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Dl Sicurezza, Giorgia Meloni tira dritto: "La norma sui rimpatri rimane"

  • Postato il 21 aprile 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
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  • 6 min di lettura
Dl Sicurezza, Giorgia Meloni tira dritto: "La norma sui rimpatri rimane"
Dl Sicurezza, Giorgia Meloni tira dritto: "La norma sui rimpatri rimane"

Giorgia Meloni alla Fiera di Milano Rho in occasione dell'inaugurazione della 64esima edizione del Salone del Mobile. La premier è stata accolta dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, dal prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, dal presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti, dalla presidente del Salone del Mobile Milano Maria Porro e dal presidente di FederlegnoArredo Claudio Feltrin

Qui il presidente del Consiglio ha tenuto un punto stampa. Tra i principali temi di cui si è discusso in queste ore, il decreto sicurezza. E, in particolare, della norma sui rimpatri volontari dei migranti che da giorni infiamma lo scontro politico. Non a caso, a metà pomeriggio di ieri, lunedì 20 aprile, il sottosegretario Alfredo Mantovano è salito al Colle per un confronto con Sergio Mattarella sul merito del decreto e della norma contestata. Ma la strada scelta dal governo per uscire dall'impasse sulla norma che prevede incentivi agli avvocati che favoriscono il rimpatrio volontario dei loro assistiti, è quella di non intervenire con un emendamento correttivo. 

Ipotesi confermata anche da Meloni: "Sul decreto sicurezza, che io non considero un pasticcio, stiamo raccogliendo alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati, e trasformeremo quei rilievi in un provvedimento ad hoc perché non c'erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma. Ma la norma rimane, perché è una norma di assoluto buon senso, e francamente mi stupisce quello che ho sentito dire dalle opposizioni in questi giorni".

 

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E ancora: "Non mi è esattamente chiara la ragione per la quale noi che riconosciamo il gratuito patrocinio all'avvocato che assiste il migrante che fa ricorso contro un decreto di espulsione, non dobbiamo invece riconoscere il lavoro di quel professionista che assiste un migrante quando volontariamente sceglie di essere rimpatriato. A me non è chiaro, mi pare che sui rimpatri volontari assistiti siamo d'accordo. È uno strumento che l'Europa ci chiede di intensificare, è uno strumento che continuiamo a portare avanti, è uno strumento che stiamo lavorando per rafforzare. Almeno su questo mi pareva che fossimo d'accordo. Ora scopro che non siamo d'accordo più neanche sul rimpatrio volontario assistito, ma noi andiamo comunque avanti con delle norme che consideriamo di assoluto buon senso". 

Spostandosi poi sulla guerra in Iran, Meloni tiene a rivendicare che "noi siamo stati tra i primi a proporre che ci fosse una copertura Onu su un'eventuale missione ad Hormuz questo non è stato possibile per un veto che c'è nel Consiglio di Sicurezza attualmente da parte di Russia e Cina, vedremo se nelle prossime settimane quel veto potrà essere superato. Penso che se non dovesse essere superato a condizioni date che abbiamo già chiarito (chiaramente ci deve essere una cessazione delle ostilità, chiaramente ci deve essere un'amplissima adesione internazionale, la postura della missione deve essere esclusivamente difensiva), in questi casi io penso che l'Italia debba comunque esserci ma deve essere il Parlamento su questo a esprimersi". 

Una cosa è certa: il governo è al lavoro per dare "risposte" in materia di prezzi dell'energia, "grande questione che è stata oggetto di un decreto molto articolato del governo recente ed è oggetto anche di una battaglia che, come sapete, stiamo conducendo in Europa e che ci porterà fra qualche giorno al Consiglio Europeo a riproporre alcune proposte che consideriamo fondamentali nell'attuale crisi". E a chi le chiede se ha sentito Donald Trump dopo gli attacchi di quest'ultimo, Meloni non attende a rispondere: "No, non recentemente".

 

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Autore
Libero Quotidiano

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