Europei Volley, la Francia è già in semifinale e "attende" l'Italia. Romanò però ha occhi solo per la Finlandia
- Postato il 22 settembre 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
La Francia ci attende in semifinale (e non è una sorpresa: la Romania c’ha provato, ma senza armi per controbattere), e allora occhio a quel che è successo nel recente passato. Quello che ha visto l’Italia soccombere sempre negli ultimi 5 precedenti disputati contro i transalpini: non ne vinciamo uno da un’altra semifinale europea, quella del 2023, quando però il 3-0 mandato a referto dalla formazione di De Giorgi fu senza attenuanti (anche se N’Gapeth trovò il modo per polemizzare contro alcune decisioni dell’arbitra slava Stanislava Simic, arrivando a chiederne persino l’interdizione dal dirigere altri match internazionali). E l’ultimo punto di serata lo mise a terra Yuri Romanò, che volendo venerdì potrebbe anche bissare il tutto.
“Una partita alla volta”: il mantra di Romanò
In mezzo al proposito di rifarlo c’è però una Finlandia che poco o nulla avrà da perdere al cospetto della formazione azzurra. “Adesso il pensiero è rivolto solo a questa sfida”, taglia corto il futuro opposto del Project Varsavia (allenato dall’italiano Massimo Botti, ex Piacenza). “In una competizione come questa, pensare a una partita alla volta è essenziale. Poi è risaputo che il quarto di finale è la sfida più importante di tutte, perché ti consente di entrare in zona medaglie e di poter avanzare, arrivando a giocare tutte le partite che potresti giocare. E giocando in Italia, era proprio ciò che volevamo più di ogni altra cosa”.
Un’Italia che a detta di Romanò ha ancora margini di crescita. “Possiamo essere più continui, soprattutto possiamo fare bene le cose che già facciamo bene, ma per più tempo. In qualche frangente siamo calati un po’ all’improvviso, salvo poi riprendere a giocare alla grande, e questo è un aspetto sul quale sappiamo di poter migliorare.
In generale però stiamo facendo un bell’Europeo: col passare delle partite acquisiamo sempre maggiori certezze, e anche i giovani si sono integrati in fretta, cosa che peraltro accadeva anche in passato, segno che questo è un gruppo che sa come mettere a proprio agio chi sale in corsa. Io stesso, pur non vedendo alcuni compagni da quasi un anno, ho constatato che è bastato poco per ritrovare il feeling passato”.
La voglia di regalarsi un gran finale a Milano
Romanò sta trascinando l’Italia a suon di punti e battute al fulmicotone, particolare che nel volley moderno è pressoché essenziale per la resa di una squadra. “Vero, e infatti è un fondamentale sul quale sto lavorando tantissimo, al pari altri ragazzi che sono con noi. Sto servendo bene e sono felice, ma servirà farlo anche nelle prossime gare”. Perché a Milano il buon Yuri ha voglia di atterrare con tutti e due i piedi. “Giocherei vicino casa (è nato in Brianza), davanti a tutta la mia famiglia che è già venuta a vedermi a Napoli e Modena, anche se con una bimba di due anni e mezzo gli orari serali delle partite non sono così favorevoli… però mi darebbe una grande carica sapere di avere ancora Marta e Bianca con me nelle partite dove ci giochiamo le medaglie”.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/_ritacs_/status/2101774610056232989" profile_id="_ritacs_" tweet_id="2101774610056232989"/]Con loro ha condiviso l’esperienza russa della passata stagione, “un’esperienza di vita notevole, perché faceva freddissimo e perché il contesto, anche legato al gioco, era molto diverso da quelle che erano le mie abitudini. È stato un anno nel quale ho imparato tante cose, e dove sono cresciuto soprattutto come persona. Anche in campo ho dovuto cambiare modo di giocare, e questo mi ha permesso di allargare il mio raggio di skills”.
La Russia che ha conosciuto Romanò peraltro è ancora assente dalle competizioni internazionali. “Solo chi ha a che fare con quei ragazzi può capire cosa stiano provando. Non voglio entrare in discorsi troppo più grandi di noi, ma se capitasse a noi italiani una cosa simile capiremmo quello che stanno passando i giocatori russi. Che sono anche forti, e quando torneranno ci renderanno la vita assai più complicata, benché sarà anche stimolante affrontarli”.