioni meteo per il weekend del GP di Singapore di F1, che si correrà a Marina Bay, gara in cui Ferrari punta a far bene – Foto: Pirelli

Le sessioni si disputano infatti in tarda serata, costringendo i piloti a modificare radicalmente il proprio ritmo quotidiano. L’obiettivo è arrivare alle qualifiche e alla gara nelle migliori condizioni possibili, anche quando il corpo chiederebbe di dormire da diverse ore.

Il fuso orario diventa parte della preparazione

Le domande fatte nelle varie conferenze ai piloti, a cui F1inGenerale ha partecipato, sono dovute alla scelta di Bottas, che ha deciso di spostarsi dalla Malesia a Singapore in bici. Al finlandese tutto questo è servito per abituarsi alla fatica e al caldo umido tipico del luogo, con una preparazione che è diventata molto particolare (qui tutti i dettagli del viaggio).

Sergio Perez è tra i piloti che apprezzano maggiormente la possibilità di staccare completamente dal paddock durante questi weekend. Il messicano ha spiegato come ognuno affronti in maniera diversa la gestione del tempo libero e degli orari. “Mi piace staccare. Mi piace molto godermi la vita lontano dal paddock; in realtà, l’unica cosa che amo del paddock è correre.”

La preparazione, però, cambia da pilota a pilota. Nico Hülkenberg ha raccontato di aver modificato completamente il proprio approccio rispetto agli inizi della carriera. Nel 2010 il suo preparatore atletico gli imponeva di andare a dormire alle prime ore del mattino per adattarsi al programma di Singapore. Il tedesco ricorda di essere arrivato persino a coricarsi all’alba, chiedendosi se fosse davvero la soluzione corretta. Oggi ha scelto un metodo molto più naturale: “Vado a letto quando sono stanco e mi sveglio quando mi sveglio. Mi godo una mattinata lunga e rilassata, faccio colazione con calma e seguo il ritmo naturale.”

Alle 3 di notte è ancora “giornata di lavoro”

Per Arvid Lindblad, invece, gli orari di Singapore significano semplicemente spostare in avanti l’intera giornata. “Probabilmente vado a letto all’una o alle due. E mi sveglio poco prima di mezzogiorno.” Il giovane pilota ha spiegato come, dopo il trasferimento dalla Malesia, sia necessario anche gestire nuovamente il fuso orario. L’obiettivo è mantenere un ritmo che permetta di essere completamente concentrati quando arriva il momento di scendere in pista.

Lindblad considera comunque le 2-3 del mattino un orario abbastanza normale per andare a dormire durante il weekend, mentre spingersi fino alle 5 o alle 6 diventerebbe controproducente: con le attività in pista che iniziano nel primo pomeriggio, sarebbe infatti difficile garantire un numero sufficiente di ore di sonno.

Lewis Hamilton ha invece raccontato quanto questa routine incida persino sui suoi strumenti di monitoraggio del recupero. “Il mio punteggio del sonno è basso perché vado a letto alle 3:00 o alle 4:00 del mattino.” Il britannico ha spiegato di sentirsi comunque riposato, ma di vedere il proprio punteggio WHOOP scendere fino a circa il 40%. Per questo Hamilton presta particolare attenzione a sonno, esposizione alla luce, alimentazione e orari dei pasti, tutti elementi che possono aiutare a gestire il ritmo circadiano e ad adattarsi agli orari completamente invertiti di Singapore.

Una routine costruita intorno alla gara

Oliver Bearman ha descritto forse meglio di tutti quanto sia difficile adattarsi quando Singapore arriva dopo un appuntamento disputato secondo orari più tradizionali. “Devi davvero sforzarti di ritardare l’orario in cui vai a dormire, così da poter riposare abbastanza a lungo da avere le energie e la concentrazione necessarie.”

Il pilota Haas ha sottolineato che il venerdì e il sabato si può lasciare il circuito soltanto verso l’una o l’una e mezza di notte. Di conseguenza, non basta semplicemente dormire più a lungo: bisogna spostare progressivamente l’intera giornata. Anche la percezione del tempo cambia. “Ogni volta che mi sveglio a mezzogiorno mentre tutti stanno pranzando, mi sento un po’ pigro”, ha raccontato Bearman.

Singapore dimostra così quanto la preparazione dei piloti di F1 non riguardi soltanto allenamento e prestazioni fisiche. Sonno, alimentazione, luce e gestione degli orari diventano parte integrante della preparazione alla gara, soprattutto quando il Circus chiede ai propri protagonisti di essere al massimo proprio nel momento in cui, normalmente, il corpo sarebbe già pronto per dormire.

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