Emissioni auto, l’Ue dà respiro ai Costruttori: stop sanzioni fino al 2027

  • Postato il 2 aprile 2025
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  • Di Virgilio.it
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Ogni tanto anche Bruxelles si prende una pausa. La Commissione europea ha tirato il freno – almeno un po’ – sulle regole che impongono tagli drastici alle emissioni di CO2 per auto e furgoni. Non è una retromarcia in senso stretto, bensì un colpo di frizione: più flessibilità, meno pressione, almeno fino al 2027. In pratica, niente bastonate immediate per le Case automobilistiche che non riescono subito a stare dentro i limiti. Si passa da un controllo annuo a un bilancio triennale: invece di essere giudicati anno per anno, i costruttori avranno tre anni per dimostrare di aver rispettato il tetto massimo di emissioni (93,6 grammi per chilometro).

Flessibilità sì, ma la strada è quella

Cosa significa davvero? Per capirci, se un marchio lancia un nuovo modello elettrico nel 2026, ma nel 2025 ha ancora in listino molti motori termici, la nuova regola gli consente di “compensare” con il progresso fatto l’anno successivo. È un modo per premiare gli attori della filiera intenti a muoversi nella giusta direzione, anche se partono in ritardo. Tradotto semplice: se nel 2025 sfori, ma nel 2026 e nel 2027 recuperi, nessuna multa. È come dire “ok, l’importante è che il risultato arrivi sul lungo periodo”.

Un po’ di fiato per chi, in questa corsa verso il green, sta ancora annaspando. E mica finisce qui. Chi decide di unirsi ad altri marchi per abbassare le emissioni facendo squadra (il cosiddetto pooling), sarà esonerato dall’obbligo di mandare documenti a cadenza annua. Basterà una sola notifica entro la fine del 2027. Ridurre la burocrazia, aumentare il tempo da dedicare alle macchine vere.

La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha detto chiaramente che l’obiettivo resta immutato. L’idea è aiutare un settore che sta provando a reinventarsi, senza mollare sulla decarbonizzazione. “Dobbiamo restare competitivi ma anche puliti”, ha detto. Quindi, avanti con la transizione, senza, però, lasciare per strada chi fa fatica.

Non tutti applaudono

Dall’altra parte, però, qualcuno storce il naso. Transport & Environment, organizzazione addetta alla mobilità sostenibile nel Vecchio Continente, ha reagito male. Per loro, questa è l’ultima deroga ammissibile. “I produttori hanno usato dati vecchi per chiedere più tempo. Ma intanto, le vendite di auto elettriche sono salite del 28% solo nei primi due mesi dell’anno”, ha detto Julia Poliscanova, direttrice di T&E. Il ragionamento è semplice: se le EV stanno andando forte, perché rallentare? La normativa stava funzionando, quindi perché cambiarla? La paura è che ogni deroga sposti sempre più in là la transizione, e a rimetterci sia l’ambiente.

Un compromesso temporaneo

La proposta – questo va detto – non è ancora definitiva. Tocca ora ai governi e al Parlamento europeo esprimersi. Il segnale comunque arriva: Bruxelles non vuole mettere in crisi un intero settore con regole troppo rigide né tantomeno fare marcia indietro. La direzione rimane quella: meno emissioni, più elettrico, più efficienza. Però, passo dopo passo, senza far deragliare il sistema. Chi sperava in uno stop ai limiti, resterà deluso. Chi sollecitava sanzioni dure e immediate, pure. Per ora si tira il fiato, ma nel 2030 e 2035 i veri esami torneranno. E lì non basterà chiedere tempo.

 

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Virgilio.it

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