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Evaristo Beccalossi, dall'emorragia al coma: cosa accadde il 9 gennaio 2025

  • Postato il 6 maggio 2026
  • Sport
  • Di Libero Quotidiano
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Evaristo Beccalossi, dall'emorragia al coma: cosa accadde il 9 gennaio 2025
Evaristo Beccalossi, dall'emorragia al coma: cosa accadde il 9 gennaio 2025

È morto a Brescia Evaristo Beccalossi, una delle bandiere dell'Inter, storico centrocampista della squadra milanese. L'ex calciatore e dirigente sportivo, che prima di militare in nerazzurro giocò anche nella sua città, Brescia, avrebbe compiuto 70 anni tra pochi giorni, il 12 maggio. Da un anno le sue condizioni di salute erano critiche dopo un malore accusato a gennaio 2025 e un lungo periodo di coma. Il decesso è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì in clinica Poliambulanza a Brescia, dove Beccalossi era ricoverato. 

Tutto era cominciato il 9 gennaio 2025. Doveva andare a Pavia con un amico, che era passato a prenderlo. Ma lo aveva trovato confuso. Così la Nagaja si era precipitata da lui: era cosciente, parlava, ma qualcosa non tornava. Portato d'urgenza alla Poliambulanza di Brescia, la TAC aveva rivelato un'emorragia cerebrale. In un primo momento l'ex calciatore aveva perfino scherzato col medico. Dopo soli due giorni il quadro clinico si è aggravato: coma, intubazione e i medici quasi rassegnati. "Non sappiamo se arriva a domani", le parole ai suoi familiari. Su moglie era stata in ospedale con lui per ben 47 giorni. "Un sorriso, una carezza, anche la compagnia della moglie di un altro paziente - aveva raccontato al Corriere della Sera - quei momenti mi hanno aiutata a resistere".

 

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Poi il lento risveglio, iniziato il 27 febbraio 2025. A Pasqua, le infermiere gli avevano fatto gli auguri ed era lì che si era reso conto di quanto tempo fosse passato: era entrato in ospedale prima di Natale e si era svegliato a primavera inoltrata. Dunque, il percorso di riabilitazione. "Sbuffava quando doveva andare in palestra, come quando giocava: gli piaceva la partita, non gli allenamenti", aveva raccontato la moglie. Infine, l'ultimo desiderio affacciandosi alla finestra: "Voglio tornare a lavorare". Ma non ci è riuscito.

 

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Autore
Libero Quotidiano

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