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Djokovic come Piqué, la folle proposta per rivoluzionare il tennis (e poter tornare a battere Sinner e Alcaraz)

  • Postato il 3 agosto 2026
  • Di Virgilio.it
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Djokovic come Piqué, la folle proposta per rivoluzionare il tennis (e poter tornare a battere Sinner e Alcaraz)

Nonostante il tennis così come lo conosciamo abbia regalato infinte gioie a Novak Djokovic, l’uomo dei record sembrerebbe avere le idee chiare su come cambierebbe lo sport della racchetta, proponendo – come tempo fa aveva provato a fare anche Gerard Piqué – una vera e propria rivoluzione per accorciare i tempi degli incontri. Una rivoluzione che certamente lo aiuterebbe anche nei confronti con Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.

La proposta a sorpresa di Djokovic per rivoluzionare il tennis

Protagonista indiscusso del Fanatics Fest andato in scena a New York tra il 16 e il 19 luglio insieme ad altre icone dello sport mondiale, Djokovic si è prestato a varie interviste in cui ha parlato dei suoi rivali Sinner e Alcaraz e più in generale di tennis, come in una rilasciata all’influencer Nick Knows Ball, e pubblicata nelle ultime ore da quest’ultimo, in cui ha suggerito quali cambiamenti apporterebbe allo sport della racchetta per rivoluzionarlo: “Bisognerebbe cambiare il formato del punteggio: giocare fino a 4 game per set, possibilmente senza vantaggi all’interno del game, al meglio dei cinque set. Mantenere le partite in una finestra di due ore. È meglio per tutti”.

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Quattro game per set, esattamente come alle Next Gen Finals

In realtà quella di Djokovic non è una proposta uscita dal nulla. Il formato degli incontri proposto da Nole esiste infatti già alle Next Gen Finals, torneo di fine anno in cui si sfidano i migliori giovani del circuito e sfruttato dall’ATP anche per testare nuove regole (come anche quella riguardante il meno tempo a disposizione tra una battuta e l’altra in caso di servizio vincente o il coaching sempre permesso e poi introdotto anche negli altri tornei) per rendere più moderno il tennis e avvicinarlo ai giovani. Non è quindi da escludere che in futuro qualche cambiamento da questo punto di vista possa verificarsi, anche se al momento i tempi non sembrano essere maturi.

Una proposta che aiuterebbe Djokovic a tenere testa a Sinner e Alcaraz

Senza entrare nel merito della bontà della proposta di Djokovic (che come scritto prima nonostante sia già applicata alle Next Gen Finals difficilmente verrà estesa al resto del circuito, almeno nei prossimi anni), appare evidente come il format voluto da Nole sarebbe molto di aiuto al serbo in questa fase della carriera, dove a 39 anni fatica sempre più a recuperare dagli sforzi fisici e a mantenersi al top della forma per tutto il torneo, soprattutto in occasione degli slam che hanno match più lunghi.

Incontri che si concludono in massimo due ore certamente lo aiuterebbero a disputare maggiori tornei e a recuperare più rapidamente le energie tra una sfida e l’altra, ma soprattutto gli renderebbero ben più facile affrontare Sinner e Alcaraz, dato che per batterli non dovrebbe tenere quell’intensità di gioco e quella concentrazione necessarie per tenere testa ai due fenomeni per troppo tempo e riuscirebbe ad arrivare ai momenti conclusivi della partita con maggiori energie psicofisiche.

Autore
Virgilio.it

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