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Ebola in Congo: è la peggiore epidemia finora?

  • Postato il 22 maggio 2026
  • Di Focus.it
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Ebola in Congo: è la peggiore epidemia finora?
Il 15 maggio, quando l'OMS ha dato notizia di una nuova epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, con alcuni sconfinamenti in Uganda, la situazione iniziale era di 246 casi sospetti (si usa questo termine per le infezioni la cui natura non è ancora stata verificata in laboratorio), inclusi 80 decessi. Sei giorni dopo, il 21 maggio, i Ministeri della Salute dei due Stati africani hanno riportato un bilancio totale - e provvisorio - di 575 casi sospetti, dei quali solo 51 sono stati confermati, incluse 148 morti.. Le preoccupazioni degli epidemiologi sono esplicite: si teme che il numero di casi affiorati finora non sia che la punta dell'iceberg di un'epidemia che si è diffusa silenziosamente almeno per un paio di mesi. Ma come andrà a finire? Un esordio con un così alto numero di casi getta le premesse per un'epidemia altrettanto estesa? Ci si chiede: l'attuale epidemia di Ebola diventerà la peggiore mai affrontata finora?. Partenza in salita. Il virus Bundibugyo, responsabile dell'attuale epidemia, ha accumulato un grande vantaggio iniziale perché si è diffuso per settimane senza dare nell'occhio, mimetizzandosi tra le varie zoonosi o infezioni di altra natura che interessano l'Africa centrale. Diversamente da qualche giorno fa, quando si immaginava che il paziente zero fosse un'infermiera rimasta contagiata il 24 aprile, ora il paziente zero è identificato in una persona deceduta il 20 aprile nella Repubblica Democratica del Congo. Si sospetta anche che il 5 maggio ci sia stato un evento di super-diffusione (forse un funerale) che avrebbe facilitato la crescita dei contagi.. Questo accumulo silenzioso dei casi ben prima che gli esperti possano rendersi conto di quanto accade non è insolito. Anche l'epidemia di Ebola che tra il 2014 e il 2016 aveva colpito l'Africa orientale (Guinea, Liberia, Sierra Leone), resa nota inizialmente nel mese di marzo, era poi stata ricondotta al contagio iniziale di un bambino di 18 mesi, che si era ammalato quasi tre mesi prima. Ad allarmare, oggi, sono i numeri di casi sospetti da cui siamo partiti: 246; nel marzo 2014, i casi sospetti in Guinea erano solo 49 (con 29 decessi).. Il numero di casi di Ebola iniziali è stato sottostimato?. Questo, sempre che quella cifra iniziale non fosse già una stima al ribasso. In base a un'analisi del MRC Centre for Global Infectious Disease di Imperial College (Londra), al 17 maggio, nella Repubblica Democratica del Congo potevano esserci già stati da 400 a 800 casi, senza che fosse possibile escludere valori al di sopra dei 1000 casi. Lo studio è arrivato a questa revisione delle stime attraverso due diversi approcci: ricostruendo il movimento delle persone nelle province colpite e - nel secondo approccio - partendo dal numero di morti sospette, combinato con i dati sulla fatalità di questo ceppo di virus Ebola (del 30%-50%) e con quelli sui giorni di incubazione del virus.. Oltre al numero di casi iniziali, un altro grande interrogativo riguarda la velocità con cui essi avanzano: a questo punto non è ancora possibile stabilirlo, ma sarà un'altra variabile di peso nelle prossime settimane.. L'evoluzione dell'epidemia non è già scritta. Fatte queste considerazioni, occorre però ricordare che i numeri iniziali di un'epidemia raccontano solo una parte della sua traiettoria. L'epidemia di Ebola in Africa orientale del 2014-2016, iniziata con 49 casi e 29 decessi sospetti, finì per infettare circa 28.600 persone e ucciderne circa 11.300. Non è detto che quella attuale, sebbene partita in modo più aggressivo, debba arrivare a un bilancio simile. «È molto preoccupante, ma, a questo punto, non ci sono indicazioni che ciò possa portare a decine di migliaia di contagi» ha detto a Nature David Wohl, specialista in malattie infettive presso l'Università del North Carolina a Chapel Hill. «Ci troviamo in una situazione diversa, per certi versi, rispetto al 2014, quando fu del tutto inaspettata».. Anche se il ceppo di virus Ebola responsabile - il Bundibugyo - è diverso dallo Zaire ebolavirus che possiamo contrastare con farmaci e vaccini, oggi siamo più preparati a contenere questo tipo di epidemie, e gli esperti locali sopravvissuti ai passati eventi di diffusione di Ebola potranno dare una mano anche stavolta. Le comunità toccate sono più sensibili al tema e conoscono meglio le misure precauzionali. L'evoluzione che prenderà l'epidemia attuale dipenderà dalla rapidità e dall'efficienza con cui verranno affrontati l'isolamento dei casi sospetti e il tracciamento dei contatti a loro vicini, nonché dalla capacità del mondo di mettere in campo una risposta rapida e solidale, che non si giri dall'altra parte. In questo modo, la crescita della curva iniziale dei contagi partita con un'impennata potrà forse stabilizzarsi..
Autore
Focus.it

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