Tuttiquotidiani e completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Egonu e la regola dei 30 punti: perché Milano può credere nella rimonta. In Turchia, Sylla vince più di Orro

  • Postato il 20 aprile 2026
  • Di Virgilio.it
  • 0 Visualizzazioni
  • 4 min di lettura
Egonu e la regola dei 30 punti: perché Milano può credere nella rimonta. In Turchia, Sylla vince più di Orro

È la regola del 30: quando il tabellino di serata supera la cifra tonda (appunto 30 punti), Paola Egonu sa come mettere a tacere le velleità di Conegliano. Che guarda a caso ha sempre perso contro Milano quando l’opposto della Numia ha scollinato quota 30 punti: è successo in Supercoppa a ottobre (allora furono 32), è successo nella partita di ritorno della stagione regolare (30 precisi). La vittoria in gara 3 al PalaVerde non può essere casuale, pensando ai 34 palloni messi giù dalla capitana del Vero Volley. Che adesso ha messo nel mirino gara 4, dove punta deliberatamente a riportare la serie per la “bella” a cada delle venete.

Paoletta impressiona, Santarelli preoccupato: “Basta alti e bassi”

Una finale che pareva ormai destinata a una rapida conclusione s’è riaccesa di colpo, con la Numia capace di espugnare il catino gialloblù e rimettere tutto in discussione. Chiaro però che senza la prova monstre di Egonu nulla di tutto questo sarebbe stato possibile: dopo il fastidio al polpaccio che l’ha condizionata nelle fasi decisive di gara 1 e la prova sottotono del secondo atto della serie, in una sfida ormai senza ritorno Paola ha trovato la forza per ribaltare tutto e costringere Santarelli a far risuonare più di un campanello d’allarme.

“Se in gara 2 avevamo approfittato di una serata decisamente negativa delle nostre avversarie, gara 3 ha dimostrato l’esatto contrario, e cioè che noi abbiamo sbagliato tutto quello che potevamo sbagliare. Insomma, non siamo state all’altezza: 8 errori al servizio sono tanti, così come la lentezza mostrata a muro e le facce stupite quando c’era da andare a prendere la palla in zona di conflitto. Se sono preoccupato? No, però adesso bisogna smetterla con tutti questi alti e bassi, perché tornare a giocarci gara 5 a casa nostra potrebbe rivelarsi molto pericoloso”.

E non aver festeggiato davanti a un PalaVerde già vestito a festa è forse il contraccolpo peggiore che Conegliano avrebbe potuto subire, più della dirompenza mostrata da Egonu.

Milano adesso ci crede, ma mancherà l’effetto Forum…

Quel che ha fatto Egonu nel terzo set (6 punti consecutivi per andare a conquistare il parziale e indirizzare la partita) è già stato scritto nei libri di storia delle serie di finale della pallavolo italiana. Chiaro che adesso c’è da completare l’opera vincendo gara 4, che si giocherà ancora al PalaLido (Allianz Cloud) nonostante le richieste di biglietti sarebbero state forse insufficienti anche per riempire l’Unipol Forum di Assago, che però è impegnato dal concerto di Tommaso Paradiso.

Al paradiso (sportivo, s’intende) puntano però Egonu e compagne, che hanno ancora un’opportunità enorme per provare a mettere pressione a una Conegliano che dopo gara 2 aveva già ripreso ago e filo, pronta a ricucire l’ennesimo scudetto su una maglia dove ormai è praticamente diventato la regola (sono 7 i tricolori consecutivi).

Boskovic, primo titolo dopo 11 anni! Orro, delusione cocente

A proposito di titoli nazionali: in Turchia gara 5 ha sorriso al VakifBank di Giovanni Guidetti, che seppur a fatica ha conquistato per il secondo anno di fila il campionato battendo le storiche rivali del Fenerbahce. Per Alessia Orro, una delusione cocente: dopo aver saltato gara 4 per il problema accusato al ginocchio sinistro nel corso di gara 3, nella quinta e decisiva sfida la palleggiatrice sarda è entrata in campo a metà del secondo parziale, con il punteggio di 1-0 in favore del Fener, costretto però in quel momento a fare i conti con la reazione delle padrone di casa.

Che trascinate da una Marina Markova al solito debordante (26 punti, uno in più di Melissa Vargas) e con la solita Tijana Boskovic chirurgica nei momenti chiave del match (21 punti per l’opposto serba, al primo titolo turco dopo 11 stagioni di attesa!) hanno saputo risalire la corrente, impedendo a Orro di festeggiare il secondo titolo stagionale dopo la Supercoppa vinta a fine settembre. La stagione del Fenerbahce si chiude così con un solo titolo, troppo poco per pensare che la società possa riconfermare in panchina Marcello Abbondanza (Lorenzo Bernardi è tra i papabili per la successione).

Paradossalmente ha vinto di più il Galatasaray di Myriam Sylla, che seppur con un organico inferiore ha conquistato la CEV Cup a spese di Chieri, alzando un trofeo continentale. Gala che in questi giorni sta disputando la finale per chiudere al quinto posto contro l’Aras Kargo, mentre il Turk Hava Yollari allenato da Davide Mazzanti è sotto 1-0 nella serie che assegna il settimo posto contro il Nilufer.

Poi sarà tempo di Nazionale con la VNL

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti