Dopo 23 anni di precariato a scuola firma l’entrata in ruolo, ma poche ore dopo va in pensione: la storia di Liborio
- Postato il 11 luglio 2026
- Scuola
- Di Il Fatto Quotidiano
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
La mattina l’immissione in ruolo e la sera la festa di pensionamento. È a storia di Liborio Princiotta, 68 anni, docente di Religione al Merendino di Capo d’Orlando (Messina) che il 6 luglio 2026 ha chiuso l’anno da professore di ruolo, per mezza giornata. La sua storia a scuola comincia nel 2003: Liborio perde la moglie e si avvicina alla Chiesa, intraprendendo poi la carriera scolastica dopo essersi laureato in Scienze religiose. Prima della fine del percorso accademico comincia a fare le prime supplenze, da precario, posizione lavorativa che lo accompagnerà per tutta la sua avventura a scuola fino a pochi giorni fa.
“La mattina del 6 luglio, davanti la commissione ho avuto la discussione per entrare di ruolo e l’ho superata, la sera la scuola aveva organizzato la festa per i pensionati e ho festeggiato due volte”. Dopo l’ultimo collegio, infatti, come ogni anno, la scuola organizza una festa per chi raggiunge il traguardo e tra loro c’era anche il 68enne, neo insegnante di ruolo ma già pronto alla pensione: “È stata una grande soddisfazione – spiega Liborio – e quando mi è stato chiesto perché avessi fatto questo concorso nonostante sapessi della fine del mio percorso, ho risposto che nella vita, per chi fa questo lavoro con amore e passione, partecipare un concorso e vincerlo è una soddisfazione unica. Sono stati tanti anni di precarietà ma non mi sono mai rassegnato”. L’anno di prova è finito così nel momento della pensione ma gli alunni non si rassegnano all’addio del professore: “Mi arrivano tanti messaggi dei miei alunni che mi vogliono ancora con loro, ma il succo di questa vicenda è un insegnamento che voglio lasciare a loro, quello di non mollare mai, perché anche dopo 23 anni di lavoro succede l’inaspettato”.
La stranezza del pensionamento il giorno dell’immissione in ruolo ha reso celebre la scuola di Capo D’Orlando: “L’insegnamento della religione andava da più di venti anni avanti senza concorso ma viene gestito dalla curia“, racconta la preside Maria Ricciardello: “Lo scorso anno finalmente arriva il concorso e dopo l’anno di prova l’immissione in ruolo arriva in coincidenza del pensionamento. È un fatto rarissimo”.
Dopo più di due decenni, anche per il professor Princiotto la scuola è cambiata e, alla fine di questa storia, vuole lanciare un messaggio al ministero del Merito e dell’Istruzione: “Dobbiamo capire che la religione non è catechismo, ma un insegnante di questa materia deve sapere pure di storia, archeologia. Per questo servono dei corsi che non si compongano di una sola giornata di formazione ma che siano specifici per fare un aggiornamento serio, per acquisire nozioni e competenze, in modo da arrivare agli alunni in maniera diretta”. Princiotta c’è riuscito e negli anni ha continuato il percorso accademico studiando anche bioetica e sessuologia, parlando anche ai ragazzi di argomenti che permettano loro di aprirsi e confrontarsi con uno spirito diverso: “L’insegnamento della religione – dice – non è solo arrivare in classe e far dire il Padre nostro, ma è molto più complesso di così”. Oggi però Liborio saluta quei banchi dopo aver posto la firma più importante della sua vita e aver raggiunto quel traguardo atteso da decenni e arrivato all’ultima curva della carriera.
L'articolo Dopo 23 anni di precariato a scuola firma l’entrata in ruolo, ma poche ore dopo va in pensione: la storia di Liborio proviene da Il Fatto Quotidiano.