Dove hai lasciato l’auto? Chiedi a Google Maps

  • Postato il 7 gennaio 2026
  • Di Focus.it
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Dimenticare dove si è parcheggiata l'auto capita a chiunque, ma può diventare un problema in contesti affollati come aeroporti, stadi o grandi centri commerciali. Per anni, le app di navigazione hanno dato la possibilità all'utente di salvare manualmente la posizione. Oggi invece Google Maps ha introdotto il salvataggio automatico del parcheggio. Una comodità che, per gli utenti iPhone, richiama da vicino quanto già accade da tempo anche con Apple Mappe, seppur con alcune differenze.. Salvataggio automatico. La novità principale introdotta da Google è l'automatismo. Se lo smartphone è collegato all'auto tramite Bluetooth, cavo USB, Android Auto o CarPlay, l'app interpreta la fine del viaggio come un segnale chiave. Quando la connessione con il veicolo si interrompe (perché si spegne il motore, si scollega il cavo o termina la sessione di infotainment), Google Maps deduce che l'auto è stata parcheggiata e salva automaticamente la posizione. Sulla mappa compare un pin, che può restare visibile fino a 48 ore, a meno che non venga eliminato manualmente prima. Nel momento in cui il sistema rileva una nuova partenza, lo stesso pin viene rimosso in automatico, evitando confusione con soste precedenti. In questo modo non è più necessario ricordarsi di toccare il punto blu e selezionare "Salva parcheggio", come avveniva in passato.. Come lo capisce. Il meccanismo si basa su una combinazione di segnali digitali. Il primo è la connessione tra smartphone e veicolo: la sua interruzione viene interpretata come la fine del tragitto. A questo si aggiungono i dati di movimento forniti dai sensori del telefono, come GPS, accelerometro e giroscopio, che permettono di distinguere una vera sosta da un semplice rallentamento nel traffico. In alcuni casi entrano in gioco anche informazioni come la durata della fermata o il passaggio dalla guida allo spostamento a piedi. È lo stesso principio utilizzato da Apple Mappe sugli iPhone: quando CarPlay si disattiva o il telefono perde il collegamento con l'auto, il sistema memorizza l'ultima posizione come parcheggio. La differenza è che Apple tende a conservare quella posizione fino a quando non viene sovrascritta da un nuovo evento simile, mentre Google ha scelto una gestione più "dinamica", cancellando il pin non appena l'auto riparte.. Precisione e limiti. L'app però non è infallibile. In parcheggi sotterranei o multipiano il segnale GPS può indebolirsi, riducendo la precisione del punto salvato. Per questo Google Maps incrocia più fonti di dati, cercando di mantenere una localizzazione affidabile anche in ambienti complessi. Un altro vantaggio è la personalizzazione dell'icona del veicolo: al posto del classico simbolo "P", sulla mappa può apparire una sagoma che rappresenta l'auto, rendendo più intuitivo il colpo d'occhio. Nel confronto con Apple Mappe, Google punta sull'automazione, mentre Apple privilegia la semplicità. In entrambi i casi, però, l'obiettivo è lo stesso: ridurre il carico di memoria dell'utente e trasformare lo smartphone in una sorta di taccuino digitale che registra dove finisce il viaggio..
Autore
Focus.it

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