Estate 2026, cambia la mappa dei viaggi degli italiani: Regno Unito, Sud America e Africa tra le mete in crescita
- Postato il 8 luglio 2026
- Di Panorama
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L’estate 2026 ridisegna la geografia dei desideri degli italiani, che continuano a guardare al viaggio come a una forma di evasione, ma lo fanno con criteri sempre più precisi, meno legati soltanto alla cartolina e sempre più orientati alla sicurezza, all’autenticità, alla sostenibilità e alla possibilità di vivere esperienze capaci di raccontare davvero i territori attraversati. A fotografare questa trasformazione è l’analisi di Airalo, piattaforma globale di eSIM, che mette in fila le destinazioni con la crescita più significativa tra il 2024 e il 2025 e racconta un cambiamento netto nelle abitudini di chi si prepara a partire.
Il dato più sorprendente riguarda il Regno Unito, che registra un incremento del 295 per cento e guida la classifica delle mete in maggiore crescita, seguito dal Perù con un più 147 per cento, dalla Colombia con un più 115 per cento, dal Brasile con un più 114 per cento e dal Marocco con un più 91 per cento. A completare il quadro delle destinazioni emergenti ci sono Kenya, Georgia e Capo Verde, rispettivamente in crescita dell’80, del 79 e del 72 per cento, a conferma di una nuova domanda turistica che non cerca più soltanto luoghi belli da fotografare, ma itinerari in grado di offrire identità, cultura, natura e un rapporto più diretto con le comunità locali.
Il viaggio costa ancora, ma non basta più
Il prezzo resta il primo fattore nella scelta di una destinazione, ma non è più l’unico parametro decisivo. Secondo il report YouGov commissionato da Airalo, il costo complessivo del viaggio influenza il 62 per cento degli italiani, seguito però dalla sicurezza della destinazione, indicata dal 44 per cento degli intervistati, dal clima, rilevante per il 35 per cento, dall’offerta culturale, scelta dal 34 per cento, e dalla facilità di accesso, importante per il 31 per cento.
La fotografia che emerge è quella di un viaggiatore più attento e selettivo, che valuta il budget ma non vuole rinunciare alla qualità dell’esperienza, alla percezione di stabilità e alla possibilità di muoversi in modo semplice e sicuro. In un contesto internazionale segnato da tensioni, crisi geopolitiche e nuove sensibilità ambientali, la meta non viene più scelta soltanto per moda o convenienza, ma diventa una dichiarazione di priorità: dove andare, come arrivarci, quanto sentirsi protetti e che tipo di impatto lasciare sul territorio.
A pesare sono anche le differenze generazionali, perché i viaggiatori più giovani mostrano una maggiore propensione verso itinerari dinamici, attività outdoor e formule meno convenzionali. Il 17 per cento della Gen Z considera avventura e sport elementi decisivi nella scelta della destinazione, contro il 6 per cento dei Baby Boomers. Le generazioni più adulte, invece, continuano a privilegiare comfort, stabilità e condizioni climatiche favorevoli, con il clima ritenuto prioritario dal 43 per cento dei Baby Boomers rispetto al 14 per cento della Gen Z.
Regno Unito e Georgia, il ritorno del turismo lento
Il boom del Regno Unito non racconta soltanto un ritorno verso Londra o verso le grandi città britanniche, ma segnala soprattutto un interesse crescente per forme di turismo più lento e immersivo, con itinerari che guardano alle Highlands scozzesi, alla Cornovaglia e a percorsi meno schiacciati sui circuiti urbani tradizionali. Il viaggio, in questo caso, diventa ricerca di paesaggio, silenzio, natura e identità locale, in una direzione che intercetta perfettamente la voglia di esperienze più personali e meno standardizzate.
La Georgia segue una traiettoria simile, ma con una cifra ancora più marcata sul piano culturale ed enogastronomico. Il Paese conquista i viaggiatori italiani grazie alle antiche tradizioni vinicole, alla cucina, al patrimonio storico e a un modello di ospitalità percepito come genuino, radicato e profondamente legato al territorio. È una destinazione che risponde al desiderio di scoprire luoghi ancora lontani dal turismo di massa, ma abbastanza accessibili da diventare una scelta concreta per chi cerca un’alternativa alle mete più battute.
Sud America, la nuova frontiera del viaggio autentico
Tra le grandi rivelazioni dell’estate 2026 c’è il Sud America, che secondo i dati Airalo mostra una crescita molto forte dell’interesse italiano verso Perù, Colombia e Brasile. Qui il viaggio si costruisce attorno a natura, cultura, avventura e immersione nei territori, con una domanda sempre più evidente per esperienze che combinano scoperta paesaggistica, tradizioni locali e gastronomia.
In questo scenario prende forza anche il fenomeno dell’“adventure gastronomy”, una forma di turismo che unisce attività outdoor, esplorazione del territorio e cucina tradizionale, trasformando il cibo in una porta d’ingresso per comprendere identità, comunità e stili di vita. Non si viaggia soltanto per vedere, ma per assaggiare, camminare, incontrare, attraversare e vivere il luogo in modo più profondo.
Il Perù, con la sua combinazione di archeologia, paesaggi andini e cultura gastronomica, la Colombia, sempre più al centro delle nuove rotte internazionali, e il Brasile, con la sua varietà naturale e urbana, intercettano proprio questa domanda di autenticità, offrendo ai viaggiatori italiani l’idea di un’esperienza forte, riconoscibile e diversa dalla classica vacanza balneare.
Marocco, Capo Verde e Kenya: esotico accessibile e sostenibilità
Anche Marocco e Capo Verde confermano una crescita importante, sostenuta dalla capacità di offrire un immaginario esotico ma relativamente accessibile. In Marocco aumenta l’interesse per i soggiorni nel deserto, per i riad tradizionali e per itinerari capaci di unire città storiche, paesaggi naturali e cultura locale. Capo Verde, invece, si distingue per formule di turismo lento e sostenibile, soprattutto nelle isole meno esposte ai grandi flussi di massa, dove il viaggio assume un ritmo più morbido e meno consumistico.
Il Kenya cresce invece grazie al segmento del safari sostenibile, che intercetta una nuova sensibilità verso viaggi a contatto con la natura ma più attenti all’impatto ambientale e sociale. A trainare l’interesse sono formule che favoriscono il rapporto con le comunità locali, la tutela del patrimonio naturale e una fruizione più responsabile della fauna e dei territori. Il safari, dunque, non è più soltanto l’esperienza spettacolare da raccontare al ritorno, ma diventa parte di un modo diverso di intendere il viaggio, più consapevole e meno predatorio.
La sicurezza cambia le rotte
A ridefinire la mappa dell’estate contribuisce anche il tema della sicurezza internazionale. Secondo l’analisi, le destinazioni in crescita risultano raggiungibili attraverso collegamenti diretti o corridoi aerei occidentali e settentrionali, cioè rotte percepite come più stabili dal punto di vista geopolitico. È un elemento sempre più rilevante, perché il viaggiatore contemporaneo non valuta soltanto la bellezza della meta, ma anche la tranquillità del percorso, la facilità di comunicazione, la possibilità di restare connesso e la sensazione di potersi muovere senza interruzioni.
“In un contesto internazionale in rapida evoluzione, la destinazione scelta racconta sempre più le aspettative e i valori del viaggiatore. Non è soltanto una questione di dove andare, ma di come si desidera vivere il viaggio: autenticità, consapevolezza e ricerca di esperienze significative si affermano come i nuovi criteri che orientano le scelte degli italiani”, commenta Matteo Papa, Regional Director Europa di Airalo.
Ed è proprio dentro questa trasformazione che la connettività diventa una parte sempre più centrale dell’esperienza di viaggio. “In questo scenario, anche la connettività si conferma un elemento sempre più centrale. Le eSIM stanno rapidamente passando dall’essere una soluzione per viaggiatori esperti a uno strumento essenziale per chiunque desideri muoversi all’estero in modo sicuro e senza interruzioni. Il recente traguardo dei 30 milioni di utenti Airalo a livello globale conferma come questa tecnologia stia entrando sempre più stabilmente nelle abitudini di viaggio delle persone”, aggiunge Papa.
Il risultato è una mappa dell’estate più ampia, meno prevedibile e più stratificata, dove il viaggio non coincide più soltanto con la fuga, ma con una scelta identitaria. Gli italiani continuano a partire, ma scelgono in modo diverso: cercano mete raggiungibili, sicure, autentiche, culturalmente forti e capaci di restituire qualcosa in più di una semplice vacanza. E così Regno Unito, Sud America, Africa e Caucaso entrano con forza nella nuova geografia del desiderio turistico del 2026.