Energie rinnovabili, Liguria ultima. Bucci: “La sinistra dice No alle pale eoliche”. Il PD: “Guardi in casa sua”
- Postato il 21 settembre 2026
- 0 Copertina
- Di Il Vostro Giornale
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Liguria. “Siamo all’ultimo posto per quanto riguarda le energie rinnovabili. Questo è dovuto anche alla volontà dei Comuni e più che altro all’arco politico della sinistra, che non vuole le pale eoliche per motivi ambientali“. A dirlo è il presidente ligure Marco Bucci a margine della decima edizione del think tank Liguria 2030 di Ambrosetti che nel suo rapporto annuale conferma il primato negativo in ambito nazionale.
“Per noi la pala eolica potrebbe essere un ottimo risultato, ma oggi abbiamo dei problemi seri perché non sono accettati dai sindaci e dai cittadini”, ha aggiunto Bucci. E l’installazione di nuovi impianti eolici ha alimementato il dibattito e la polemica politica anche nel savonese.
Non è tardata ad arrivare la reazione del Partito Democratico: “Dalle esternazioni di Bucci sulle pale eoliche, più che al presidente della Liguria viene da pensare allo smemorato di Collegno – dichiarano i consiglieri regionali Katia Piccardo, Davide Natale ed Enrico Ioculano -. Oggi accusa la sinistra di impedire lo sviluppo dell’eolico e sostiene che la Liguria sia ultima nelle rinnovabili perché non vuole le pale. Peccato che i fatti raccontino esattamente il contrario. Dove esistono progetti che possono essere realizzati, come a Mele, la Regione non risponde e non li fa andare avanti: da oltre otto anni il sindaco e l’amministrazione comunale chiedono di poter realizzare una seconda pala eolica, vista la virtuosa e positiva esperienza avuta con la prima, senza ottenere lo sblocco dell’iter da parte della Regione. È questo il modello di sviluppo delle rinnovabili della giunta Bucci?”.
“Bucci dovrebbe smettere di scaricare sugli altri responsabilità che sono sue e della sua giunta – continuano gli esponenti del Pd -. Se la Liguria è indietro sulle rinnovabili, guardi alle scelte della Regione che governa da anni: nessun supporto regionale e stato dato per la realizzazione delle comunità energetiche finanziate dal Pnrr e ha perso il finanziamento sull’idrogeno verde. Un piano energetico regionale, che si basa esclusivamente sull’iniziativa del privato senza adeguato sostegno e la necessaria regia da parte del pubblico, e nello specifico della Regione, è quindi destinato a fallire. Bucci si guardi in casa prima di guardare fuori dalla finestra e accusare comuni e centrosinistra, eviterebbe l’ennesima brutta figura”.
A margine del forum Ambrosetti si è parlato anche di energia nucleare. La Liguria, secondo il rapporto della società di consulenza, può affermarsi come “polo strategico del nuovo nucleare in Italia“, avendo già 11 aziende che operano nella filiera (pari al 15,7% del totale nazionale) e un fatturato collegato di 222 milioni (circa il 33% del totale nazionale).
E Bucci ha aperto all’idea di costruire centrali nucleari in Liguria: “Se sono fatte con tecnologia 4,0, certamente sì. Non pensiamo alle centrali vecchio stampo”.
L’amministratore delegato di Ansaldo Energia Fabrizio Fabbri ha rilanciato la candidatura di Genova a ospitare l’Agenzia per la sicurezza nucleare: “È una decisione politica, è anche una decisione razionale. Sarebbe sbagliato farla da un’altra parte“. E sulle centrali nucleari ha rilanciato: “Bisogna trovare il modo maturo di convincere le persone che senza le infrastrutture il Paese non va da nessuna parte. E le centrali elettriche in generale, ma in particolare quelle nucleari, sono grandissime infrastrutture che servono al Paese per 85-90 anni“.
“Quello che magari è più difficile da spiegare, perché gli slogan costano tantissimo in questo Paese, è che tutte le fonti energetiche e tutti i sistemi energetici producono rifiuti – ha aggiunto Fabbri -. Li produce il carbone, in grandissima quantità. Li produce il petrolio, in grandissima quantità. Il gas no, fa solo CO2. E anche le rinnovabili, perché le pale eoliche banalmente vanno smaltite a un certo punto della vita, e noi non abbiamo il deserto del Nevada per interrarle, le portiamo in Africa se siamo più avanzati. Anche i pannelli. Quindi diciamo che sì, c’è il problema delle scorie: il punto è che sappiamo dove sono e abbiamo la tecnologia per gestirle. Il tema scorie non è un problema della realtà, è una questione di governance”.