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Ducati, l'allarme di Di Giannantonio: "Aprilia superiore, abbiamo un limite". Anche Bagnaia è preoccupato

  • Postato il 31 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
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Ducati, l'allarme di Di Giannantonio: "Aprilia superiore, abbiamo un limite". Anche Bagnaia è preoccupato

Ha un che di emblematico il trionfo di Aprilia al Mugello, pista che storicamente è una terra di conquista dell’altra realtà di casa italiana, ovvero la Ducati. Marco Bezzecchi si è preso il Gran Premio davanti a Jorge Martin, una doppietta storica (anche nella Sprint di sabato) per la casa di Noale sul circuito tra le colline toscane.

Bagnaia salva il podio, ma svela un problema

E pensare che la gara stava in realtà prendendo una piega diversa all’inizio, con Francesco Bagnaia in testa. Pecco qui vinse per tre volte di fila dal 2022 al 2024 e, forte di un buon rapporto quest’anno con la sua Desmosedici ufficiale, stava coltivando il suo primo successo stagionale sulla pista amica.

Ma alla fine la rimonta Aprilia ha beffato l’ex campione del mondo, che comunque per la seconda volta di fila ha conquistato il podio di una gara domenicale dopo quello di Barcellona. Un terzo posto difeso dalle Aprilia anche non ufficiali, come quella di uno scatenato Ai Ogura.

Parlando con Sky Sport Pecco ha spiegato che il suo obiettivo oggi era quello di fare il ritmo davanti per gestire la situazione. Poi ha dovuto fare i conti con un problema che sta attanagliando le Ducati in questa stagione, ovvero il calo della gomma. Al che, dopo il sorpasso di Bezzecchi, anziché stare a ruota consumandola del tutto, ha deciso di “tenere qualcosa per il finale, e così ho potuto difendere il terzo posto”.

Ma Bagnaia ha poi sottolineato riguardo il comportamento della sua Desmosedici: “Aprendo il gas tende a scivolare, rispetto alle Aprilia a noi manca il grip. Loro riescono a fare molta più percorrenza”.

Di Giannantonio: “L’Aprilia è superiore alla Ducati per il momento”

Medesima preoccupazione, con toni ancora più netti, da parte di Fabio Di Giannantonio. Pur non essendo pilota ufficiale (ma la sua Desmosedici è quella di quest’anno), l’alfiere del team cliente di Ducati Pertamina Enduro VR46 è stato l’unico a portare una certa costanza di risultati e di vittorie (ad oggi una in Catalogna) in questo avvio di stagione.

Dopo il quinto posto nel GP della domenica del Mugello, il romano ha dovuto anch’egli fare i conti con il calo della gomma, ma nella sua analisi a Sky Sport ha ammesso senza infingimenti: “Per me, ora come ora, l’Aprilia è superiore a noi da oggi. Loro hanno qualcosa in più, noi invece siamo proprio sul filo con il set-up. E sono migliori rispetto a noi con l’ingresso in curva“.

Secondo Di Giannantonio le RS-GP riescono a portare velocità in curva e a percorrerla mantenendo lo stesso livello di prestazioni, mentre le Desmosedici devono penare di più, con un ingresso meno prestante “in modo da cogliere il giusto punto di corda in uscita”. Questo è il principale “limite” delle Ducati: “Per fare le linee dell’Aprilia devo forzare parecchio, soprattutto con l’anteriore”, ha quindi aggiunto il pilota, comunque abbastanza soddisfatto del suo quinto posto vista la situazione. “Volevo fare il podio, ma per ora siamo così: lottiamo con l’Aprilia ma anche con il nostro anteriore, con cui fatichiamo un po’ nelle gare lunghe”.

Marquez: “Sentivo dolore alla spalla, ma ho venduto cara la pelle”

Chiudiamo con Marc Marquez, che dopo l’incidente di Le Mans e il successivo intervento al piede, con una contestuale operazione anche per sistemare una vite alla spalla da un precedente infortunio, è tornato in pista al Mugello ricevendo il nulla osta da parte della commissione medica.

Dopo il quinto posto nella Sprint, l’inscalfibile spagnolo ha lottato duramente contro il connazionale Pedro Acosta per la top 5 e per l’impresa del podio, chiudendo poi settimo dopo aver “venduto cara la pelle”, come ha spiegato a Sky Sport.

Marquez ha confessato effettivamente di aver dato il massimo per poi aver subito il contraccolpo di un certo cedimento fisico nei giri finali. “Con Acosta potevo lottare grazie al fatto che avevo una moto superiore, ma poi a 8 giri dalla fine è iniziato il mio calo”.

Anche lo spagnolo è stato messo in croce dal calo della gomma, non aiutato inoltre da uno stile di guida non ottimale viste le sue condizioni: “Il muscolo della spalla si stanca e comincia a provocarmi dolore lavorando male. Ma è una cosa che mi aspettavo in una gara lunga. Questo è comunque un punto di partenza, ed è stato tutto sommato positivo”.

Autore
Virgilio.it

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