Energia, Cna Liguria: “Bollette ancora in aumento per tre piccole imprese su quattro”
- Postato il 19 settembre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. “L’energia è diventata una componente strutturale della competitività delle micro e piccole imprese. Non soltanto per il livello dei prezzi, ma soprattutto per la loro volatilità, che rende più difficile programmare l’attività e sottrae risorse agli investimenti”. È quanto emerge dall’indagine “Energia e piccole imprese”, realizzata dalla CNA nazionale su un campione rappresentativo di imprese associate appartenenti a diversi settori produttivi.
Secondo la rilevazione “il 78,2% delle imprese considera preoccupanti per la propria attività le conseguenze delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici. Soltanto il 7,1% non ravvisa particolari motivi di preoccupazione. Il costo dell’energia incide in misura rilevante sull’attività dell’84% delle imprese: il 39,1% lo considera molto impattante e il 44,9% abbastanza impattante. La questione energetica, quindi, non riguarda più soltanto i comparti tradizionalmente energivori, ma attraversa ormai l’intero sistema delle micro e piccole imprese. A preoccupare è soprattutto la persistenza del fenomeno. Nell’ultimo anno, per l’86,7% delle imprese è aumentato il livello di allarme legato ai costi energetici. Le aspettative trovano conferma nelle bollette. Il 76,5% delle imprese dichiara di aver registrato un aumento della spesa energetica nell’ultimo semestre. Quasi due imprese su tre, tra quelle interessate dagli aumenti, hanno quindi sostenuto rincari superiori al 10%. L’effetto principale è la riduzione della marginalità aziendale: soltanto il 20,4% è riuscito a trasferire almeno in parte i maggiori costi sui prezzi praticati ai clienti, mentre il 2,7% ha dovuto ridurre la produzione o i servizi offerti”.
“L’indagine di Cna a livello nazionale dimostra che la crisi energetica non può più essere affrontata come un’emergenza temporanea – commenta il presidente di CNA Liguria Gianluca Gattini -. Le piccole imprese continuano a pagare bollette più elevate ma, nella maggior parte dei casi, non hanno la forza contrattuale per trasferire gli aumenti sui prezzi. Assorbono i rincari riducendo i margini e, di conseguenza, le risorse disponibili per investire, innovare e creare occupazione. La politica energetica deve riconoscere la specificità del sistema produttivo italiano e prevedere strumenti realmente accessibili alle micro e piccole imprese. Servono maggiore trasparenza del mercato, misure capaci di ridurre l’esposizione alla volatilità dei prezzi e interventi strutturali, non provvedimenti episodici adottati soltanto nelle fasi di emergenza” conclude il presidente di CNA Liguria Gattini.
Per la CNA è necessario superare una politica energetica affidata prevalentemente a interventi congiunturali. L’energia influenza ormai la redditività, le decisioni di investimento e le prospettive di crescita delle imprese. Garantire condizioni di approvvigionamento competitive e prevedibili deve diventare, pertanto, una componente centrale della politica industriale.