Europei, Pelati è una sentenza: argento nel solo libero e poker di medaglie. Giallombardo: "Filippo è cresciuto tanto"
- Postato il 3 agosto 2026
- Di Virgilio.it
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La nuova settimana degli Europei di nuoto si apre con la settima medaglia della spedizione azzurra. Ad aggiudicarsela è stato uno straordinario Filippo Pelati, che ha conquistato il secondo gradino del podio nel solo libero, ottenendo così la sua quarta medaglia nella rassegna dopo l’argento nel solo tecnico e l’argento e il bronzo vinti rispettivamente nel duo misto tecnico e nel duo misto libero.
Filippo Pelati argento nel solo libero
Quella del solo libero è stata una gara a due, con Pelati e Ranjuo Tomblin a contendersi l’oro. A trionfare alla fine è stato il britannico grazie al punteggio finale di 258.9188 (135.6938 per gli elementi e 123.2250 per l’impressione artistica), 6.0475 in più di quelli collezionati dall’azzurro (252.8713 totali, 132.0713 + 120.8000) grazie alla sua esibizione sul tema Il diavolo della coreografa Anastasia Ermakova. Staccatissimo invece il terzo classificato Jordi Caceres Iglesias con 229.2599.
Giallombardo: “Pelati è cresciuto tanto di mentalità”
Risultati accolti con grande felicita dalla direttrice tecnica dell’Italia Patrizia Giallombardo, che sul sito federale ha elogiato la prestazione di Pelati: “Avevamo messo nel conto anche qualche risultato inferiore, quindi sono molto soddisfatta per quello che ha realizzato Filippo e per quello che hanno fatto tutti i nostri ragazzi finora. Filippo in questa routine ha dato un po’ meno di impressione artistica perché probabilmente era molto preoccupato a compiere bene gli ibridi, che ha nuotato discretamente. Era un po’ ritardo e se ne è accorto e quindi ha tagliato qualche pezzo di braccia, però è stato bravissimo perché se n’è accorto ed è riuscito a portare a termine l’esercizio in modo molto buono”.
Giallombardo ha poi elogiato la crescita di Pelati, attribuendo parte del merito alla sua compagna nel doppio misto Lucrezia Ruggiero: “Filippo è cresciuto tanto di mentalità: all’inizio è arrivato che non sapeva lavorare con l’alto livello, nel senso veniva da junior, quindi il lavoro aveva un approccio diverso e piano piano siamo riusciti a far capire che non contano le ore di allenamento, le otto ore, ma conta la qualità dell’allenamento, quindi un’ora deve essere fatta al 100%. Sicuramente un grande aiuto è stato anche quella della sua compagna, Lucrezia Ruggiero, perché lei, atleta già matura, mi ha dato una mano a farlo crescere. Un conto è se alcune cose le dice l’allenatore e vengono prese come un giudizio, tra virgolette, ma detti da una compagna assumono un valore diverso”.