Estate nera nel Vibonese con una lunga scia di morti
- Postato il 23 agosto 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Estate nera nel Vibonese con una lunga scia di morti
Tra incidenti mortali su strada e in acqua, malori e decessi in ospedale l’estate 2026 nel vibonese
si rivela una stagione nera: Strade difficili, turismo in crescita e comportamenti alla guida da cambiare
UN’ESTATE segnata dal dolore, con una lunga scia di vittime sulle strade e lungo la costa. Dal mese di giugno a oggi, il Vibonese ha dovuto fare i conti con una serie di tragedie che hanno coinvolto automobilisti, motociclisti, pedoni, bagnanti e turisti. Un bilancio che comprende cinque morti per incidenti stradali, un decesso in un incidente nautico e tre persone morte dopo malori in mare o sulla spiaggia, ai quali si aggiunge la drammatica vicenda del piccolo Alessio Pio Coppolino, morto a un anno e mezzo per una grave patologia infettiva.
Ma la lista è ancora più corposa se si considerano le decine di incidenti non mortali, ma comunque molto gravi, verificatisi nello stesso periodo. Scontri, uscite di strada, investimenti e cadute che hanno provocato feriti, alcuni dei quali hanno richiesto il ricovero ospedaliero e, in diversi casi, interventi dei vigili del fuoco, delle forze dell’ordine, del 118 e dell’elisoccorso. Un quadro che restituisce con ancora maggiore evidenza la pressione a cui, durante l’estate, è sottoposto il sistema della mobilità e dei soccorsi nel territorio.
Una sequenza che restituisce l’immagine di una provincia attraversata, soprattutto nei mesi estivi, da un traffico e da una presenza turistica enormemente superiori rispetto al resto dell’anno. Ma che pone anche interrogativi sulla sicurezza, sulle condizioni della viabilità e, soprattutto, sui comportamenti di chi si mette alla guida.
Il sangue sulle strade.
La prima tragedia risale al 20 giugno, quando a Nicotera Marina perse la vita Salvatore Cavallaro, 53 anni, commerciante ambulante del luogo. L’uomo stava andando al lavoro a bordo del proprio furgone quando il mezzo si scontrò con un camion lungo la strada provinciale 35. L’impatto fu violentissimo e per lui non ci fu nulla da fare.
Poi è arrivato un luglio drammatico. Il 28 luglio, a Vibo Valentia, Andrea Minasi, 23 anni, venne investita mentre attraversava sulle strisce pedonali in viale Affaccio. Dopo nove giorni di ricovero in terapia intensiva a Catanzaro, la giovane è morta il 6 agosto. La sua famiglia ha successivamente scelto di donare gli organi. La Procura di Vibo ha indagato il giovane alla guida del Suv per omicidio stradale.
Il 2 agosto, sulla provinciale tra Zungri e la rotatoria del Poro, è morto Carmelo Purita, 27 anni, motociclista di Zungri. La moto sulla quale viaggiava si è scontrata con una Fiat Punto. Per l’automobilista, un romeno, coinvolto è poi scattato l’arresto con l’accusa di omicidio stradale: secondo gli accertamenti, guidava senza patente e con un tasso alcolemico di 2,30 grammi per litro.
Pochi giorni dopo, sulla ex Statale 522, nel territorio di Briatico, un’altra tragedia. Il 10 agosto è morto Gabriele Alviano, circa 40 anni, autista-soccorritore del 118 residente a Porto Salvo. Era in sella alla sua moto e stava andando al lavoro, a Tropea, quando si è scontrato con un’automobile. Trasportato in ospedale a Catanzaro, è deceduto dopo le gravissime ferite riportate.
A questa drammatica sequenza va aggiunta Angelina Nociti, 77 anni, docente originaria di Spezzano Albanese, sempre il 10 agosto, un paio d’ore prima, morta a seguito di un incidente avvenuto sulla ex Statale 522. La donna viaggiava come passeggera, con il marito, su una delle automobili coinvolte nello scontro tra più vetture.
E, accanto alle vittime, resta il lungo elenco degli incidenti che non hanno avuto conseguenze mortali ma hanno lasciato feriti gravi, spesso coinvolgendo motociclisti, automobilisti e pedoni. Episodi che, pur non finendo nel bilancio dei decessi, raccontano una realtà altrettanto preoccupante e contribuiscono a delineare un’estate caratterizzata da una forte emergenza sul fronte della sicurezza stradale.
E il mare non ha risparmiato vite. Il bilancio dell’estate vibonese non si ferma purtroppo all’asfalto. Il 23 luglio, nelle acque antistanti il porto di Tropea, un turista tedesco di 61 anni è morto dopo essere stato colto da un malore durante un’immersione subacquea. I soccorsi e i tentativi di rianimazione non sono riusciti a salvargli la vita.
Il 24 luglio, a Pizzo, un 72enne residente a Cittanova è morto dopo un malore mentre faceva il bagno. I soccorritori hanno tentato a lungo di rianimarlo, anche con defibrillatore ed eliambulanza.
Il 27 luglio, tragedia anche sulla spiaggia di Parghelia, dove un turista argentino è morto dopo essere stato colto da un improvviso malore mentre si trovava in uno stabilimento balneare. L’allarme è scattato immediatamente, ma anche in questo caso i soccorsi sono risultati vani.
Il 31 luglio, a Grotticelle, nel territorio di Ricadi, ha perso la vita una donna di 38 anni, colta da un improvviso malore mentre si trovava in mare con il marito. Anche per lei, nonostante i soccorsi, non c’è stato nulla da fare.
E il 14 agosto, infine, la tragedia poco fuori dal porto di Vibo Marina: Domenico Campana, 25 anni, di Mirto Crosia, è morto dopo la collisione tra un’imbarcazione sulla quale viaggavia con sette sui amici, e un gommone. L’incidente ha provocato anche altri feriti (soprattutto quella di una ragazza) e ha aperto un’inchiesta per ricostruire la dinamica e le eventuali responsabilità, indagando per omicidio nautico, il guidatore del gommone, L.T., di Bologna ma originario del Vibonese, chirurgo orale e impiantologo.
Possibili cause. Numeri che, inevitabilmente, riportano al centro il tema della sicurezza stradale nel Vibonese. Una provincia attraversata ogni estate da migliaia di turisti che spesso percorrono per la prima volta una rete viaria caratterizzata da strade strette, curve, dislivelli, incroci e tratti che richiedono particolare prudenza.
La scarsa conoscenza delle strade può certamente rappresentare un fattore di rischio, soprattutto per chi arriva da altre regioni o dall’estero e non conosce caratteristiche e insidie della viabilità locale. Ma sarebbe troppo semplice attribuire tutto al turismo.
Perché accanto alle difficoltà oggettive della rete viaria esiste un’altra componente, quella dei comportamenti individuali. Velocità eccessiva, distrazione soprattutto per via dei cellulari, sorpassi azzardati, mancato rispetto della segnaletica, guida dopo aver assunto alcol e sostanze e, più in generale, una sottovalutazione dei rischi possono trasformare pochi secondi in una tragedia.
Il caso di Zungri, con un conducente che secondo gli accertamenti avrebbe guidato senza patente e con un tasso alcolemico di 2,30 g/l, rappresenta in questo senso un episodio particolarmente grave.
Un’estate che chiede più prudenza. Non tutte le tragedie, naturalmente, possono essere ricondotte a imprudenza o violazioni delle regole. I malori in mare e sulla spiaggia appartengono a una categoria completamente diversa e ricordano quanto sia importante la tempestività dei soccorsi, soprattutto durante i mesi di maggiore afflusso turistico.
Ma la sequenza degli incidenti stradali, insieme alle decine di sinistri gravi che fortunatamente non hanno provocato vittime, impone una riflessione ancora più ampia. Il dato non è soltanto quello dei morti: è anche quello delle persone rimaste ferite, delle famiglie coinvolte e dei mezzi di soccorso chiamati quotidianamente a intervenire.
Il Vibonese non può rassegnarsi a considerare gli incidenti come una tragica normalità dell’estate.
Servono infrastrutture più sicure, manutenzione, controlli, segnaletica adeguata e maggiore presenza sulle arterie maggiormente trafficate. Ma serve anche una presa di coscienza collettiva: chi guida deve conoscere i propri limiti, rispettare quelli della strada e soprattutto ricordare che dietro ogni volante, ogni manubrio e ogni attraversamento pedonale c’è una vita.
Questa estate ha già lasciato troppe famiglie senza una persona cara. E mentre la stagione turistica entra nella sua fase finale, il bilancio non dovrebbe essere soltanto un elenco di nomi e date, ma un monito. Perché sulle strade del Vibonese il sangue versato non diventi soltanto una statistica di fine estate.
Il Quotidiano del Sud.
Estate nera nel Vibonese con una lunga scia di morti