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Ex Ilva, i commissari non arretrano sulla cassa integrazione. I lavoratori: “Dormiamo in aeroporto”

  • Postato il 19 ottobre 2026
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  • Di Genova24
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Ex Ilva, i commissari non arretrano sulla cassa integrazione. I lavoratori: “Dormiamo in aeroporto”

Genova. Continua il braccio di ferro tra i lavorati dell’ex Ilva di Cornigliano e i commissari di Acciaierie d’Italia, che nei giorni scorsi, venerdì 16 ottobre per l’esattezza, hanno annunciato la cassa integrazione per i dipendenti degli impianti siderurgici del gruppo. L’incontro in prefettura, alle quale hanno partecipato le Rsu dei lavoratori in video chiamata con i vertici dell’azienda e i rappresentanti del governo, è terminato con una fumata nera, vale a dire senza un accordo. Da qui la scelta di continuare la protesta ad oltranza, al grido di “dormiamo in aeroporto”.

“Noi abbiamo spiegato cos’è la città di Genova ma probabilmente non l’hanno capito. La arrivata venerdì che ha annullato la lettera mandata il mercoledì è quantomeno discutibile – ha commentato Armando Palombo, rsu Fiom, al megafono – Gliel’abbiamo detto in tutti i modi, l’hanno capito? Non lo so. Abbiamo chiesto una cosa semplice: un impegno politico, scritto nero su bianco, che fino ad aprile 27 ottobre bocce ferme per quanto riguarda Genova. Ci hanno risposto che ci stanno pensando. Ecco noi nel frattempo dormiamo qua. Genova non può fare cassa integrazione quando c’è lavoro. Non molleremo”.

“È stata una call abbastanza surreale. Il problema è che noi abbiamo avuto dei segnali in azienda già da venerdì mattina, quando l’azienda ha contattato alcuni lavoratori dicendo che dalla prossima settimana partiva la cassa – ha riportato Nicola Appice, coordinatore della Rsu Fim Cisl Liguria – Lavoratori che gestiscono i sistemi informatici e gestiscono le vendite. Per noi questo è un un dato oggettivo che ci fa pensare che l’azienda si sta fermando prima il tempo. Noi chiediamo di sospendere questa procedura, in attesa dell’incontro fissato a Palazzo Chigi, dopodiché ne parliamo serenamente a un tavolo senza ricevere poi comunicazioni la sera. L’azienda ha risposto che non è possibile, e quindi noi oggi restiamo qua“.

La protesta dentro l’aeroporto

“Dichiariamo ufficialmente l’aeroporto occupato finché il governo, che ha messo i commissari, non ci darà una risposta molto chiara”. Così Armando Palombo, Rsu Fiom ex Ilva, poco dopo le 9 di oggi, lunedì 19 ottobre, ha dichiarato occupato il Cristoforo Colombo. Gli operai hanno forzato una saracinesca e sono entrati nell’area controlli, interrompendo parzialmente le operazioni. Caos nella zona degli scanner dove i passeggeri sono comunque entrati e si sono creati momenti di tensione.

Per evitare che pubblico e manifestanti entrassero “in collisione” e potesse scoppiare una vera e propria rissa alcuni operai hanno creato un cordone davanti all’ingresso. Diversi i voli in partenza per cui si preannunciano possibili ritardi e cancellazioni: Parigi, Monaco, Roma, Tirana, Palermo, Bari sono quelli per cui in questo momento sarebbe già stato previsto l’imbarco. Nessuna informazione, d’altronde, è arrivata – per ore – agli utenti da parte dello scalo e delle compagnie. Poi sia sul sito web dell’aeroporto sia sui social è stato diramato l’avviso dell’accesso interdetto all’area controlli.

Poco prima delle 11 è arrivata la notizia della convocazione di un incontro in prefettura, al quale ha partecipato una delegazione degli operai con le Rsu. L’aeroporto è rimasto comunque occupato. Peraltro dall’incontro non sono arrivate buone notizie: io commissari restano fermi sulle loro decisioni e dunque la protesta continua “a oltranza, e il disagio aumenterà”. Gli operai, al netto delle proteste di molti passeggeri, hanno incassato la solidarietà dei lavoratori dello scalo.

I commenti di Bucci e Salis

All’aeroporto è arrivato anche il presidente della Regione Marco Bucci che ha parlato con una delegazione dei lavoratori. “Ho ribadito loro che l’accordo a cui siamo arrivati mercoledì deve restare valido e i commmissari non devono inviare messaggi controproducenti, Genova ha dimostrato di poter lavorare per conto terzi”.

Sulla questione anche le dichiarazioni della sindaca Silvia Salis:  “Vediamo che si ripete il triste modello che è il modello già usato per Ericsson, cioè dare delle comunicazioni che fanno calare la tensione, per poi dare nel giro di 24 ore delle comunicazioni totalmente di segno opposto che quindi rifanno ripartire la tensione, fanno sentire presi in giro i lavoratori e credo che sia abbastanza avvilente per una città che non ci sta in questo momento a essere trattata così”. Per la Salis “non c’è nessuna visione industriale, né su una vertenza, né sull’altra e sinceramente i lavorator e le lavoratrici meritano rispetto. E quantomeno meritano che ci sia che sappia tenere una decisione per un tempo che sia superiore alle 24 ore, perché quello che abbiamo visto è inaccettabile”.

Autore
Genova24

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