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Elly Schlein, l'ora delle purghe: che testa sta per far saltare

  • Postato il 14 luglio 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
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  • 2 min di lettura
In sintesi

La corsa per la sindacatura di Milano si infiamma con la possibile candidatura di Carlo Cottarelli nel centrodestra. La leadership del Pd sotto Elly Schlein teme una sconfitta nella città più strategica d'Italia, specialmente se l'economista dovesse accettare. In caso di risposta affermativa, Schlein potrebbe accelerare le scelte interne, coinvolgendo figure come Pierfrancesco Majorino. Lo scenario politico milanese si complica tra tensioni coalizzionali e ambizioni personali.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Elly Schlein, l'ora delle purghe: che testa sta per far saltare
Elly Schlein, l'ora delle purghe: che testa sta per far saltare

La risposta arriverà entro fine luglio. Forse anche prima, tra una settimana, dicono i bene informati. Carlo Cottarelli scioglierà la riserva: sì o no alla proposta di fare il candidato sindaco del centrodestra a Milano? Un responso che non riguarda solo la coalizione che vuole riprendersi la metropoli ma pure il centrosinistra. Nel Pd – con cui Cottarelli era stato eletto senatore alle scorse Politiche, salvo dimettersi meno di un anno dopo in aperto conflitto con la linea Schlein – è psicosi. La paura di perdere la città più importante d’Italia sta montando. Perdere poi contro un ex sarebbe difficilmente digeribile...

Tanto che Elly, giurano in ambienti romani, in caso di risposta affermativa dell’economista a correre nel campo avversario sarebbe già pronta a telefonare a Pierfrancesco Majorino per spezzargli ogni sogno di gloria. Non è infatti un mistero che il capogruppo dem in Regione Lombardia aneli da sempre allo scranno più alto di Palazzo Marino. Tre anni fa decise di lasciare Bruxelles (era europarlamentare) per immolarsi contro Attilio Fontana alle Regionali – perse malamente, con quasi 21 punti di distacco – non perché aspirasse al martirio gratuito ma per riavvicinarsi a casa e tessere la tela per diventare sindaco. Il nome di Cottarelli, sponsorizzato da Forza Italia e gradito anche ai vertici di Fratelli d’Italia, ha però sparigliato le carte.

 

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Un nome radicale come quello di Majorino, contro un moderato in grado di pescare anche nel bacino elettorale riformista ed esterno al “campo largo” (vedi soprattutto Azione), rischierebbe seriamente di sopperire. Da qui l’agitazione della segretaria, che sarebbe disposta a proporre la qualsiasi al “suo” uomo pur di evitarne la candidatura. Al momento è il centrodestra ad avere il pallino in mano, coi progressisti alla finestra per scegliere il nome migliore. E non viceversa: tutto ciò, viste le premesse, non era affatto scontato.

 

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Autore
Libero Quotidiano

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