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Dole Rimini, insulti alla moglie israeliana di Demps: i tifosi romagnoli corrono in aiuto della donna

  • Postato il 5 ottobre 2026
  • Di Virgilio.it
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Dole Rimini, insulti alla moglie israeliana di Demps: i tifosi romagnoli corrono in aiuto della donna

La meno edificante delle notizie arriva da Rimini, dove ieri la sfida tra la Dole e l’Halley Campania Avellino è stata offuscata da un episodio avvenuto nell’immediato post partita, e col quale lo sport non c’azzecca proprio nulla. Perché a prendersi la scena sono stati un paio di pseudo tifosi che, forse delusi per la sconfitta di un punto subita dalla formazione di casa, non hanno trovato di meglio da fare, se non insultare e attaccare verbalmente la moglie del giocatore di Rimini, Cody Demps. La sua colpa? Quella di essere israeliana, e quindi un bersaglio “facile” per attaccare le politiche del governo Netanyahu.

La ricostruzione: mimato anche il gesto della pistola

È evidente che la narrazione sportiva non c’entri nulla, così come ben poco c’azzecchino le accuse rivolte alla malcapitata signora Demps. Che è un giocatore americano che lo scorso anno ha giocato in Israele, all’Hapoel Be’er Sheva, e che dalla scorsa estate veste la maglia della Dole. I due tifosi che hanno preso di mira sua moglie sarebbero due nordafricani (secondo quanto riferito da alcuni testimoni che hanno assistito alla scena), che hanno cominciato ad apostrofarla in malo modo, urlandone “assassina, assassina”, evidentemente in relazione al conflitto israelo-palestinese sul quale gli occhi del mondo sono aperti ormai da tanto tempo. I due avrebbero anche mimato il gesto della pistola che spara, quasi a voler rimarcare una volta di più quello che nelle loro intenzioni era il bersaglio da colpire.

La donna, peraltro in dolce attesa, è subito scoppiata a piangere ed è stata soccorsa da alcuni tifosi riminesi, che sulle prime hanno faticato anche a comprendere i motivi di un’aggressione tanto inusuale, quanto inaudita. Quando però hanno intuito il pericolo, hanno raggiunto lo spicchio di tribuna dove stava avvenendo l’aggressione e hanno subito intimato ai due spettatori di lasciar perdere, generando un piccolo parapiglia che ha richiamato l’attenzione anche delle forze dell’ordine.

Quest’ultime hanno provveduto a isolare i due aggressori e li hanno portati all’esterno del PalaFlaminio, dove uno dei due avrebbero continuato a proferire insulti alla donna, seppure ormai non potesse più ascoltare la sua voce, essendo rimasta all’interno dell’impianto da gioco riminese.

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La ferma condanna di Rinascita Rimini e del sindaco

Demps (7 punti in 29 minuti nel ko. per 72-73 di Rimini contro Avellino) e sua moglie sono stati scortati al termine della serata all’esterno del PalaFlaminio, con quest’ultima evidentemente scossa dai fatti accaduti pochi minuti prima. Nelle ore successive la società Rinascita Basket Rimini ha subito preso le distanze da quanto accaduto, stigmatizzando il comportamento dei due spettatori (che sempre a detta di alcuni testimoni sono una presenza fissa alle partite casalinghe della Dole).

“Tali comportamenti non trovano spazio al Flaminio e non rappresentano in alcun modo i valori che da sempre contraddistinguono Rinascita Basket Rimini e che per noi vengono prima di tutto. Il nostro s’è sempre contraddistinto per essere un tifo caloroso e appassionato, ma sempre corretto e sportivo. La società non intende accettare che questa immagine sia compromessa dal comportamento di pochi”. Dal club anche la proposta di collaborare con le forze dell’ordine, “affinché quanto successo non accada più”.

Anche il sindaco Jamil Sadegholvaad ha condannato l’episodio: “Ho appreso dai giornali la notizia della vergognosa aggressione verbale avvenuta al PalaFlaminio in occasione della partita RBR-Avellino ai danni della moglie israeliana di un giocatore della Dole. Voglio esprimere alla donna la massima vicinanza e solidarietà per un episodio inaccettabile, che non ha nulla a che vedere con Rimini, città medaglia d’oro al valore civile, che non giustifica mai alcuna forma di violenza, prevaricazione, guerra o sopruso individuale, in qualsiasi contesto e situazione esso si verifichi”.

Autore
Virgilio.it

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