Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Ex Ilva, dal governo “misure urgenti” per la continuità operativa. Ma a Genova il futuro resta incerto

  • Postato il 27 agosto 2026
  • Copertina
  • Di Genova24
  • 0 Visualizzazioni
  • 2 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Ex Ilva, dal governo “misure urgenti” per la continuità operativa. Ma a Genova il futuro resta incerto

Roma. Via libera in Consiglio dei ministri al decreto legge con “misure urgenti per assicurare la continuità operativa di impianti di interesse strategico nazionale”. La norma, che si applica in particolare all’ex Ilva, interviene sulla “periodicità delle garanzie finanziarie prestate a presidio delle attività di gestione dei rifiuti e delle discariche interne” agli stabilimenti siderurgici “soggetti a procedure di vendita, per corrispondere all’esigenza di preservare la funzionalità degli impianti, nelle more della vendita stessa, nel rispetto delle norme ambientali”.

Un provvedimento che tuttavia non ha effetti diretti sullo stabilimento di Cornigliano, dove rimane l’urgenza di trovare alternative per il rifornimento di acciaio quando l’area a caldo di Taranto si fermerà per effetto della sentenza della Corte d’appello di Milano. “Il decreto aiuta perché elimina una complicazione, ma non è risolutivo: serve una vera prospettiva industriale”, spiega Armando Palombo, delegato della Rsu per la Fiom Cgil. “Ad oggi non ci sono novità, nessuno si è sbilanciato – conferma il segretario genovese della Fiom Stefano Bonazzi -. Vedremo se arriveranno dal governo con la prossima convocazione”.

Intanto la holding ceca Ce Industries, implicitamente annunciata dal ministro Adolfo Urso come “quarto grande operatore europeo” in gara per l’ex Ilva, ha precisato la sua posizione: “Il gruppo non ha presentato, al momento, alcuna offerta per le attività dell’Ilva a Taranto – ha spiegato un portavoce -. È troppo presto per formulare ipotesi su una possibile operazione“.

Per il futuro dell’ex Ilva, insomma, bisogna attendere settembre. Dopo la manifestazione d’interesse formalizzata dalla squadra di 14 imprese guidata da Federacciai, a cui si è poi aggiunto il gruppo Eusider, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto nero su bianco che a settembre si terrà un tavolo per valutare questa manifestazione d’interesse e un altro che guarda in modo più ampio all’area di Taranto.

Ma a Genova l’obiettivo è soprattutto garantire la sopravvivenza della siderurgia, a prescindere dalle sorti della fabbrica pugliese. I sindacati hanno presentato proposte operative per evitare che gli impianti del Nord siano costretti a fermarsi: acquistare coils sul mercato oppure – a costi notevolmente inferiori – importare bramme (cioè semilavorati grezzi di acciaio) a Taranto, lavorarle nel laminatoio a caldo che non risulta coinvolto dalla sentenza e quindi imbarcarle verso Genova per essere trasformate a Cornigliano e non solo.

In assenza di certezze i lavoratori sono pronti a mobilitarsi di nuovo. “Settembre potrebbe essere tiepido, ottobre caldo”, avvertiva Palombo in assemblea all’inizio di agosto, facendo intendere che il blocco stradale dell’anno scorso sarà solo il punto di partenza di una nuova lotta in difesa dell’industria a Genova.

 

Autore
Genova24

Potrebbero anche piacerti