Enrico Zucca nuovo pg di Genova: il Csm nomina il pm del G8. La sua bocciatura era stata annullata dal Tar

  • Postato il 2 aprile 2025
  • Giustizia
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Enrico Zucca è il nuovo procuratore generale di Genova. Accogliendo la proposta unanime della Quinta Commissione (presieduta dal consigliere laico Ernesto Carbone), il Consiglio superiore della magistratura ha nominato con un’astensione l’attuale sostituto pg del capoluogo ligure, già titolare del processo sulle violenze della polizia alla scuola Diaz durante il G8 del 2001. La scelta arriva al termine di una procedura intricatissima che si trascina dal lontano 2019: Zucca infatti era rimasto l’unico legittimo aspirante al posto, dopo l’annullamento della nomina di Roberto Aniello (ex pg rimasto in carica per tre anni) e le successive rinunce di Carlo Maria Zampi, lo sfidante che aveva impugnato la delibera al Tar, e dello stesso Aniello. A novembre 2023, però, il Csm lo aveva bloccato “resuscitando” con un’interpretazione inedita la candidatura di un altro magistrato, Mario Pinelli, che in base alle norme era decaduto dalla domanda avendo accettato nel frattempo l’incarico procuratore generale di Campobasso. Una forzatura ricondotta da molti alla volontà di evitare la nomina di Zucca, magistrato mai tenero con il potere e sgradito soprattutto agli ambienti più vicini alle forze dell’ordine: nel 2018 fece scalpore un suo intervento pubblico in cui affermò che lo Stato italiano non era credibile nella richiesta di giustizia all’Egitto sulle torture subite da Giulio Regeni, avendo lasciato chi ha coperto i torturatori della Diaz al vertice della polizia.

A giugno dello scorso anno, accogliendo il ricorso di Zucca, il Tar del Lazio ha annullato la nomina di Pinelli: “Risulta palese la decadenza della domanda”, scrivevano i giudici di primo grado, bocciando l’interpretazione adottata dal Csm, basata sulla particolarità della vicenda e su un presunto “effetto prenotativo” delle lettere inviate da Pinelli al Consiglio, in cui chiariva di essere ancora interessato al posto di Genova dopo aver accettato quello a Campobasso. Lo scorso febbraio è arrivata la conferma del Consiglio di Stato: il meccanismo della decadenza, si legge nella sentenza, “si fonda sulla necessità di assicurare la stabilità agli uffici nelle funzioni apicali al fine di evitare rapidi e inutili avvicendamenti in posizioni che si riflettono sull’organizzazione di interi uffici giudiziari. Risulta fin troppo evidente che, riconoscendo al dottor Pinelli la legittimazione ad ottenere il posto anche quando ne abbia nel frattempo chiesto e ottenuto un altro, questa ratio sarebbe intollerabilmente frustrata“. Oltre che per il processo Diaz, terminato con la condanna in via definitiva per falso dei vertici della polizia dell’epoca, Zucca è noto anche per le indagini e il processo nei confronti del serial killer Donato Bilancia, attivo in Liguria alla fine degli anni Novanta. Negli ultimi anni in Procura generale, poi, ha maturato una particolare competenza in materia di estradizioni e rogatorie, coordinando il relativo settore.

Nella delibera approvata dal Csm, avente come relatrice la consigliera togata Mimma Miele (della corrente progressista di Magistratura democratica) si citano i lusinghieri pareri sulla professionalità di Zucca, redatti dai dirigenti con cui ha lavorato negli anni: “Il magistrato è dotato di elevato prestigio personale e rilevantissime doti culturali e scientifiche. Il suo profilo professionale attesta non comuni doti organizzative che gli hanno consentito di gestire il proprio ruolo anche nei periodi in cui ha dovuto fronteggiare procedimenti penali di rarissima complessità che, con abnegazione e assoluta determinazione, ha condotto a termine con risultati positivi. Il collega possiede straordinaria capacità dialettica, brillantezza d’ingegno e un approccio sicuramente non burocratico al proprio lavoro”, si legge. Ancora, in riferimento all’inchiesta sulle violenze del G8, si segnala come Zucca abbia mostrato “spiccata propensione nel coordinamento delle indagini anche in situazioni di particolare difficoltà connesse alla rilevanza mediatica e al contesto ambientale in cui esse venivano svolte”.

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Il Fatto Quotidiano

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