Dopo il film di Checco Zalone boom di ricerche per il Cammino di Santiago: +600% nei giorni successivi all’uscita di Buen Camino
- Postato il 13 gennaio 2026
- Viaggi
- Di Il Fatto Quotidiano
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Un film comico che diventa, quasi senza volerlo, un potente motore di curiosità culturale e di viaggio. “Buen Camino“, l’ultimo successo di Checco Zalone, non solo sta dominando il botteghino italiano, ma ha innescato un vero e proprio boom di interesse per il Cammino di Santiago, uno dei percorsi di pellegrinaggio più famosi al mondo. La pellicola, uscita il 25 dicembre, ha già superato i 60 milioni di euro di incassi e ha totalizzato quasi 7,5 milioni di presenze in appena quindici giorni. Al centro della storia c’è Checco, erede viziato di un impero familiare legato alla produzione di divani, abituato a una vita fatta di party esclusivi e vacanze in yacht. La sua quotidianità viene però stravolta quando è costretto ad affrontare il Cammino di Santiago per ritrovare la figlia adolescente, intraprendendo un percorso fisico e personale completamente opposto al suo mondo.
Il contrasto tra il protagonista e la fatica del cammino, raccontato in chiave tragicomica, ha acceso la curiosità del pubblico italiano. I numeri arrivano da Google Trends e parlano chiaro: il giorno stesso dell’uscita del film, il 25 dicembre, le ricerche sul Cammino di Santiago sono aumentate di oltre il 200% rispetto alla media annuale. Il picco massimo è stato registrato il 28 dicembre, con un incremento vicino al 600%. Nella prima settimana di gennaio, l’interesse si è mantenuto stabilmente alto, con un aumento medio superiore al 400%. Si tratta del livello di attenzione più alto registrato in Italia dal 2004 a oggi, con una sola eccezione: il luglio del 2013, quando le ricerche furono trainate dalla cronaca in seguito al grave incidente ferroviario avvenuto nei pressi di Santiago de Compostela. In quell’occasione, il volume di ricerche superò di circa il 20% quello attuale, che appare invece direttamente legato all’effetto Zalone.
Il successo di “Buen Caminò” sembra aver riportato al centro dell’immaginario collettivo un’esperienza che ogni anno attira centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo. Il Cammino di Santiago non è solo un itinerario religioso, ma un percorso scelto per motivi spirituali, personali, sportivi o di turismo lento. Un viaggio che, come mostra il film, mette alla prova il corpo e costringe a confrontarsi con se stessi, spesso lontano dalle comodità quotidiane.
Cos’è il Cammino di Santiago e come funziona
Il Cammino di Santiago è una rete di itinerari che attraversano gran parte dell’Europa e convergono nella città spagnola di Santiago de Compostela, dove si trova la cattedrale che custodisce, secondo la tradizione, le reliquie dell’apostolo Giacomo. Il percorso più noto è il Cammino Francese, che parte da Saint-Jean-Pied-de-Port, ai piedi dei Pirenei, e attraversa il nord della Spagna per circa 780 chilometri. Esistono però molte altre varianti, come il Cammino del Nord lungo la costa, il Cammino Portoghese o il Cammino Primitivo. Chi decide di intraprenderlo può farlo a piedi, in bicicletta o a cavallo. Non esiste un obbligo di partenza né di durata: c’è chi percorre solo gli ultimi 100 chilometri, il minimo richiesto per ottenere la “Compostela”, l’attestato ufficiale rilasciato dall’ufficio del pellegrino a Santiago, e chi invece affronta l’intero tragitto. Lungo il percorso si trovano ostelli, detti “albergue”, strutture semplici e a basso costo pensate per i pellegrini, oltre a pensioni e hotel per chi preferisce maggiore comfort. Per partire è necessario munirsi della “credencial“, una sorta di passaporto del pellegrino che viene timbrato a ogni tappa e che consente di accedere agli alloggi dedicati. Il viaggio può essere organizzato in autonomia, pianificando tappe e pernottamenti, oppure affidandosi a tour operator specializzati che offrono supporto logistico, trasporto bagagli e assistenza lungo il cammino.
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