“Dobbiamo considerare l’allenamento da un punto di vista farmacologico, ha lo stesso impatto di una pillola. Le relazioni solide aumentano la possibilità di sopravvivenza del 50%”: così lo scienziato Ennio Tasciotti
- Postato il 25 agosto 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Se c’è un segreto che l’umanità ha sempre cercato è l’elisir di lunga vita. Se ne chiacchiera al bar tra amici, se ne discute in tv e in radio. Si leggono le storie di chi ha oltrepassato i cent’anni, di chi vive nelle blue zone, come in Sardegna, e spiega la propria formula per arrivare arzillo ai 90 o addirittura a mettere la bandierina sul secolo di vita. Lo scienziato Ennio Tasciotti, direttore dello Human Longevity Program dell’IRCCS San Raffaele di Roma, ha lavorato sul “Rapporto Vivi L’età”. Uno studio con l’obiettivo di riassumere le scoperte più recenti sull’invecchiamento.
Ciò che è emerso è che dopo i 65 anni, la longevità dipende da tre fattori fondamentali: attività fisica, nutrizione e integrazione proteica e relazioni sociali. “Tre componenti interconnesse dell’invecchiamento sano”, ha spiegato Tasciotti in una lunga intervista concessa a Vanity Fair. “L’invecchiamento aumenta il fabbisogno proteico e diminuisce la capacità dell’organismo di utilizzare efficacemente le proteine introdotte con la dieta”, ha affermato lo scienziato. Ha evidenziato, poi, che nei soggetti anziani c’è bisogno di un apporto proteico maggiore rispetto ai più giovani. Ma con l’età il corpo cambia e i risultati si vedono se “l’integrazione proteica è inserita all’interno di un approccio che comprende allenamento e corretti stili di vita“.
L’esercizio fisico, ha sottolineato Tasciotti, è ormai quasi alla stregua di una medicina. “Sappiamo che dobbiamo iniziare a considerare l’allenamento fisico da un punto di vista farmacologico: ha lo stesso impatto che potrebbe avere una pillola”. Il movimento, dunque, è un fattore importante, “sempre equilibrato alle possibilità della persona”. L’allenamento necessario non deve essere esagerato e “non dobbiamo esserne ossessionati. Dagli studi è emerso che già dopo 30 minuti al giorno l’effetto benefico è raggiunto, non è necessario stare costantemente in attività. La cosa importante è farla diventare un’abitudine”.
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