Europei, Fabbri prima l’oro poi lo sfogo contro gli organizzatori: la protesta di Leo e l’incubo delle Olimpiadi
- Postato il 11 agosto 2026
- Di Virgilio.it
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Gli atleti non sono tutti uguali, le richieste “cadono” in modo diverso a secondo della disciplina e della popolarità o quando si parla dell’atleta della spettacolarità. Qualche giorno fa da Parigi era arrivato lo sfogo di Gregorio Paltrinieri per le condizioni della Senna, da Birmingham dove ha appena conquistato l’oro arriva quello di Leonardo Fabbri che chiede rispetto per il getto del peso.
Le polemiche sulla pedana
E’ la prima preoccupazione di ogni lanciatore, il nemico invisibile (almeno dalle immagini televisive) con cui fare i conti: la pedana. E poco conta che si tratti di un grande evento, dagli Europei alle Olimpiadi, passando anche per i Mondiali le preoccupazioni sono sempre le stesse. Il settore lanci nel mondo dell’atletica (che comprende ovviamente anche il getto del peso) è tra quelli meno pubblicizzati e curati, si tratta di discipline antiche e meravigliose che forse attirano di meno da un punto di vista della spettacolarità rispetto a quanto succede in pista e forse per questo trascurate.
Dopo la vittoria agli Europei di Birmingham però Leonardo Fabbri alza la voce: “Guardate la pista che c’è qui a Birmingham, è un capolavoro di tecnologia, chi corre rimbalza come una cavalletta, è perfetta. La pedana del lancio dove abbiamo gareggiato noi pesisti, gli hanno passato una mano di cemento due ore prima della gara. C’erano ancora i residui, se pioveva sarebbe stato un incubo”. Ma è l’attenzione per il mondo del “peso” che Leo mette in discussione: “Le scarpe di chi corre e salta sono dei gioielli, noi lanciamo con le scarpe da tennis. Nessuno lavora sulla tecnologia o prova a proporre delle soluzioni”.
Lo sfogo di Fabbri
Una disciplina che diventa di secondo piano, lo sfogo di Fabbri dopo gli Europei riguarda la pedana ma in generale l’attenzione che viene dedicata al getto del peso: “Un minimo di parità di diritti tra gli atleti ci vorrebbe. Ci qualifichiamo al mattino presto e la sera abbiamo la finale che viene anche trascurata dallo speaker. Non esiste una pedana di lancio uguale all’altra. Non è difficile metterci sempre nelle stesse condizioni e non farci rischiare nulli e infortuni”.
L’incubo di Parigi 2024
Gli analisti e osservatori del mondo dell’atletica inseriscono la pedana del getto del peso come una delle variabili con cui un atleta deve fare i conti. Nessun alibi e nessuna protesta insomma ma solo provare a fare il meglio con quello che si ha a disposizione, del resto l’atletica è uno sport prevalentemente outdoor e quindi bisogna riuscire a domare anche gli elementi. Ma la realtà non è esattamente così. Uno dei momenti più difficili vissuti da Leonardo Fabbri è legato alle Olimpiadi di Parigi quando dopo un avvio complicato a rovinare ancora di più i piani ci pensa la pioggia che si abbatte nel corso della finale sullo Stade de France. Da quel momento si assiste a uno spettacolo che con l’atletica ha poco a che vedere, lanciatori che scivolano e rischiano di farsi male, tentativi quasi disperati di asciugare la pedana con degli asciugamani. Leo trova al quinto lancio il suo miglior tentativo ma il 21,70 non gli consente di andare oltre il quinto posto dopo una stagione che l0 aveva visto in cima al mondo. Un incubo che il toscano non vorrebbe rivivere mai più.