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Europa può mettere dazi anche su ibride plug-in cinesi?

  • Postato il 20 settembre 2026
  • Notizie
  • Di Virgilio.it
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Europa può mettere dazi anche su ibride plug-in cinesi?

Le ibride plug-in delle Case cinesi rischiano di conquistare il mercato europeo, creando non pochi problemi all’intera industria automotive continentale. Per questo motivo, l’Ue potrebbe valutare l’adozione di misure stringenti per contrastare la loro diffusione, aprendo un nuovo fronte della guerra commerciale che già da tempo vede l’Europa giocare sulla difensiva, per limitare la crescente presenza dei produttori cinesi.

Ricordiamo, infatti, che nel 2024 sono stati introdotti i dazi come difesa contro la diffusione delle elettriche cinesi. Ora, invece, l’attenzione si sarebbe spostata sulle ibride plug-in.

L’Ue valuta nuovi dazi?

Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’Ue avrebbe chiesto alla Cina di applicare un tetto alle esportazioni di auto ibride verso l’Europa. Dalle prime informazioni, l’obiettivo è limitare le vendite di ibride cinesi a circa il 15% del totale del mercato.

Attualmente, invece, queste vetture rappresentano circa il 30%. Per riequilibrare gli scambi commerciali, inoltre, l’Ue vorrebbe anche aumentare l’export verso la Cina.  La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha confermato di essere pronta a utilizzare ogni strumento per ridurre il “disavanzo commerciale” con la Cina.

Alla base dell’ipotesi di nuovi dazi c’è un dato sempre più evidente. Molti costruttori cinesi stanno concentrando gli investimenti sul settore delle ibride plug-in, con l’obiettivo di sostenere la diffusione sul mercato europeo dei loro marchi.

Questa situazione è molto favorevole per le Case cinesi: l’Ue applica solo i dazi di importazione, pari al 10%, senza alcuna aliquota aggiuntiva straordinaria. In sostanza, per le aziende che producono in Cina c’è un vantaggio reale nel puntare sul rafforzamento della gamma ibrida.

Maggiori dettagli in merito alle decisioni dell’Europa potrebbero arrivare nel corso delle prossime settimane.

Un settore strategico

Il settore delle ibride plug-in ha un’importanza strategica per il futuro del mercato europeo. Le immatricolazioni in questa categoria sono in crescita del 22,5%, a fronte di un settore che è aumentato del 5,7% (il dato si riferisce al primo semestre del 2026).

A differenza delle elettriche, in positivo del 40,5% con un totale di 1,22 milioni di immatricolazioni nel semestre, le ibride plug-in non possono contare sulla “spinta” data dalla commercializzazione di city car low cost, con molti brand cinesi che stanno puntando su elettriche economiche per incrementare la propria quota di mercato.

Le cosiddette “PHEV” occupano, in genere, una fascia di prezzo più alta e possono garantire buoni margini di profitto ai costruttori. La crescita registrata in questi mesi è, quindi, molto rilevante.

L‘Italia, in particolare, è un mercato sempre più interessato alle ibride plug-in. Nel corso del primo semestre del 2026, infatti, questa categoria di veicoli ha superato le elettriche per immatricolazioni complessive (84 mila contro 79 mila) e anche per crescita percentuale (+84,3% contro +77,7%).

Dando un’occhiata alla Top 10 delle ibride plug-in più vendute (il dato è aggiornato ad agosto) è possibile notare come 8 modelli su 10 siano realizzati da costruttori cinesi (BYD, Omoda, Jaecoo e Geely). Tra le elettriche, invece, la Top 10 comprende solo tre modelli “cinesi” e tutti gli altri sono realizzati da costruttori europei oppure americani.

Autore
Virgilio.it

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