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L’ala “Macarena” di Ferrari attira l’attenzione nel paddock, ma Haas la respinge. Il capo dell’aerodinamica spiega il perchè.
Nel venerdì del Gran Premio di Miami, uno dei temi tecnici più discussi nel paddock resta la rivoluzionaria ala posteriore “Macarena”, ideata da Ferrari e già osservata con grande attenzione da diversi team, tra cui Red Bull Racing, che nelle ultime settimane hanno iniziato a testare soluzioni ispirate allo stesso concetto.
Dal punto di vista tecnico, il sistema si distingue per una cinematica molto più estrema rispetto alle tradizionali ali attive: in configurazione da rettilineo, l’elemento superiore non si limita a variare l’incidenza, ma può ruotare fino a 270°, invece dei canonici 90°. In questo modo il profilo aerodinamico viene completamente trasformato, riducendo il drag e aumentando la velocità di punta. Una soluzione così estrema comporta però anche maggiori sollecitazioni strutturali, rendendo il concetto tanto efficace quanto complesso da sviluppare e integrare, soprattutto in termini di affidabilità.
Proprio perché molti team stanno valutando se seguire questa direzione, l’inviato di F1inGenerale ha chiesto a Davide Paganelli, capo del reparto aerodinamica del team Haas, se anche loro intendano sviluppare una soluzione simile. La risposta è stata chiara e pragmatica: “È un concetto interessante, ma anche molto complesso. In questo momento preferiamo concentrare l’attenzione su soluzioni che possano garantire un ritorno più immediato rispetto alle risorse investite, sia in termini di complessità della vettura che di costi”.
Una posizione che riflette perfettamente la filosofia di Haas F1 Team, chiamata a massimizzare l’efficienza dello sviluppo in un contesto di risorse più limitate rispetto ai top team, puntando su soluzioni dal miglior rapporto costo/beneficio piuttosto che su concetti estremi e altamente complessi.
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