Electrolux, la produzione di frigoriferi tolta all’Italia? Sarà in conto terzi in Cina. E verranno venduti anche qui
- Postato il 8 settembre 2026
- Lavoro
- Di Il Fatto Quotidiano
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Gli operai dovranno lavorare più intensamente per supplire ai 1.450 esuberi, ma intanto gli elettrodomestici che vengono tolti alle fabbriche italiane non scompariranno dal mercato: cambierà solo il luogo di produzione. È una delle novità – finora ignota – emerse nella due giorni di incontri tra Electrolux e sindacati, chiusasi venerdì con una sostanziale conferma del piano di tagli. Eppure l’azienda, a quanto apprende Ilfattoquotidiano.it, ha risposto in maniera molto chiara alle domande dei rappresentanti dei lavoratori su lavasciuga e frigoriferi, due linee che si rimpiccioliranno a Porcia e Susegana. Le prime, come già emerso, verranno delocalizzate in Thailandia, a Rayong, e forse non saranno le uniche. Nessuna conferma si era invece avuta fino all’altro giorno sulla destinazione dei frigoriferi di bassa gamma, cancellati dalle mission dell’impianto trevigiano: saranno affidati in conto terzi in Cina, la patria di Midea con cui ha stretto accordi in Nord America, e gli elettrodomestici arriveranno poi in vendita in Italia con il marchio svedese.
I due spostamenti si tradurranno in 448 licenziamenti nelle due fabbriche del Nord Est, fortemente impattate dal piano di 1.450 esuberi totali previsti in Italia. A Porcia, infatti, le lavasciuga verranno letteralmente cancellate per concentrarsi sulle sole lavatrici con l’inserimento di alcune nuove gamme, anche a marchio AEG: i volumi passerebbero dagli attuali 717mila pezzi annui a 610mila e resterebbero al lavoro solo 380 dipendenti rispetto agli attuali 588. A Susegana, invece, si prevede una concentrazione sui frigoriferi ad incasso di gamma alta con 515mila unità a regime, cioè tra un paio di anni quando è prevista l’uscita delle fasce inferiori verso Pechino. Il risultato? Dagli attuali 712 operai addetti alla produzione a tempo indeterminato, si passerebbe a 472 persone: in sostanza ci sarebbero 240 esuberi.
A completare il quadro dei 1.450 tagli c’è la chiusura del sito marchigiano di Cerreto d’Esi, i 125 addetti che lasceranno Solaro nonostante la previsione di volumi in crescita e di altri 214 dipendenti di Forlì a causa di una sforbiciata alla produzione di piani cottura. Gli esuberi colpiranno anche gli uffici con 620 esuberi, che impatteranno per circa metà nel settore ricerca e sviluppo. A maggio il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso aveva detto di voler ottenere un nuovo piano senza licenziamenti collettivi, magari passando attraverso uscite incentivate, ma l’azienda tira dritto. Ora Fim, Fiom, Uilm e Usb si aspettano una convocazione rapida da parte del Mimit, altrimenti si andrà verso la convocazione di una manifestazione che coinvolgerà i lavoratori di tutti gli stabilimenti. L’ipotesi più probabile è che si tenga a Cerreto, il sito destinato a svuotarsi del tutto.
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