Europei nuoto, Razzetti argento, D'Ambrosio fa il record, Martinenghi, Curtis e Ceccon tornano a far sognare
- Postato il 10 agosto 2026
- Di Virgilio.it
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È grande Italia anche in piscina. Dopo le soddisfazioni nel fondo, nei tuffi e nell’artistico, gli Europei di nuoto a Parigi proseguono sulla stessa falsariga: medaglie, primati e grandi prestazioni. Alberto Razzetti è secondo nei 400 misti, fuori dal podio di un soffio la staffetta maschile dei 4×200, quinta la staffetta femminile sulla stessa distanza. Soprattutto, ci sono ottime possibilità che martedì arrivino altre medaglie: Thomas Ceccon, Sara Curtis, Nicolò Martinenghi e Simone Cerasuolo sono in finale e danno tutti l’impressione di avere grandi chance da giocare per un piazzamento sul podio.
- Europei nuoto, Razzetti medaglia d'argento nei 400 misti
- Ceccon in finale nei 50 farfalla: "Voglio il record italiano"
- Sara Curtis fa sognare nei 100 stile: "Era quello che volevo"
- Il ritorno di capitan Martinenghi: "Bisogna osare e io l'ho fatto"
- Staffette fuori dal podio, ma D'Ambrosio migliora il primato nei 200
Europei nuoto, Razzetti medaglia d’argento nei 400 misti
La prima medaglia azzurra nella piscina di Saint-Denis porta la firma di Alberto Razzetti, argento nei 400 misti. Prova maiuscola per il ‘Razzo’, unico in grado di tenere il passo dello scatenato russo Ilia Borodin, vincitore col tempo di 4’08”17. Per l’azzurro un ritardo di poco superiore ai due secondi (4’10”40), quanto basta per lasciarsi alle spalle il britannico Max Litchfield (4’11”58) e tutti gli altri. “Ci tenevo molto a far bene, speravo di stare più vicino a Borodin ma è stato velocissimo. Sono contento comunque di aver inaugurato la spedizione con una medaglia“, le parole dello specialista italiano alla Rai. “Italia squadra da battere? Sappiamo di essere guardati e temuti adesso, speriamo di andare forte”.
Ceccon in finale nei 50 farfalla: “Voglio il record italiano”
Missione compiuta per Thomas Ceccon, finalista nei 50 farfalla col quinto tempo a pari merito col tedesco Luca Nik Armbruster: 22”71. Velocissimo il migliore, il russo Egor Kornev: 22”36, record dei campionati. Dietro di lui il francese Maxime Grousset, lo svizzero Noe Ponti e il portoghese Diogo Matos Ribeiro. Ma Ceccon si batterà per un posto sul podio. “Ho appena visto i riscontri del cronometro, è un tempo da finale mondiale. Questa è la finale mondiale, forse giusto senza un americano. Io con 22”8 ho vinto due anni fa, adesso con questo tempo si entra appena in finale. Sono vicino al record italiano, comunque, e sarei contento di migliorarlo”.
Sara Curtis fa sognare nei 100 stile: “Era quello che volevo”
In finale pure Sara Curtis, che ha fatto registrare il secondo tempo nei 100 stile libero: 52”93, prestazione che le ha consentito di vincere la sua semifinale. Meglio di lei la vincitrice dell’altra semifinale, l’olandese Marrit Steenbergen con 52”44. “Sono molto contenta, era il tempo che volevo, ho fatto un passaggio più veloce del Settecolli e sono riuscita anche a respirare negli ultimi cinque metri“, la gioia di Sara. “Non vedo l’ora di giocarmi questa finale. Ho gestito bene in mattinata e nel pomeriggio, è un bel modo per rompere il ghiaccio. Mi sento bene anche sotto il profilo mentale“. Niente da fare invece per Emma Virginia Menicucci, eliminata col crono di 54”10.
Il ritorno di capitan Martinenghi: “Bisogna osare e io l’ho fatto”
Benissimo Nicolò Martinenghi, capace di far segnare il miglior tempo nelle semifinali dei 100 rana. Il campione olimpico proprio a Parigi ha chiuso in 58”67, con un ottimo spunto negli ultimi metri. Alle sue spalle l’irlandese Jack Kelly con 58”90. “L’aria di Parigi mi piace, un po’ meno quella estiva. Ero rilassato all’ennesima potenza, guardavo solo la mia corsia. Il nostro DT Cesare Butini mi ha eletto capitano e nell’emozione di parlare coi ragazzi ho detto loro di non aver paura di osare. L’ho fatto anch’io. Dobbiamo cercare di nuotare e divertirci, siamo molto lobotomizzati come sportivi, questa deve essere la nostra comfort zone”. In finale pure Simone Cerasuolo ma con l’ottavo tempo (59”29) e tanti brividi: “Dobbiamo cercare di aggiustare qualcosa, per fortuna la finale è arrivata”.
Staffette fuori dal podio, ma D’Ambrosio migliora il primato nei 200
Niente medaglie, infine, dalle staffette. Quarto posto per gli Azzurri della 4×200, con tanto di record italiano migliorato da Carlos D’Ambrosio: 1’44”72. Davanti all’Italia, che ha avuto in Marco De Tullio, Jacopo Barbotti e Filippo Megli gli altri frazionisti, l’inarrivabile Gran Bretagna, la Francia della leggenda Marchand e la Germania. Quinto posto, invece, per le ragazze della 4×200. Alessandra Mao, Simona Quadarella, Matilde Biagiotti e Bianca Nannucci non sono riuscite a restare a contatto con le migliori: oro per la Gran Bretagna, medaglia d’argento per l’Ungheria, bronzo alla Russia.