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Exit tax al 26% per chi lascia l’Italia, Ft: “Spaventa i ricchi expat”. Nel mirino le plusvalenze sopra gli 800mila euro

  • Postato il 3 novembre 2026
  • Economia
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Exit tax al 26% per chi lascia l’Italia, Ft: “Spaventa i ricchi expat”. Nel mirino le plusvalenze sopra gli 800mila euro

L’exit tax prevista dalla nuova legge di Bilancio spaventa i ricchi espatriati che negli ultimi dieci anni hanno scelto di fare base in Italia. A scriverlo è il Financial Times, che raccoglie le preoccupazioni di alcuni consulenti patrimoniali e fiscalisti sulle possibili conseguenze della misura. Si tratta di un’imposta del 26% sulle plusvalenze non realizzate per chi possiede attività patrimoniali per almeno 800mila euro e decide di trasferire la residenza fiscale all’estero. Il prelievo riguarderebbe le persone che sono state fiscalmente residenti in Italia per almeno sei degli ultimi dieci anni precedenti alla partenza. “È una modifica davvero significativa, che renderà molto nervosi numerosi clienti che si sono trasferiti in Italia o che vi hanno stabilito la propria residenza”, ha dichiarato al Financial Times Charlie Sosna, responsabile del dipartimento Private Wealth and Tax dello studio legale Mishcon de Reya.

A partire dal 2017 l’Italia ha cercato di attrarre professionisti e ricchi contribuenti attraverso una serie di agevolazioni fiscali tra cui spicca la flat tax che consente ai nuovi residenti con elevati patrimoni di versare un’imposta sostitutiva annuale sui redditi prodotti all’estero, per un periodo massimo di 15 anni. Quando è stata introdotta l’importo era fissato a 100mila euro l’anno. A questo incentivo si sono aggiunti altri benefici fiscali per i lavoratori che trasferiscono la propria residenza in Italia, compresi gli italiani che rientrano dall’estero, con la possibilità di beneficiare per cinque anni di una tassazione agevolata sui redditi da lavoro. Negli ultimi due anni, il governo Meloni ha aumentato per due volte l’importo della flat tax, anche in seguito alle crescenti polemiche legate all’arrivo di ricchi contribuenti a Milano. Per i nuovi beneficiari, il prelievo annuale è oggi salito a 300mila euro.

L’articolo del Financial Times evidenzia anche le questioni ancora da chiarire sull’applicazione della nuova imposta. Maurizio Fresca, avvocato tributarista senior dello studio romano Chiomenti, ha sottolineato che non sono ancora definiti diversi aspetti della proposta, a partire proprio dal rapporto con il regime della flat tax e con gli altri incentivi fiscali. Resta da capire, inoltre, se il prelievo riguarderà esclusivamente i patrimoni detenuti in Italia oppure anche quelli posseduti all’estero. Anche Marco Cerrato, socio dello studio legale Maisto e Associati, ha evidenziato alcune incertezze. Come riporta il quotidiano britannico, secondo la sua interpretazione la bozza sembrerebbe escludere dall’imposta i patrimoni esteri dei contribuenti che aderiscono al regime della flat tax, ma la questione necessita di ulteriori chiarimenti. Il rischio, secondo Cerrato, è che la sola prospettiva di una nuova imposizione possa scoraggiare chi sta valutando di trasferirsi in Italia per beneficiare dei vantaggi fiscali.

Il Financial Times riferisce che il Ministero dell’Economia italiano non ha risposto a una richiesta di commento sulla proposta.

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Il Fatto Quotidiano

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