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Estorsione mafiosa a Strongoli, condanne ridotte in Appello per Fazio e Serra

  • Postato il 23 settembre 2026
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Estorsione mafiosa a Strongoli, condanne ridotte in Appello per Fazio e Serra

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Estorsione mafiosa a Strongoli, condanne ridotte in Appello per Fazio e Serra

Chiedevano soldi per non meglio precisate spese legali, pene ridotte in Appello per Fazio e Serra accusati di estorsione mafiosa a Strongoli


STRONGOLI – Pene ridotte in Appello per due imputati accusati di estorsione a un imprenditore. Da 6 anni e 8 mesi di reclusione, la condanna per Giuseppe Maria Fazio, 56enne, ritenuto dagli inquirenti esponente della cosca Giglio, è scesa a 5 anni in seguito a un concordato. Ridotta da 4 anni a 3 anni e 2 mesi la pena per Francesco Serra, 34enne.
La Corte d’Appello di Catanzaro ha così riformato la sentenza emessa nel febbraio scorso dal Tribunale penale di Crotone, che aveva escluso l’aggravante mafiosa sotto il profilo soggettivo del favoreggiamento alla cosca ma aveva ritenuto sussistente il metodo mafioso.

Arrestati dopo la denuncia della vittima


I due presunti estorsori erano stati arrestati dopo la denuncia dell’imprenditore vittima, che ha deciso di non sottostare alla legge del racket. Una tendenza, quella della denuncia, che non è più minoritaria neanche in territori difficili come quelli del Crotonese, per lungo tempo messi sotto scacco dal giogo della ‘ndrangheta. L’accusa era quella di tentata estorsione con l’aggravante mafiosa.
Il contesto di ‘ndrangheta in cui, secondo l’accusa, sarebbe maturata la vicenda è evocato non solo dal nomignolo di Fazio, detto “Peppe ‘a mafia”, ma dai suoi numerosi precedenti.

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Chiedevano soldi per spese legali

L’uomo avrebbe chiesto alla vittima somme prima quantificate in 3000 euro e poi in 1500 euro per non meglio specificate spese legali. Richieste insistenti, avanzate in tre distinte occasioni, tra novembre e dicembre 2024. I carabinieri condussero un’indagine lampo grazie anche alla tempestività della denuncia. L’imprenditore ha avuto l’accortezza di ricevere Fazio, mentre Serra rimaneva in auto su un’auto Opel “Corsa”, in una zona videosorvegliata.
Fazio era difeso dagli avvocati Gianni Russano e Vittorio Gangale, Serra dall’avvocato Giovanni Mauro.

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