Eboli, omicidio del giornalista, l’assassino: «Non sopportavo le avances di Esposito»
- Postato il 27 luglio 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Eboli, omicidio del giornalista, l’assassino: «Non sopportavo le avances di Esposito»
Retroscena sull’omicidio a Eboli del giornalista Luigi “Luca” Esposito, l’assassino tunisino racconta: «Non sopportavo le sue insistenti avances».
“Non sopportavo le sue avances”. Davanti ai magistrati Ridha Rahmouni, cittadino tunisino di 26 anni, clandestino e senza fissa dimora, fermato nella notte tra venerdì e sabato dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Salerno ha così ricostruito l’incontro con il giornalista Luigi “Luca” Esposito, il violento litigio e indica nelle presunte insistenti avances sessuali il motivo del delitto. Gli investigatori continuano a verificare il suo racconto attraverso i riscontri raccolti durante l’inchiesta. La svolta è arrivata a meno di una settimana dal ritrovamento del cadavere ed è maturata nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno, guidata dal procuratore Raffaele Cantone, che continua comunque a lavorare per riscontrare ogni elemento emerso durante il lungo interrogatorio dell’indagato.
Secondo quanto trapelato dall’interrogatorio, il ventiseienne avrebbe spiegato di aver maturato un forte risentimento nei confronti della vittima, sostenendo di essere stato destinatario di ripetute attenzioni di natura sessuale che non avrebbe mai ricambiato. Una versione che, allo stato, rappresenta esclusivamente il racconto fornito dall’indagato e che sarà oggetto di ulteriori verifiche investigative. Rahmouni avrebbe riferito ai magistrati che Esposito intratteneva rapporti intimi a pagamento con alcuni suoi connazionali e che avrebbe cercato di coinvolgere anche lui nello stesso tipo di relazione. Circostanza che, sempre secondo la sua versione, non sarebbe mai sfociata in un contatto fisico, ma avrebbe dato origine a insistenti tentativi di avvicinamento. Gli investigatori stanno verificando anche questo aspetto, mentre l’analisi del traffico telefonico avrebbe confermato l’esistenza di contatti frequenti tra i due nelle settimane precedenti al delitto, intensificatisi proprio nelle ore che hanno preceduto l’incontro fatale.
LA RICOSTRUZIONE DELL’ASSASSINO PER L’OMICIDIO DEL GIORNALISTA E GLI ESITI DELL’AUTOPSIA
Nel pomeriggio di sabato, infatti, i due avrebbero concordato un appuntamento. Esposito avrebbe raggiunto il luogo con la propria automobile, mentre il ventiseienne sarebbe arrivato in bicicletta. L’incontro, secondo quanto ricostruito, sarebbe rapidamente degenerato in una violenta lite. Nel corso della confessione il giovane avrebbe raccontato di aver colpito il giornalista a mani nude. Successivamente avrebbe utilizzato plastica, una coperta e alcune sterpaglie per incendiare il corpo della vittima. Agli inquirenti avrebbe anche dichiarato di non essersi reso conto che Esposito fosse ancora vivo quando appiccò il fuoco. L’autopsia eseguita nei giorni scorsi aveva però accertato la presenza di fumo nei polmoni del cinquantatreenne, elemento ritenuto compatibile con il fatto che respirasse ancora durante l’incendio. Gli esami medico-legali avevano inoltre stabilito che la morte fosse sopraggiunta per asfissia meccanica violenta, delineando un’aggressione particolarmente brutale prima del rogo.
IL MOVENTE RELIGIOSO NELLE DICHIARAZIONI DELL’INDAGATO
Nella sua ricostruzione, Rahmouni avrebbe aggiunto un ulteriore elemento, sostenendo di aver deciso di interrompere quello che riteneva un meccanismo attraverso il quale alcuni suoi amici, spinti dal bisogno economico, accettavano rapporti intimi con la vittima. Il ventiseienne, che si è definito musulmano praticante, avrebbe spiegato di considerare quei comportamenti incompatibili con i principi della propria religione e di ritenere Esposito una persona capace di allontanare i suoi connazionali dalla preghiera inducendoli a pratiche che, secondo la sua fede, non sono ammesse. Anche queste dichiarazioni saranno sottoposte ai necessari riscontri investigativi.
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Eboli, omicidio del giornalista, l’assassino: «Non sopportavo le avances di Esposito»