Epicuro ha vinto: a Senigallia il festival di filosofia che non ti aspetti
- Postato il 14 luglio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Senigallia accoglie un festival di filosofia sorprendente che sfida le convenzioni accademiche tradizionali. L'evento celebra il pensiero di Epicuro, spesso frainteso come sinonimo di edonismo sfrenato, rivelando invece la profondità del suo insegnamento sulla ricerca della felicità attraverso la saggezza e la moderazione. Un'occasione affascinante per scoprire come la filosofia antica dialoga con le questioni contemporanee, trasformando la città marchigiana in un laboratorio di idee.
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Il 20 e 21 luglio, alla Rotonda a Mare di Senigallia, si tiene l’VIII edizione del Festival Epicureo. Ingresso libero, nessuna prenotazione, relatori da Cambridge, Toronto, Colonia, Napoli, Bologna, Roma. Un festival di filosofia pura, costruito attorno a un solo pensatore, giunto all’ottava edizione senza mai ripetersi.
Il titolo di quest’anno è Epicuro ha vinto. Non è una provocazione. È una constatazione: le idee di Epicuro hanno attraversato duemilaquattrocento anni senza perdere forza. Sempre più persone rifiutano carriere ben retribuite che non lasciano spazio all’amicizia e al riposo — senza sapere di essere epicuree. Le sue idee sull’uguaglianza, sull’amicizia, sulla morte come liberazione dall’ansia continuano a presentarsi nella vita di tutti, spesso senza che chi le vive sappia da dove vengono.
Il programma è di altissimo livello. Jürgen Hammerstaedt, dell’Università di Colonia — uno dei massimi filologi e papirologi al mondo, tra i protagonisti degli scavi di Enoanda — presiede la giuria del Premio Netoip e interviene sul valore del riconoscimento. Wim Nijs, dell’Università di Toronto, viene ogni anno dal Canada per parlare di Epicuro in un italiano perfetto: il suo intervento esplora il precetto lathe biosas — vivi nascosto — e il suo rovescio contemporaneo. Margherita Erbì, dell’Università di Bologna, ha curato un volume fondamentale sulle lettere di Epicuro e ne racconta l’efficacia a duemilaquattrocento anni di distanza. Federica Nicolardi e Maria Chiara Robustelli, dell’Università di Napoli Federico II, portano i risultati più recenti sul fronte dei Papiri Ercolanesi — la più grande biblioteca dell’antichità, sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. e oggi al centro di uno sforzo scientifico straordinario, reso celebre anche dalla Vesuvius Challenge.
Tra i momenti più attesi, il conferimento del Premio Netoip: il riconoscimento nato dal Festival, finanziato dall’operatore telefonico anconetano Netoip, dedicato alle migliori tesi universitarie sul pensiero epicureo. Quest’anno i vincitori sono Camilla Guido, della Sapienza di Roma, e Francesco Paolo De Vita, dell’Università di Cambridge. In sei anni di vita, il Premio ha già saputo riconoscere studiosi diventati punti di riferimento internazionali: Wim Nijs lo vinse nel 2024.
Il Festival è per tutti. I temi sono di altissimo livello accademico ma pensati per essere comprensibili a chiunque. Ogni serata è divisa in due sessioni — 18.00/20.00 e 21.00/23.00 — con una cena offerta agli organizzatori per chi vuole fermarsi tra le due: un momento epicureo, l’occasione per continuare le conversazioni con i relatori intorno a un tavolo.
Il Festival Epicureo è organizzato da Vivere Senigallia, il quotidiano online della città, in collaborazione con il Comune di Senigallia e l’Associazione Culturale Il Mondo di Epicuro. È l’unico festival in Italia dedicato a un singolo filosofo.