Tuttiquotidiani e completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Dl Sicurezza, Giorgia Meloni mette nel mirino la sinistra: "La legalità non è negoziabile"

  • Postato il 24 aprile 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
  • 0 Visualizzazioni
  • 5 min di lettura
Dl Sicurezza, Giorgia Meloni mette nel mirino la sinistra: "La legalità non è negoziabile"
Dl Sicurezza, Giorgia Meloni mette nel mirino la sinistra: "La legalità non è negoziabile"

"La legalità non è negoziabile". Giorgia Meloni lancia un chiaro messaggio alle opposizioni che, durante la presentazione del decreto correttivo del dl Sicurezza, ha intonato "Bella Ciao". "Con l'approvazione definitiva del decreto sicurezza, il governo compie un altro passo concreto per rafforzare la tutela dei cittadini, difendere chi indossa una divisa e affermare con chiarezza un principio semplice: in Italia la legalità non è negoziabile", tuona in un post sui social la presidente del Consiglio. "Più strumenti per contrastare violenza, degrado, occupazioni abusive, criminalità diffusa e immigrazione illegale. Più tutele per le Forze dell'ordine, per i cittadini onesti, per chi ogni giorno chiede solo di vivere in sicurezza. Noi - conclude - andiamo avanti così: con serietà, determinazione e con la volontà di dare risposte concrete agli italiani".

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti, su proposta del premier, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti. La modifica riguarda la norma sugli avvocati contestata dalle opposizioni e che aveva anche ricevuto l’alt del Quirinale, presente nel dl Sicurezza approvato oggi alla Camera. "Il testo – si legge nel comunicato finale del Cdm diffuso da palazzo Chigi – apporta alcune modifiche alle norme in materia di rimpatri volontari assistiti (rva) introdotte in sede di conversione del decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23. Le nuove norme agiscono in particolare sulla disciplina relativa ai soggetti che possono fornire assistenza al cittadino straniero nella presentazione della richiesta di partecipazione a un programma di rimpatrio volontario assistito e, di conseguenza, ricevere il compenso di circa 615 euro legato a tale prestazione".

 

[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47413790]]

 

In particolare, viene spiegato, "l’ampliamento si realizza attraverso l’eliminazione della specifica che tale assistenza debba essere fornita esclusivamente a opera di un avvocato. Inoltre, si subordina la corresponsione del compenso alla conclusione del procedimento amministrativo e non più all’esito della partenza del migrante". Nel testo inoltre, spiega la nota di palazzo Chigi, "si sopprimono le parti" del decreto Sicurezza "che fanno riferimento al Consiglio Nazionale Forense indicandolo come uno dei soggetti con i quali il ministero dell’interno collabora per realizzare i programmi di rimpatrio volontario assistito e al quale è attribuita la funzione di ripartizione del compenso spettante per l’opera prestata a favore dello straniero rimpatriando. Di conseguenza, si prevede che con decreto del ministro dell’interno saranno definiti anche i criteri per l’individuazione dei rappresentanti che possono svolgere l’attività di assistenza al rimpatrio e per la corresponsione del relativo compenso".

 

[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47417757]]

 

Continua a leggere...

Autore
Libero Quotidiano

Potrebbero anche piacerti