Effetto Trump sui Mondiali, crescono gli appelli al boicottaggio
- Postato il 27 gennaio 2026
- Sport
- Di Agi.it
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Effetto Trump sui Mondiali, crescono gli appelli al boicottaggio
AGI - Effetto Donald Trump sui mondiali di calcio in programma negli Stati Uniti, in Messico e in Canada dall'11 giugno al 19 luglio: crescono gli appelli al boicottaggio del torneo, sia con il ritiro delle nazionali già qualificate che con la rinuncia dei tifosi a recarsi negli Usa. Se ne parla in Danimarca, sotto pressione per le mire del presidente americano sul suo territorio autonomo della Groenlandia, ma anche in Germania e in altri Paesi.
Persino l'ex presidente della Fifa Sepp Blatter ha detto di appoggiare l'invito ai supporter europei a evitare gli Stati Uniti alla luce della stretta sui visti e gli ingressi decisa da Trump: lo ha fatto affermando su X che "è giusto mettere in discussione questi mondiali" e schierandosi con l'avvocato svizzero Mark Pieth, un ex consulente della Fifa, che aveva invitato i tifosi a "stare lontani dagli Stati Uniti". "La vedrete comunque meglio in tv e altrimenti il rischio è che quando arrivate, se non andate a genio ai funzionari locali, sarete rispediti a casa con il primo volo, se vi va bene".
La stretta sui visti e il rischio respingimenti
A scoraggiare la spedizione nordamericana ci sono soprattutto il clima che si respira negli Usa a causa delle violenze degli agenti federali dell'Ice e l'incertezza sul rilascio dei visti dopo la stretta operata anche nei confronti di nazioni che saranno presenti ai mondiali, come Iran e Haiti. Una possibile scappatoia dovrebbe essere rappresentata dal 'Fifa pass' proposto da Gianni Infantino per agevolare l'ingresso dei tifosi con qualsiasi passaporto, purché muniti di biglietto. L'eccezione, però, è già stata esclusa da Trump per gli arrivi da Costa d'Avorio e Senegal, adducendo "mancanze di screening e verifiche" sui tifosi. In Inghilterra, peraltro, molti tifosi hanno già rinunciato alla trasferta americana ma per problemi di budget, visti i costi proibitivi di gran parte dei biglietti.
Il fronte del boicottaggio politico
C'è poi l'aspetto più strettamente politico che potrebbe portare addirittura al ritiro di qualche squadra. In Danimarca il 90% della popolazione sarebbe favorevole a boicottare la World Cup a stelle e strisce, stando a un sondaggio del portale BT. In caso di qualificazione della Svezia (attesa dagli spareggi come l'Italia) il dibattito potrebbe aprirsi, anche per la diffusa ostilità verso l'Amministrazione Trump per i dazi e le ambiguità sull'Ucraina.
La posizione della Germania e della dfb
Sorprendentemente si parla di boicottaggio anche in Germania, nazione vincitrice di quattro mondiali. Il numero due della Federcalcio (Dfb), Oke Gottlich, ha raccolto gli umori della tifoseria del St. Pauli di cui è presidente, e si è chiesto se "non sia arrivato il momento di pensare concretamente a qualche azione forte". A favore di un'azione simbolica della 'Mannschaft' si sono detti anche alcuni esponenti della Cdu come il deputato Jürgen Hardt che l'ha ventilata come "estrema risorsa per far ragionare Trump". Un boicottaggio è però stato escluso categoricamente dal presidente della Federazione, Bernd Neuendorf.
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