Djokovic soffre, scivola e vede le streghe, ma alla fine è lui a spuntarla su Wu: "Esordio durissimo, ma sono felice"
- Postato il 29 giugno 2026
- Di Virgilio.it
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L’eternità è un concetto che affiora le radici nei piedi, nelle braccia e nella mente di Novak Djokovic. Che contro Yibing Wu vede le streghe, si ritrova a inseguire e a un certo punto a cancellare palle break come se piovesse, ma che un modo per superare il primo ostacolo nella sua 21esima presenza consecutiva al main draw dello slam per eccellenza lo ha trovato. Perché la classe senza età del serbo è qualcosa che non si trova a buon mercato: Wu ha fatto il massimo, s’è espresso su livelli (forse) mai visti, ma Nole ha girato comunque la partita dalla propria parte. E lo ha fatto ricordando al mondo intero che porsi limiti non ha senso.
- Nole felicità: "Partita durissima, ma Wimbledon è speciale"
- Nole e il fattore copertura: "Come due partite diverse"
- Il botta e risposta iniziale, già sorprendente di suo
- Nole sfrutta i pochi errori di Wu: lezione di cinismo
Nole felicità: “Partita durissima, ma Wimbledon è speciale”
Il serbo a fine partita ha elogiato l’avversario per come è riuscito a tenergli testa, facendo capire di essersi sentito molto sollevato dopo l’ultimo punto, quello ch gli ha consegnato la vittoria sul 6-4 5-7 6-4 6-4. “Chiaramente uno si sente meglio quando vince, ma per una volta posso ribadire quanto sia significativo essere qui a Wimbledon, che per me rimane un posto speciale. Onestamente è stata una prova veramente dura: Wu ha meritato il vostro grande applauso (rivolgendosi al pubblico), mi sento felice e sollevato, ma vista l’intensità e le difficoltà incontrate non mi sembrava che stessi giocando una partita di primo turno, mi sembrava un po’ più in là nel torneo…”.
Nole e il fattore copertura: “Come due partite diverse”
Nole ha ammesso che la chiusura del tetto ha finito per condizionare molto il gioco di entrambi i contendenti. “Sono state due partite diverse, perché dopo la chiusura del tetto il campo è diventato più scivoloso ed è per questo che siamo caduti… però è anche vero che Wu mi ha messo molta pressione: non avendolo mai incontrato, sapevo che colpiva la palla forte e piatta, ma mi ha stupito su ogni aspetto del gioco.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/Wimbledon/status/2071707448616890604" profile_id="Wimbledon" tweet_id="2071707448616890604"/]Alla fine la differenza l’hanno fatta pochi scambi: certamente il suo errore sullo smash che mi ha consegnato il break nel quarto set è stato determinante, ma ad ogni modo è sempre bello avere esperienze contro avversari giovani. È stata dura, ma vado a letto felice e contento”.
Il botta e risposta iniziale, già sorprendente di suo
Djokovic ha vinto con la resilienza che contraddistingue i veri fuoriclasse. Perché ha dovuto annullare ben 10 palle break, addirittura 6 nel solo quarto set, in un paio di casi vedendosi costretto a risalire da 15-40. L’ha fatto con disinvoltura e senza paura, ma Wu in alcuni momenti è sembrato quasi aver timore di osare, sebbene lo abbia spesso e volentieri portato al limite.
E dire che la serata era cominciata sotto una buona stella per il serbo, che in coda a un primo set comunque bello tirato aveva trovato il modo per farsi bastare un singolo break per accaparrarsi il parziale. La sensazione però di dover sgobbare s’è riproposta con veemenza nel secondo set, dove Wu ha concesso pochissimo, trovando anzi il break col quale che riequilibrato la situazione a un passo dal tiebreak.
Nole sfrutta i pochi errori di Wu: lezione di cinismo
Da quel momento in poi la partita è divenuta bella, intensa e senza più alcun compromesso: prime ficcanti (15 ace a testa, percentuali di entrata superiori al 70% per entrambi), risposte sempre profonde, scambi spesso lunghi ed elaborati. Djokovic ha faticato a tenere il ritmo imposto dall’asiatico, che però ha concesso qualcosa di troppo in un terzo set equilibratissimo, dove Nole gli ha portato via la battuta una volta sola, ma facendosela bastare.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/Wimbledon/status/2071712819230159198" profile_id="Wimbledon" tweet_id="2071712819230159198"/]Nel quarto set la pressione del cinese è stata (se possibile) ancora superiore, ma il serbo ha annullato 6 palle break e dopo essersele viste annullare due alla fine è stato “graziato” su un paio di scambi dove Wu è andato un po’ fuori giri, forse pagando dazio più alla tensione che alla fatica. Errori minimi, ma determinanti: ultimo turno di battuta tenuto a zero e pratica risolta, con tanto di festa finale con David Bechkam e Bud Banny.
Al secondo turno sarà sfida revival contro Tsitsipas, che tra una risposta e l’altra alla ex Badosa dovrà trovare il modo per fermare il tempo. Perché quando si gioca contro Djokovic le lancette non hanno più licenza di esistere.