F1 | Briatore accusa McLaren, la FIA risponde in maniera dura dopo la sentenza del podio di Monaco
- Postato il 5 settembre 2026
- Formula 1
- Di F1ingenerale
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Dopo le gravi accuse di Briatore arriva la dura risposta della FIA per chiarire ogni dubbio sulla sentenza del podio di Monaco
Il caso del podio perso da Pierre Gasly a Monaco si trasforma in uno scontro sulla credibilità della giustizia sportiva della F1 con lo scontro tra FIA, Briatore e McLaren. Dopo le pesanti dichiarazioni del TP Alpine a Monza, la FIA ha deciso di intervenire pubblicamente per difendere l’operato della propria Corte d’Appello Internazionale.

Al centro della polemica c’è Filippo Marchino, uno dei quattro giudici che hanno esaminato il ricorso presentato da McLaren e Red Bull contro la decisione che aveva restituito ad Alpine il terzo posto di Gasly. La Corte ha accolto i ricorsi e ripristinato le due penalità di cinque secondi inflitte al francese per eccesso di velocità in pit-lane, cancellando nuovamente il suo podio.
Le accuse di Briatore…
Briatore ha dichiarato di accettare la sentenza, ma ha messo apertamente in discussione l’indipendenza del procedimento. “Il problema è che uno dei giudici è molto legato a McLaren”, ha sostenuto l’advisor Alpine durante la conferenza stampa del GP d’Italia.
Il riferimento è proprio a Marchino. Secondo Briatore, il giudice avrebbe avuto rapporti precedenti con McLaren, citando una sua partecipazione a un evento della squadra nel 2018 e il coinvolgimento della scuderia in attività legate a una fondazione benefica. Un’accusa particolarmente delicata perché McLaren era una delle due squadre che avevano presentato ricorso contro la decisione favorevole ad Alpine.
…e la risposta dura della FIA
La risposta è arrivata direttamente dalla FIA, che ha difeso il funzionamento della Corte e la procedura utilizzata per individuare i quattro giudici. L’organo federale ha spiegato che tutti i giudici vengono eletti dalle assemblee FIA e sono sottoposti a obblighi di indipendenza e riservatezza. Inoltre, ogni giudice deve comunicare annualmente i propri interessi e firmare una specifica dichiarazione di indipendenza per ogni singolo caso, tenendo conto delle parti coinvolte.
Ma c’è un passaggio ancora più importante. La FIA sostiene che, prima dell’udienza, alle parti coinvolte fosse stato comunicato il gruppo di giudici tra cui sarebbe stato scelto il collegio, proprio per permettere di sollevare eventuali contestazioni legate a conflitti di interesse. “Nessuna obiezione è stata sollevata”, ha sottolineato la FIA.
Secondo la Federazione, inoltre, durante l’udienza nessuna delle parti aveva contestato il modo in cui i giudici avevano condotto il procedimento o posto le domande ai testimoni.
Il punto che resta aperto
È proprio qui che nasce il dibattito. Da una parte c’è una procedura che, secondo la FIA, prevede controlli specifici sull’indipendenza dei giudici e la possibilità per le squadre di contestarne preventivamente la presenza. Dall’altra c’è Briatore, che considera comunque inopportuno che un giudice con precedenti rapporti con una squadra coinvolta nella controversia possa sedere nel collegio chiamato a decidere il caso.
McLaren, attraverso Andrea Stella, ha definito le accuse offensive per la reputazione della squadra e ha difeso con forza l’integrità della Corte. La FIA, dal canto suo, ha ribadito la propria fiducia nel procedimento: “La Corte è fiduciosa nella solidità del procedimento e nell’integrità dei giudici”. Ma il caso potrebbe non essere finito qui.
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