Dopo Tronzano, gli insulti omofobi contro Vincenzo sono comparsi anche a Santhià: il 20enne continua a denunciare
- Postato il 8 settembre 2026
- Cronaca
- Di Quotidiano Piemontese
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TRONZANO VERCELLESE – Vi avevamo già parlato, tempo fa, di Vincenzo Giurbino.
Vincenzo ha 20 anni, è residente a Tronzano Vercellese, piccolo comune di circa tremiladuecento abitanti alle porte del capoluogo, e ha deciso di dire basta, ha deciso di fare sentire la propria voce e di rendere pubblica la sua storia: ormai da troppo tempo il 20enne è diventato il bersaglio di scritte omofobe, insulti e frasi denigratorie non solo contro di lui ma anche contro la sua famiglia.
Gli insulti ora anche a Santhià
È lo stesso Vincenzo a scrivere di nuovo alla nostra redazione. Ci dice che nonostante le denunce e l’attenzione mediatica, la situazione non è cambiata. Anzi.
Nei giorni scorsi sono comparsi nuovi insulti e scritte omofobe anche a Santhià, quindi in un comune diverso da quello nel quale gli episodi si erano già verificati.
Anche questa volta è stato riportato il mio nome e cognome.
Sono stato informato dell’accaduto da una persona che si trovava sul posto e che mi ha inviato fotografie delle scritte. Ho raccolto il materiale e sto procedendo con un nuovo esposto alle forze dell’ordine.
La cosa che più mi pesa è che, dopo circa due anni, questa situazione non sia ancora terminata.
Ho denunciato, ho deciso di parlare pubblicamente e di metterci la faccia, anche nella speranza che raccontare ciò che mi è successo potesse contribuire a sensibilizzare sul tema dell’omofobia.
Eppure, ancora oggi, mi ritrovo a dover fotografare nuove scritte, raccogliere prove e rivolgermi nuovamente alle forze dell’ordine.
Una storia dolorosa che parte dal 2024
Sono ormai due anni che il 20enne è oggetto di discriminazione e insulti legati al proprio orientamento sessuale.
È partito tutto dal 2024 quando Vincenzo Giurbino diventa bersaglio dei bulli. Tra gli episodi che difficilmente il giovane scorderà c’è anche uno sputo ricevuto a scuola, oltre ad altre pesanti situazioni che nel tempo lo hanno portato a sentirsi continuamente preso di mira.
A Tronzano Vercellese, poi, sono successivamente comparse scritte, insulti e messaggi di natura omofoba rivolti direttamente a lui, in alcuni casi riportando anche il nome e cognome. Coinvolta anche la sua famiglia: sul muro di Santhià uno degli insulti era accompagnato persino dal numero di telefono dei genitori del 20enne.
Una situazione dolorosa certo, che Vincenzo sta affrontando a testa alta denunciando e mettendoci la faccia per se stesso ma anche dare voce a tante altre persone che vivono situazioni simili e che magari non trovano la forza o il coraggio di reagire.
Il video per denunciare gli omofobi
Il giovane ha postato sul proprio profilo Instagram (@AlexGiurbi) un video per denunciare l’ultimo episodio.
Mostrare queste immagini non significa cercare attenzione: significa denunciare pubblicamente ciò che accade e sensibilizzare sul problema dell’odio e delle discriminazioni.
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