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Elly Schlein in Canada: la mossa della disperazione contro Giuseppe Conte

  • Postato il 8 maggio 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
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  • 6 min di lettura
Elly Schlein in Canada: la mossa della disperazione contro Giuseppe Conte
Elly Schlein in Canada: la mossa della disperazione contro Giuseppe Conte

Dopo Barcellona, Toronto. Oggi e domani, infatti, Elly Schlein sarà nella città canadese per il Global Progress Action Summit, organizzato dal premier Mark Carney, nuova stella della galassia progressista.

Un viaggio che si inserisce, come quello di Barcellona del 17 e 18 aprile per il Global Progressive Mobilisation ideato da Pedro Sanchez, in un’operazione che la segretaria del Pd sta facendo ormai da alcuni mesi: tessere rapporti internazionali con i leader del campo progressista, di fatto auto-legittimandosi come interlocutrice dei progressisti italiani, farsi conoscere, in generale, sulla scena mondiale.

Obiettivi utili per dimostrare di avere tutte le carte in regola per candidarsi a guidare il Paese, così da rassicurare le cancellerie europee, in dubbio sull’affidabilità della coalizione di centrosinistra, ma anche quegli elettori del centrosinistra che considerano Conte più autorevole, per il fatto di essere già stato presidente del Consiglio. Un pregiudizio venato da elementi sessisti e paternalisti: Schlein è donna e giovane. Ma c’è. E la segretaria dem è decisa a smentirli. Con i fatti.

 

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Domani interverrà in tarda mattina, mentre questa sera è previsto un incontro con l’ex presidente Usa, Obama. Al summit di Toronto partecipano leader progressisti europei e americani, è un seguito ideale dell’appuntamento che si è tenuto a Barcellona, organizzato da Sanchez. Lo scopo è creare una rete globale di forze progressiste in contrapposizione alle forze di destra. Il fatto che Schlein, dei leader italiani dell’opposizione, sia l’unica ad andare, è già una legittimazione importante.

 

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Nel frattempo ieri mattina, sempre nell’ottica di accreditarsi con quegli ambienti che guardano con sospetto a lei e al Pd, è stata all’assemblea della Confederazione italiana agricoltori, all’Auditorium Antonianum di Roma. E qui Schlein, attirando l’attenzione di un uditorio inizialmente diffidente, ha fatto un discorso molto critico nei confronti dell’Europa: «Dobbiamo essere chiari su quello che pretendiamo dall’Europa. Credo nell’Unione europea», ha detto, «ma penso che così stiamo tradendo una promessa di maggiore benessere. L'Europa deve cambiare togliendo i veti e mettendo in campo tutte le risorse necessarie ai cambiamenti. Il Next generation Eu non può fermarsi lì. Bisogna proseguire negli investimenti comuni europei, per competere con i colossi che minano a schiacciarsi». Ha, poi, promesso di essere al fianco degli agricoltori «per garantire il giusto prezzo dei prodotti agricoli». Una battaglia, ha aggiunto, che «faremo accanto a voi perché il vostro lavoro è fondamentale, da voi dipende il mondo». E si è detta pronta a una battaglia «per ridurre i costi dell’energia», altro tema sensibile per la platea dell’Antonianum.

 

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Schlein, insomma, prova a parlare la lingua di mondi fin qui lontani. Non solo per provare a conquistare Palazzo Chigi. Anche per gare più vicine. A fine mese si voterà a Venezia. Ed è una delle sfide amministrative su cui il Pd punta di più. Non a caso Schlein ha voluto Andrea Martella, veltroniano della prima ora, capace di dialogare con quel Veneto che guarda con diffidenza alla sinistra. Ma non basta un nome, serve che tutti si cambi. E Schlein ci sta provando.

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Libero Quotidiano

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