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Emodinamica h24 e servizi sanitari carenti, i comitati di Vibo protestano alla Regione Calabria

  • Postato il 17 settembre 2026
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Emodinamica h24 e servizi sanitari carenti, i comitati di Vibo protestano alla Regione Calabria

Il Quotidiano del Sud
Emodinamica h24 e servizi sanitari carenti, i comitati di Vibo protestano alla Regione Calabria

I comitati per la sanità pubblica della provincia di Vibo in protesta oggi alla sede della Regione Calabria contro il progressivo ridimensionamento dei servizi sanitari e le disparità nei finanziamenti destinati al territorio e l’Emodinamica itinerante


VIBO VALENTIA – Al grido di «basta discriminazioni», i comitati per la sanità pubblica del Vibonese sono arrivati stamani davanti la sede della Regione Calabria per protestare contro il progressivo ridimensionamento dei servizi sanitari e le disparità nei finanziamenti destinati al territorio e per l’assenza di una Emodinamica H24. Una delegazione di cittadini, attivisti e amministratori locali ha manifestato davanti ai cancelli della sede regionale. Alcuni partecipanti si sono anche incatenati simbolicamente per chiedere il diritto alle cure e il ripristino, come detto, dell’Emodinamica H24 all’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia.

VIBO UNICA PROVINCIA SENZA EMODINAMICA H24 PER LE EMERGENZE

La principale scintilla che ha fatto scattare la protesta riguarda le recenti delibere della Giunta Regionale, in particolare la delibera n. 440 di fine luglio 2026. Il provvedimento ha cancellato la previsione del servizio di Emodinamica H24 presso l’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia – storicamente garantito dalla rete tempo-dipendente per le sindromi coronariche acute (Rete SCA) – sostituendolo con un’inconsistente emodinamica “itinerante”.

Come ribadito dai portavoce dei comitati al megafono, l’itineranza copre esclusivamente gli interventi programmati ma risulta del tutto inefficace di fronte alle emergenze cardiovascolari, dove la tempestività dell’intervento è una questione di vita o di morte. Con questa scelta, la provincia di Vibo Valentia rimane l’unico territorio dell’intera Calabria totalmente estromesso dalla rete cardiovascolare d’emergenza H24.

LO SCIPPO DEL FONDO SANITARIO: 100 MILIONI IN MENO RISPETTO A CROTONE

Nel corso del sit-in sono stati sviscerati con cifre alla mano i dati relativi al riparto del Fondo Sanitario Regionale (delibera di fine giugno 2026). A parità di popolazione con l’Asp di Crotone (entrambe le province contano circa 150-160 mila abitanti), quella di Vibo Valentia riceve ben 100 milioni di euro in meno all’anno.

Tale sperequazione si traduce in un minor contributo di circa 500-600 euro pro-capite per ogni cittadino vibonese. A questo deficit strutturale si aggiunge una perdita ulteriore di 30 milioni di euro all’anno dovuta alla mobilità sanitaria infraregionale, che costringe i pazienti vibonesi a curarsi fuori provincia. Le giustificazioni regionali, basate sulla maggiore presenza di sanità privata convenzionata nel Crotonese, sono state bollate dai comitati come un’aberrazione che penalizza due volte il settore pubblico.

I SINDACI «I SERVIZI SANITARI NON POSSONO ESSERE ITINERANTI»

Accanto ai comitati civici si sono schierati diversi primi cittadini del territorio vibonese, tra cui i sindaci di Vibo Valentia, Serra San Bruno, Monterosso, San Nicola da Crissa e Nardo di Pace. Il sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, ha ribadito il pieno sostegno dell’intera Conferenza dei Sindaci alla battaglia della piazza: «I servizi sanitari non possono essere itineranti. Devono essere costanti, stabili e non a giorni alterni. I cittadini della Calabria e del Vibonese non sono di serie B e hanno diritto a cure qualificate e continue».

Il sindaco di Serra San Bruno ha rimarcato le storiche sofferenze degli ospedali montani e delle zone disagiate, ricordando come la permanenza del reparto di medicina sia garantita solo grazie all’ausilio dei medici cubani, mentre i turni del pronto soccorso restano costantemente in affanno. Da parte sua, il sindaco di Monterosso ha evidenziato l’assenza di programmazione e la mancanza di rappresentanza locale nei ruoli apicali dell’Asp.

IL “MURO DI GOMMA” DELLA REGIONE E LE TESTIMONIANZE EDEGLI UTENTI

Particolarmente forte è stata la denuncia per l’atteggiamento dei vertici regionali, rimasti chiusi nei palazzi senza concedere un ascolto formalizzato alla delegazione.
Dinanzi ai cancelli si sono levate le toccanti testimonianze dei pazienti, come quella di Katia, malata oncologica vibonese che ha denunciato il silenzio delle istituzioni di fronte alla carenza di apparecchiature fondamentali (come la PET) e all’assenza di un’agenda e di un URP oncologico dedicato, costringendo centinaia di malati ai viaggi della speranza.

A tracciare il quadro drammatico del settore d’emergenza sono stati anche gli operatori sanitari presenti, ricordando che nel Vibonese l’80% delle ambulanze viaggia ormai privo di medico a bordo a causa del rifiuto di massa dei sanitari al passaggio verso Azienda Zero, in un contesto regionale dove l’aspettativa di vita di un neonato è già inferiore di 3 anni rispetto a un bimbo nato in Piemonte. I comitati hanno infine consegnato un documento formale chiedendo il ripristino immediato dell’Emodinamica H24 a Vibo e la revisione dei criteri di riparto del Fondo Sanitario.

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