Europei volley, Velasco 'provoca' i giornalisti e indica la ricetta per battere la Polonia
- Postato il 4 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Alle semifinali c’è abituato, alle finali (forse) anche di più. Ma Julio Velasco non è il tipo da andare troppo in là con lo sguardo: a lui adesso interessa badare alla sostanza, alla sfida di domani con la Polonia (ore 18) che vale appunto l’accesso alla terza finale consecutiva dopo quella olimpica e mondiale, tralasciando le due raggiunte in VNL (prima del ko. col Brasile in semifinale dello scorso luglio che ha interrotto la striscia di sole vittorie in semifinale della sua Italia).
- Il CT ha la ricetta giusta: "Aggressività e determinazione"
- Julio "ribalta" le consuetudini: è sua la domanda...
- Duelli stellari: l'Europa se la giocano le più forti
Il CT ha la ricetta giusta: “Aggressività e determinazione”
Contro la Polonia non sarà una passeggiata, anche se le azzurre partono con i favori del pronostico. “Se non commetteremo errori, se sapremo mostrarci per quello che siamo, allora certamente avremo le nostre possibilità di andare avanti nel torneo”, ha spiegato Velasco nella conferenza stampa di presentazione delle due semifinali.
“Mi aspetto di vedere una grande Italia, che dovrà però avere un buon equilibrio tra aggressività e lucidità. Contro la Svezia forse c’è mancato proprio questo: in certi frangenti bisogna trovare la soluzione ideale per il problema che si presenta in quel momento, che non è sempre uguale ad altri momenti vissuti in precedenza. Appunto, una questione di lucidità nella lettura del gioco e della fase della gara”.
Parole che risuonano forti, ma che testimoniano quanto l’Italia abbia imparato la lezione, consapevole di quali siano le trappole da cui diffidare in vista della sfida con le polacche.
Julio “ribalta” le consuetudini: è sua la domanda…
Velasco una volta tanto ha stupito per la capacità di saper leggere anche nella “mente” di chi gli poneva le domande. “Tutti vogliono vincere, ma a volte serve ridimensionare la situazione ponendo una domanda a voi giornalisti: che cosa succederebbe di terribile se dovessimo perdere? Vi do io la risposta: non succederebbe proprio niente, perché una volta che una squadra arriva tra le prime 4 spera soltanto di giocarsela e di provare a vincere le ultime due partite, senza star lì a fare calcoli”.
Il CT fa capire di essere pronto a tutto, anche a quello che (sportivamente parlando) potrebbe apparire alla stregua di un fallimento, o quantomeno di un passo indietro. “Dobbiamo imparare a vivere senza sentire le voci che arrivano da fuori, anche quelle delle mamme delle ragazze. Ogni partita è differente, e per questo dico che la squadra, oltre che aggressiva e determinata, deve mostrarsi anche intelligente. La combinazione tra queste due caratteristiche è difficile, ma necessaria”.
Focus finale sulla Polonia: “Non è la squadra che abbiamo battuto in VNL, né tantomeno quella che abbiamo sconfitto nettamente tre settimane fa a casa loro nel torneo amichevole in preparazione agli Europei. Arriva gasata a questo appuntamento: una settimana fa ha battuto la Turchia, pertanto sarà bene prestare la massima attenzione”.
Duelli stellari: l’Europa se la giocano le più forti
Le due semifinali si preannunciano belle equilibrate e avvincenti. Stysiak contro Egonu (e Antropova) è il duello principe: la polacca di posto 2 conosce bene molte delle azzurre che affronterà, avendo giocato fino a tre anni fa a Milano (e prima ancora a Scandicci) e poi nelle ultime tre stagioni in Turchia, prima al Fenerbahce, poi nell’ultima stagione all’Eczacibasi (dopo l’Europeo volerà all’Osasco, in Brasile).
Ma anche l’altra semifinale, quella in programma alle 15, promette scintille col duello incrociato tra Tijana Boskovic e Melissa Vargas, le due frecce più appuntite a disposizione di Serbia e Turchia, che si sfidano in una sorta di finale anticipata per designare quella che (si spera) sarà l’avversaria dell’Italia nell’atto conclusivo.
Tre anni fa la sfida valeva per l’oro, e vinse la Turchia al tiebreak grazie a una strepitosa Vargas (ma c’era anche Karakurt, oggi assente per infortunio). Dopotutto in fondo sono arrivate tutte le nazionali più attese, con la Polonia che ha ormai superato nelle gerarchie continentali l’Olanda, provando a ripercorrere il cammino di crescita fatto nelle ultime annate dalla formazione maschile.