Europei Volley, l'Italia domina contro la Bulgaria: Egonu e Antropova alzano i giri del motore, comodo 3-0
- Postato il 31 agosto 2026
- Di Virgilio.it
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Va di fretta, l’Italia di Julio. Ma nel giorno in cui fa le cose più rapide che può decide anche di mostrarsi bella: il 3-0 sulla Bulgaria serve da monito al resto d’Europa, perché un’Italia così convincente, solida e continua all’Europeo ancora non s’era vista. Marcello Abbondanza, coach delle bulgare, non trova il modo per frenare l’impeto di Egonu e compagne, con Antropova che continua a crescere in tutti i fondamentali e in generale le azzurre che sembrano aver switchato di prepotenza sul tasto della modalità “on”.
- La Bulgaria regge poco: Antropova show al servizio
- Adigwe devastante nel finale di secondo set
- Sylla spettacolo, Antropova senza freni: ora i quarti
La Bulgaria regge poco: Antropova show al servizio
Velasco riparte con convinzione dal sestetto base con Orro-Egonu, Danesi-Fahr, Sylla-Antropova e Fersino libero. La Bulgaria però, almeno nelle prime battute, prova a replicare agli attacchi azzurri: attenta in difesa e ficcante in attacco (specie con Milanova: 7 punti nel set d’apertura), la formazione di Abbondanza costringe quantomeno le azzurre a faticare per trovare il giusto ritmo.
Ma non appena l’Italia decide di accelerare la partita prende la sua ineluttabile piega: Antropova martella al servizio (tre ace, incluso quello sulla prima palla set), lasciando qualcosina sul campo in proiezione offensiva ma offrendo un contributo determinante. Anche Egonu però scalda il motore in fretta: 7 punti (come per Kate) nel primo set, uno al servizio, i restanti 6 sulle alzate di una Alessia Orro che può divertirsi a proprio piacimento. Non c’è bisogno di forzare troppo la mano: Velasco assiste a un’Italia alla quale basta il pilota automatico per andare a chiudere agevolmente sul 25-18.
Adigwe devastante nel finale di secondo set
Il secondo set si apre sulla falsariga del precedente, con le bulgare che almeno inizialmente provano a tenersi in scia a Danesi e compagne. Ma stavolta l’accelerazione arriva prima: dal 5-4 si passa velocemente sul 13-6, con Fahr efficace al servizio e proprio Danesi che con un muro manda in crisi le residue certezze della formazione dell’Est Europa.
Il set è segnato: Antropova guadagna fiducia in attacco, liberata anche da qualche compito difensivo (perché la Bulgaria comincia a faticare a contrattaccare), e continua a pagare dividendi dalla linea dei 9 metri. Anche Orro al servizio trova soluzioni che fanno malissimo alla ricezione bulgara e la partita si fa sempre più in discesa. Si gioca a ritmo godibile e gli scambi prolungati finiscono spesso per esaltare la qualità delle azzurre, che trovano le soluzioni giuste anche col doppio cambio: Adigwe irrompe letteralmente sulla sfida trovando 4 punti uno dietro l’altro, ribadendo che il futuro alle spalle di Egonu (e Antropova) è più florido che mai. Finale in carrozza e 25-13 azzurro.
Sylla spettacolo, Antropova senza freni: ora i quarti
Pensare che questa sia una partita che possa realmente rappresentare una grana per l’Italia è chiedere troppo. La Bulgaria, non appena accusa la fatica, deraglia senza appello: l’inizio di terzo set se lo prende di gusto Myriam Sylla, che viene cercata da Orro e non tradisce le consegne della storica amica (oggi avversaria nel campionato turco).
Quando Egonu attacca una palla complicata con poca spinta nelle gambe, riuscendo a far cadere ancora una volta la palla (12-5), si capisce che manca poco per tagliare il traguardo. Antropova nell’azione successiva prende l’ascensore dopo un favoloso recupero di Sylla, che gioca la miglior partita del suo torneo ed esulta come se avesse già messo in tasca un trofeo. Un mini break di 3-0 delle avversarie induce Velasco a fermare il match e riporta tutto alla normalità, perché il 3-0 poi lo confezionano le azzurre (attacco Antropova, muro Danesi, ace di Antropova). Rientra ancora Adigwe e continua a fare la differenza, poi alla seconda palla match chiude Fahr (25-13).
Se questa è l’Italia, le rivali faranno bene a stare in campana: il coach serbo che dice che le azzurre sono solo fortunate (e non vede l’ora di batterle) farà bene a prendere appunti.