Ex Ilva, a Cornigliano assemblea all’alba: la protesta degli operai contro l’ipotesi cassa integrazione
- Postato il 19 ottobre 2026
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- Di Genova24
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Genova. Alle sette in punto davanti alla portineria per una nuova assemblea e una nuova giornata di protesta per i lavoratori dell’ex Ilva di Cornigliano. Una protesta che nessuno si sarebbe aspettato ad appena pochi giorni dalla mobilitazione che aveva portato a rassicurazioni sul mantenimento dell’attività produttiva dello stabilimento.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la comunicazione di Acciaierie d’Italia, arrivata venerdì sera e diffusa sabato mattina, che parla dell’avvio di una procedura a livello nazionale per aumentare i livelli di cassa integrazione straordinaria fino a un massimo di 8.622 persone (circa il doppio di quelle attuali) fino al 28 febbraio 2027. Il grosso degli ammortizzatori sociali interesserebbe Taranto ma anche Genova potrebbe vedere in cassa la quasi totalità dei dipendenti, negli scenari più pessimisti: 870 su 915 (oggi a Genova sono 280).
La comunicazione ha riacceso tensioni appena sopite e quest’oggi non si escludono azioni anche forti da parte dei metalmeccanici. Possibile un corteo o blocchi stradali a macchia di leopardo, ma anche iniziative più forti: lo si saprà al termine dell’assemblea.
“La nuova procedura di cassa integrazione – si legge in un volantino dell’Rsu ex Ilva – contraddice gli impegni presi per iscritto dai commissari solo 48 ore prima. Ovvero l’impegno di dare continuità produttiva allo stabilimento di Genova, attraverso la produzione di rotoli acquistati e prodotti conto terzi”.
“L’atteggiamento dei commissari è schizofrenico e incomprensibile – prosegue il volantino – e insulta i lavoratori che con tenacia e buon senso hanno lottato per tre giorni per ottenere delle prospettive produttive per il nostro stabilimento. Così come insulta chi insieme ai lavoratori ha manifestato e portato la propria solidarietà. Cioè insulta tutta la città di Genova con la sua amministrazione comunale e regionale, l’arcivescovo di Genova e le numerosissime associazioni che ci hanno dimostrato la loro vicinanza con aiuti concreti e la loro presenza”.
“Siamo stanchi e frustrati da questo atteggiamento ma non possiamo tirarci in dietro – conclude – ripartiamo da dove abbiamo lasciato mercoledì sera. Dimostrando la nostra determinazione e il nostro buon senso. Dobbiamo mostrare a tutti quanto inetti, provocatori e sconsiderati siano il governo e i commissari”.