ESCLUSIVA - Arcoleo sicuro: "Inzaghi porterà il Palermo in Serie A"
- Postato il 23 aprile 2026
- Di Virgilio.it
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Il Palermo è vita. Per Ignazio Arcoleo il rapporto con la squadra cittadina ha sempre rappresentato un lungo viaggio in totale simbiosi con il rettangolo verde dell’estremo tacco meridionale dello stivale. Oggi l’ex mister di quel “Palermo dei picciotti“, plasmato a metà degli anni novanta del secolo scorso, guarda i rosanero di oggi con rinnovata fiducia in vista di un domani, più o meno prossimo, comunque foriero di soddisfazioni. Lo merita prima di ogni cosa la gente del capoluogo siciliano, un popolo caloroso che adora la creatura pallonara a dismisura.
La dirigenza per la stagione 2025-2026 ha messo a capo della ciurma uno specialista in promozioni: Pippo Inzaghi. “Un grande tecnico – dice perentorio l’illustre collega – che ci riporterà in Serie A“. Un auspicio corroborato dal curriculum del diretto interessato e da un team costruito con il chiaro intento di riposizionare l’asset siculo nel gotha del calcio italiano. Segnatevi due profili: Ranocchia e Segre. Talenti destinati a momenti significativi da qui in avanti.
- Arcoleo: Palermo come identità
- Arcoleo: "Il mio Palermo dei picciotti scrisse la storia"
- Arcoleo: "Palermo tornerà a respirare grande calcio"
- Arcoleo: "Frosinone sorpresa totale"
- Arcoleo: "Vi dico i talenti pronti per la Serie A"
Arcoleo: Palermo come identità
Sulla riva di Mondello Arcoleo è nato e cresciuto umanamente. Con la casacca rosanero Ignazio poi ha scritto pagine indelebili da calciatore, un dinamico centrocampista, indossando con orgoglio la fascia da capitano. Sicilia ma non solo. Da un contesto marittimo all’altro. Da Palermo a Genova, sponda rossoblu, con oltre 130 gettoni. Senza dimenticare le fermate alla corte di Reggina, Nocerina e Mazara. Un giorno il Presidente gialloblu gli propone di intraprendere l’attività da allenatore al comando di un manipolo di ragazzi in prevalenza sconosciuti. Lui accetta la sfida e comincia ad annaffiare il suo prezioso vivaio di talenti in erba, insegnando le basi della tecnica e principi tattici basati sul coraggio e sul gioco spesso offensivo. Tra i tanti capolavori non possiamo non citare il ciclo completato a Trapani, dal 1992 al 1995, trasferendo i granata dall’Interregionale alla Serie C1 fino a sfiorare addirittura l’approdo in cadetteria. A quel punto si materializza il passaggio al timone del Palermo. Il resto è storia. Presso la sua “officina” maturano gioiellini che faranno tanta strada. Da Italiano a Galeoto passando per Sciacca, Materazzi, Barraco e Vasari. Ignazio guiderà successivamente anche Gualdo, Foggia, Frosinone e Nocerina. Abbiamo avuto il piacere di raggiungere telefonicamente mister Arcoleo che ci ha rilasciato questa intervista in esclusiva.
Arcoleo: “Il mio Palermo dei picciotti scrisse la storia”
“Fu un periodo davvero stupendo. Venivo dalle stagioni strepitose vissute a Trapani. In quel periodo il Palermo versava in evidenti difficoltà economico-finanziarie. Accettai l’incarico con coraggio, ma anche con consapevolezza delle qualità dei tanti ragazzi semi sconosciuti che andavo ad allenare. Decisi allora di puntare molto sui migliori prospetti che offriva il vivaio rosanero e su diversi giocatori che avevo guidato a Trapani, su tutti Galeoto e Vasari che espressamente mi chiesero di indossare la maglia palermitana. Avevo creato uno spirito identitario e idilliaco. Sul piano motivazionale ho realizzato i sogni di tanti ragazzi originari del posto. Fu una stagione straordinaria dove facemmo un figurone anche in Coppa Italia. Battemmo il Parma di Nevio Scala, di Zola, Dino Baggio e del neo acquisto Stoichkov, il Vicenza di Guidolin, venendo poi eliminati ai quarti dalla Fiorentina di Batistuta e Baiano. Per lunghi tratti del campionato abbiamo occupato i piani alti della classifica di B con 13 gare senza sconfitte. C’era un entusiasmo incredibile in città”.
Arcoleo: “Palermo tornerà a respirare grande calcio”
“La stagione del Palermo è assolutamente positiva. I rosanero hanno avuto la sfortuna questa volta di trovare davanti tre squadre fantastiche come Frosinone, Monza e Venezia che in pratica non hanno mai avuto periodi di difficoltà durante il campionato. Soprattutto i canarini hanno lavorato sull’entusiasmo con una rosa fatta di giovani dal grande futuro. Il Palermo è destinato a salire, se non direttamente, attraverso i playoff. La rosa siciliana è fortissima con giovani di grande prospettiva come Ranocchia e Segre, un centravanti del calibro di Pohjanpalo determinante nelle partite che contano. Inzaghi è un grande allenatore, ha vinto dappertutto, e porterà il Palermo in Serie A ne sono certo. Voglio lanciare ai ragazzi della squadra un messaggio incoraggiante e positivo per queste ultime tre giornate di campionato e in generale per il loro futuro”.
Arcoleo: “Frosinone sorpresa totale”
“Per un periodo sembrava che il Cesena potesse ambire a qualcosa di importante. Poi è subentrato il Modena, ma entrambe hanno accusato momenti di appannamento con poca costanza. Ovviamente il Catanzaro sta facendo ottime cose con un rampante allenatore come Aquilani, ma la sorpresa in assoluto del torneo è senza dubbio il Frosinone con tanti giovani di elevato spessore lanciate senza timori reverenziali dal loro tecnico”.
Arcoleo: “Vi dico i talenti pronti per la Serie A”
“Da calciatore sono stato un centrocampista, quindi il mio occhio va sempre in zona mediana. Faccio tre nomi: Ranocchia, Segre e Cichella. I primi due proprio al Palermo stanno sfoderando cose davvero interessanti che stanno facendo volare i rosanero e di sicuro completeranno una brillante carriera. Il terzo nome gioca nel Frosinone e, grazie agli insegnamenti di Alvini, sta maturando in modo rapido a suon di buone prestazioni. Vedo poi sbocciare alla grande pure l’attaccante Antonio Raimondo, anche lui quest’anno al Frosinone. Insomma, tutti giovani che dentro hanno enormi possibilità. Sempre i rosanero hanno un ragazzo con potenzialità importanti che si chiama Giacomo Corona, prima punta figlio dell’ex bomber di Catanzaro e Catania tra le altre Giorgio. Il segreto? Dimostrare costantemente fiducia nei loro confronti, anche nei momenti complicati in cui magari le cose non girano al meglio. Ci vuole pazienza e perseveranza, alla lunga i risultati arrivano”.