Cardiochirurgia in Calabria: «Potenziare l’esistente»

  • Postato il 2 aprile 2025
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Cardiochirurgia in Calabria: «Potenziare l’esistente»

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A Catanzaro un convegno su Cardiochirurgia: dalle necessità del territorio alla formazione specialistica per offrire una fotografia tecnica e priva di logiche campanilistiche sullo stato della disciplina in Calabria


CATANZARO – Quello che serve, prima di tutto, è il rafforzamento intelligente e mirato delle Cardiochirurgie esistenti, puntando su formazione e qualità. Guardando i numeri.
Questo, in sintesi, il messaggio lanciato dal professor Pasquale Mastroroberto, direttore della Scuola di Specializzazione in Cardiochirurgia dell’Università Magna Graecia e primario dell’Aou “Renato Dulbecco”, durante l’incontro tenutosi ieri, martedì primo aprile 2025, nell’aula G9 del Campus universitario di Catanzaro.

IL CONVEGNO SU CARDIOCHIRURGIA E FORMAZIONE SPECIALISTICA

Una conferenza dal titolo chiaro: “Cardiochirurgia: dalle necessità del territorio alla formazione specialistica”, organizzata per offrire una fotografia tecnica e priva di logiche campanilistiche sullo stato della disciplina in Calabria.
L’analisi presentata – come puntualizzato in una nota a margine diffusa successivamente dallo stesso Mastroroberto – è stata «oggettiva, basata sulla normativa vigente (DM 70/2015), supportata da dati Agenas 2024 e da elementi di economia sanitaria elaborati dalla professoressa Marianna Mauro».

CARDIOCHIRURGIA, LE STRUTTURE ACCREDITATE


Nessuna posizione personale né dichiarazioni preconfezionate, ma la chiara volontà di riportare il dibattito dentro i confini della pianificazione sanitaria seria e sostenibile.
Attualmente in Calabria sono operative due strutture pubbliche accreditate: Catanzaro (Mater Domini) e Reggio Calabria (Gom). Il Sant’Anna Hospital è ancora fermo in attesa di definizioni giuridico-amministrative, mentre Cosenza ha previsto 14 posti letto in cardiochirurgia all’Annunziata, ma manca l’accreditamento regionale.

I DATI UFFICIALI


Alla luce dei dati ufficiali e della popolazione calabrese (1.846.810 residenti nel 2022), il Dm 70 stabilisce che per la cardiochirurgia sono giustificate da due a un massimo di tre Unità operative complesse. Superare questa soglia sarebbe «controproducente», sottolinea Mastroroberto, e andrebbe in chiaro disaccordo con la programmazione nazionale. «Se mai si decidesse di aprire una terza Cardiochirurgia – ha aggiunto – dovrebbe comunque avvenire solo dopo aver rafforzato quelle già esistenti in termini di dotazioni, innovazione e risorse umane».

ALTI STANDARD DI QUALITÀ CLINICA


Nel 2023, in Calabria sono stati eseguiti 434 interventi di valvuloplastica o sostituzione valvolare (143 a Reggio, 291 a Catanzaro) e 466 bypass aortocoronarici (155 al Gom, 311 al Mater Domini). Il Mater Domini si posiziona sopra la soglia nazionale, confermando alti standard di qualità clinica. Ma, osserva Mastroroberto, «i valori regionali restano ancora sotto la media nazionale e non garantiscono piena autosufficienza». Serve quindi investire per aumentare i volumi e migliorare l’offerta.

L’INTERVENTO DI SIMONA CARBONE, COMMISSARIA AOU DULBECCO


Durante l’incontro è intervenuta anche la commissaria dell’Aou “Dulbecco”, Simona Carbone, che ha chiarito l’assetto previsto dall’atto aziendale: 20 posti letto per la cardiochirurgia e 6 dedicati alla terapia intensiva cardiochirurgica.
«Abbiamo una struttura che risponde in termini di esiti e numeri – ha detto – e che continuerà a essere sostenuta, migliorata e potenziata, a prescindere dalle scelte del programmatore regionale». Carbone ha sottolineato come l’azienda, nel rispetto del Dm 70, abbia agito compensando tra discipline a bassa domanda e alta specializzazione, senza superare i limiti della rete ospedaliera.

IL RETTORE GIOVANNI CUDA


Il rettore Giovanni Cuda ha rimarcato l’importanza dell’approccio adottato: «Non si è detto “siamo bravi”, si è mostrato cosa dicono i numeri. È compito della politica decidere, ma le decisioni buone si prendono partendo dai dati. In Calabria, la cardiochirurgia funziona, siamo tra le realtà virtuose. Servono nuove strutture? Apparentemente no. Ma servono investimenti e programmazione».
Ampio spazio è stato riservato al tema della formazione specialistica.

LA DISAFFEZIONE VERSO LA CARDIOCHIRURGIA

Mastroroberto ha denunciato una crescente disaffezione verso la cardiochirurgia tra i giovani medici. Nel 2024, le 24 scuole italiane hanno offerto 98 borse ma il tasso di occupazione è sceso sotto il 70%.
Il dato è ancora più evidente se si guarda alle borse non assegnate: 20% nel 2023, 30% nel 2024. «Serve un piano attrattivo – ha detto – e serve ringiovanire le equipe. I risultati oggi sono ottimi, ma la media anagrafica dei cardiochirurghi è elevata. Aprire nuove strutture senza risorse umane è inutile: meglio consolidare l’esistente».

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