Elezioni provinciali Cosenza, Faragalli punta il traguardo

  • Postato il 4 marzo 2026
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Elezioni provinciali Cosenza, Faragalli punta il traguardo

Intervista al sindaco di Montalto Uffugo Biagio Faragalli candidato alla presidenza della Provincia di Cosenza


COSENZA – È ormai partito il countdown per le elezioni provinciali in programma l’8 marzo. Si vota per la presidenza della Provincia e per il rinnovo del Consiglio provinciale. Il candidato del centrosinistra è il sindaco di Cosenza Franz Caruso, in lizza per il centrodestra il sindaco di Montalto Uffugo Biagio Faragalli.

Entrambi i candidati sono sostenuti da due liste (“Provincia democratica” e “Insieme per la Provincia” a supporto di Caruso e “Forza Italia” e “Ad Maiora” per Faragalli). Biagio Faragalli, ospite della redazione L’AltraVoce-Il Quotidiano, ha rilasciato un’intervista sulle imminenti elezioni provinciali.

Sindaco, in seguito alla “famigerata” legge Delrio le Province sono state depotenziate e hanno perso gran parte delle loro competenze. Ciò nonostante le elezioni provinciali conservano ancora un certo fascino e le Province godono di prestigio. Immaginiamo che questi fattori abbiano contribuito alla sua discesa in campo.

«Dalla legge Delrio ad oggi la Provincia è completamente cambiata. Noi avevamo una Provincia con 32 consiglieri provinciali distribuiti su un vastissimo territorio che oggi è di 150 Comuni dopo le fusioni di Corigliano Rossano e Casali del Manco. Oggi comunque la Provincia conserva delle deleghe importanti. Mi riferisco alla viabilità e all’edilizia scolastica, all’ambiente e anche a tante altre deleghe secondarie. Da un punto di vista politico è normale che in questo momento poi subentra anche la questione amministrativa perché sono tante le problematiche all’interno di questo territorio, tanto lavoro è stato fatto. Parliamo di una Provincia che ha avuto 150 milioni di euro di fondi Pnrr, la prima Provincia per intercettazione di fondi e soprattutto è anche la una provincia che ha realizzato 52 cantieri».

Una delle competenze in capo alla Provincia è la viabilità. Il Cosentino è reduce da ondate di maltempo che hanno messo in ginocchio il territorio con località isolate. L’accessibilità la sicurezza e la modernità delle strade provinciali sono, oggi più che mai, una tematica attuale.

«Partiamo da un dato: le precipitazioni che abbiamo avuto in pochi giorni equivalgono alla quantità di acqua di un anno. Questo è il primo dato. Il secondo dato che la prevenzione è fondamentale, ricostruire un’opera costa per quattro volte in più, quindi significa che noi sperperiamo somme al netto di una prevenzione che dovremmo fare a monte. È normale che la viabilità è un tema cruciale, perché noi comunque da quel poco di conoscenza che sto cercando di acquisire, abbiamo delle opere importanti da sbloccare a livello provinciale. C’è la Scalea-Mormanno con 38 milioni, già finanziata, che avrà degli step d’avanzamento di 5 milioni all’anno. La 105 Sant’Agata D’Esaro- Belvedere e anche la Rogliano-Parenti 14 milioni già finanziata e questo riguarda solo le grandi opere.

Ma ripeto, deve esserci una prevenzione, un po’ come abbiamo fatto nel mio Comune di Montalto Uffugo. Noi siamo riusciti ad arginare il fenomeno con 19 chilometri di pulizia di cunette. Abbiamo messo gli escavatori agli argini dei fiumi grazie alla convenzione con Calabria Verde e il Consorzio. La Provincia è grande, però la manutenzione è fondamentale. Ecco anche perché nel nuovo bilancio provinciale, al netto delle difficoltà economiche che vivono le Province, il capitolo di bilancio della viabilità passa da 3 a 7 milioni per quanto riguarda l’urgenza, come anche quello della gestione degli istituti scolastici per quanto riguarda la manutenzione straordinaria, ci sono anche 3 milioni in più».

 L’altra macroarea di pertinenza delle Province è l’edilizia scolastica. Cosa ci dice al riguardo?

«Io ritengo che sia stato fatto molto all’interno dell’edilizia scolastica dal governo precedente e che molti cantieri vadano portati a termine. Ci sarà molto da accelerare noi siamo anche su questo, per esempio l’Istituto ex professionale di Montalto dopo un lungo periodo di realizzazione partirà con il nuovo anno. Dobbiamo intervenire chiudendo i cantieri e rendicontando le somme e parallelamente facendo anche una sorta di mappatura dei territori: degli istituti che abbiamo, quelli che vivono situazioni disagiate, innanzitutto per garantire la sicurezza. È  fondamentale inoltre che la scuola garantisca servizi oltre alla formazione. Credo che sia giusto garantire ai nostri figli le attività, soprattutto in una difficoltà che viviamo. La Regione Calabria è una delle prime ad avere il più alto tasso di obesità sotto i 18 anni con pochi centri dove poter indirizzare a livello alimentare i nostri ragazzi.

A proposito di questo a Montalto stiamo per aprire, grazie al dottore Alessio Gravina che ha accettato l’incarico a costo zero, il primo sportello nutrizionale nelle scuole per poter dialogare con i genitori e con i bambini. Questo potrebbe essere un modello per l’intera Provincia soprattutto per guardare al miglioramento dell’attività sportiva all’interno delle scuole. Cerchiamo di utilizzare fondi, calcoliamo che la Provincia ha 404 milioni di euro di mutui contratti dalla gestione precedente alla legge Delrio, quindi l’ultimo governo con la vecchia riforma paga quasi 28 milioni di euro come rata mutuo, una cifra importante. Molti mutui dobbiamo verificare se sono stati utilizzati, perché se sono stati contratti e non utilizzati la legge ci consente di fare la dislocazione per la somma e l’importo che può essere destinato a un’opera complementare».

Nell’ultimo rendiconto di gestione la Provincia di Cosenza ha dichiarato un disavanzo di circa 80 milioni di euro. Qualora dovesse essere eletto presidente della Provincia non la preoccupa dover operare in un contesto economico e finanziario tutt’altro che florido?

«No, con estrema franchezza e grande determinazione. In primis perché sarei affiancato dai consiglieri provinciali e non solo. Amministrare significa essere responsabile del proprio territorio, non essere, diciamo, detentore di verità assolute, fare squadra. Io vengo accusato di essere eccessivamente democratico, ma lo faccio anche per questo, perché ritengo che sia giusto lavorare insieme. Lo stesso metodo verrà utilizzato qualora dovesse andare in porto questa bellissima esperienza che sto facendo in termini di rapporti, ma non abbiamo paura, perché ci sono, è  vero, 82 milioni di euro di debiti, c’è un credito di 32 milioni che è una causa in atto tra la Provincia e la Regione. Abbiamo inoltre anche una serie di ruoli che devono essere inviati. Mi riferisco al canone pubblicitario, alla tassa per quanto riguarda i  passaggi di proprietà, al versamento della Tefa. L’amministrazione dell’Ente, ripeto, non ci fa paura e saremo all’altezza del compito».

  Volendo utilizzare un gergo pokeristico il centrodestra ha fatto all-in su di lei. C’è stata infatti una convergenza unanime sulla sua candidatura. Per la coalizione le elezioni provinciali sono un viatico importante.

«Qui c’è una riflessione seria da fare. Premesso che io sono per la vecchia Provincia e che sono per il vecchio modo di amministrare l’Ente. Ma al netto il centrodestra ha avuto una visione, c’è stata una grande discussione, i nomi circolati erano tanti. Poi c’è stata una convergenza sul mio nominativo. Non rappresento né un’appartenenza a una parte politica né tantomeno un’appartenenza a una persona politica, bensì in questo momento, come ho detto candidamente, rappresento tutto il centrodestra unito, da Forza Italia all’Udc, passando da tutti i partiti dello schieramento e tutti avranno lo spazio per poter governare questa Provincia qualora dovesse andare in porto la mia elezione. È ovvio che bisogna lavorare tanto.

Oggi ci sono dei Comuni all’interno dei quali i consiglieri comunali fanno parte di una sfera civica e allora noi lì dobbiamo aprire tutto il centrodestra ad accogliere questo mondo civico, Bisogna creare un laboratorio politico all’interno del centrodestra che veda anche la presenza di giovani amministratori validi che oggi non si identificano, ma che su un progetto possono identificarsi anche politicamente.

Al netto di questo sono anche convinto che il lavoro da fare è tanto in questi ultimi giorni, perché poi essendo un’elezione di secondo livello c’è anche un confronto diverso. Ci si confronta con consiglieri comunali e con i i sindaci. Vorrei infatti sottolineare che c’è grande entusiasmo anche nei candidati al Consiglio provinciale. Abbiamo avuto anche la volontà di non schiacciare le nostre liste nell’area urbana, ma di aprirle a tutta la Provincia. Mi riferisco all’Alto Tirreno, al Basso Tirreno, all’Alto Jonio, al Basso Jonio, al Pollino, alla Sibaritide, all’Altopiano silano e all’Arberia».

 Si tratta di elezioni di secondo livello, ovvero consultazioni caratterizzate dal voto ponderato degli amministratori. Se facessimo un discorso prettamente partitico e d’appartenenza politica il centrosinistra detiene le maggioranze dei tre Comuni di fascia E (Cosenza, Rende e Corigliano Rossano), questo la intimorisce?

«Noi abbiamo avuto sempre la strada in salita, personalmente non ricordo battaglie facili. Nelle maggioranze delle amministrazioni di fascia E non ci sono solo consiglieri comunali di centrosinistra. Ci sono sindaci che appartengono al centrosinistra, ma non tutti i consiglieri comunali di maggioranza appartengono al centrosinistra. Sono ragazzi e ragazze, donne, uomini validissimi, molto capaci, che si sono impegnati per il proprio territorio, lì dobbiamo arrivare, convincendoli. Perché l’elezione di secondo livello non è figlia solo di una richiesta di voto e di una sovrapposizione di numeri, è figlia di una scelta che deve provenire anche dalla visione che ha un candidato.  

Nel voto ponderato si entra attraverso il confronto. Noi abbiamo 150 comuni, 1790 amministratori. Io se non sono arrivato a tutti mi manca poco. Sto cercando di capire quale Provincia insieme possiamo costruire con l’aiuto di tutti, con il contributo di tutti, ma soprattutto evitando che si possa mettere una Provincia sulle spalle di un uomo o di una donna. Una di questa è la creazione di tavoli tecnici permanenti, dividendo questa provincia da macroarea a microarea. Vorrei inoltre evidenziare che il mio competitor, il sindaco di Cosenza Franz Caruso vedrà concludere il suo mandato il prossimo anno. Se sarà ricandidato potrà vincere o perdere le elezioni, ovviamente. Questo non è un elemento di poco conto che io voglio utilizzare contro qualcuno, chi va a votare deve sapere che c’è il rischio di ritrovarci successivamente con un facente funzione e dover riandare al voto nel giro di un anno».

  Lanci un appello ai sindaci e ai consiglieri comunali della provincia di Cosenza in vista delle elezioni dell’8 marzo.

«L’appello agli amministratori secondo me è molto chiaro: lavoriamo di squadra, ogni amministratore si prenda la propria responsabilità, e so che ci sarà questa disponibilità perché la sto già vedendo, con la convinzione che devono essere loro stessi artefici del governo provinciale. La Provincia ha bisogno di uomini o donne capaci di mettersi a servizio delle comunità. Non siamo sindaci o amministratori per il pennacchio. Noi siamo servitori delle nostre comunità che decidiamo di amministrare. Perché quando poi tu fai quello che ami e vieni anche pagato, sei una persona fortunata e quindi devi “restituire” alla comunità che ha creduto in te, e in questo caso gli amministratori che hanno creduto in te».

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