Europei: Italia, che sofferenza contro la Slovenia ma è primato. Lavia e Romanò show, bene Michieletto. Ora la Danimarca
- Postato il 17 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Due set per blindare il primato nella pool A, e il resto è pura accademia. Con l’Italia di Fefé De Giorgi che completa la missione nel breve volgere di un’ora, il tempo che le serve per mettere due mattoncini pesanti nella costruzione del suo percorso continentale. Con la Slovenia la partita “vera” dura due set, e l’Italia li vince su tutta la linea: 25-19 e 25-22 per andare a prendere la Danimarca nell’incrocio dell’ottavo di finale di Torino, evitando la Serbia (comunque non quella di qualche anno fa, ma sempre temibile…) e poi finendo nello spicchio di tabellone che potrebbe produrre un quarto di finale contro una tra Finlandia (clamoroso harakiri contro l’Estonia e addio primato nella pool C) o Grecia, già battuta nella prima gara giocata a Modena sabato scorso. Sullo sfondo, poi, una semifinale contro Francia o Ucraina.
Lavia è tornato, Romanò non se n’è mai andato
L’Italia alla fine ha badato alla sostanza, ben sapendo che contro la Slovenia qualche possibile insidia dietro l’angolo poteva nascondersi. C’hanno provato Stalekar e Mujanovic a spaventare gli azzurri, alternandosi come mattatori di squadra tra primo e secondo set, ma alla lunga la maggiore predisposizione degli italiani a giocare con una determinata pressione addosso ha fatto la differenza.
Con gli ace di Romanò a lanciare la volata nel primo parziale (7 punti nel parziale, tanti quanti quelli realizzati da un ritrovato Lavia, sempre più convincente tanto in attacco, quanto in difesa) e l’esuberanza sottorete di Pardo Mati a dettare legge nel secondo, quando due muri del giocatore di Modena hanno tolto certezze a una Slovenia che stava risalendo pericolosamente la china.
Alla fine però, seppur costretti a inseguire anche di 4 lunghezze (8-12), Giannelli e compagni hanno riattaccato la spina al momento opportuno: finale di pura qualità, col ritorno in campo di Michieletto (ovazione del PalaPanini) e una chiusura abbastanza blindata firmata da tre punti in rapida successione che hanno messo alla berlina la formazione di Fabio Soli, capitolata senza troppe attenuanti. Un’Italia solida, sfrontata e (soprattutto) sul pezzo: un upgrade importante sulla via che conduce alle sfide a eliminazione diretta.
Tre set con le seconde linee, ma con un gran finale
A qualificazione acquisita, De Giorgi decide di dare spazio anche alle “seconde linee” (il termine è improprio, perché sono tutti titolari nei rispettivi club). Riposo precauzionale per Romanò, Giannelli, Lavia, Bottolo, Mati e Balaso, col solo Galassi chiamato a restare sul parquet (dopotutto di centrali ne ha portati solo tre De Giorgi per far spazio a Michieletto come quinto schiacciatore) e sestetto rivoluzionato, ma bravo a recuperare l’iniziale gap di ritardo (3-7) per poi esaltarsi soprattutto quando Sbertoli, sul 16-17, ha chiamato la pipe a Michieletto, che ha esploso un colpo atteso da 8 mesi.
Sempre Michieletto con un mani out firma il punto del sorpasso (19-18) dopo un bel recupero di Laurenzano, poi si scatena Rychlicki con due bei attacchi che servono a lanciare la volata finale. È sempre Kamil a riportare avanti l’Italia dopo la prima palla match sciupata al servizio (e una palla set avuta dagli sloveni), ma a muro la Slovenia ferma lo stesso Rychlicki e Porro e spedisce la partita al quarto set (27-29).
Dove però la partenza è ancora una volta appannaggio degli sloveni, che non danno modo agli azzurri di rientrare (19-25). Al tiebreak però è l’Italia a partire meglio, mettendo 4 punti di distanza e tenendoli praticamente fino al match point messo giù (stavolta si) da Rychlicki.